20 immagini che definiscono l’estetica dei Daft Punk

Articolo di

Ruben Di Bert

Epilogue“. Con questo titolo i Daft Punk hanno annunciato ieri la loro divisione, andando a confermare una notizia che inconsciamente i fan sentivano nell’aria da diverso tempo. Nel cortometraggio di otto minuti il duo cammina fianco a fianco in un paesaggio deserto per poi allontanarsi progressivamente e avviare un timer che esplode allo scadere dei sessanta secondi al suono di “Touch”. Infine compare la scritta “1993-2021“. Il messaggio è forte e chiaro: il loro viaggio insieme è giunto alla fine.

Dopo gli esordi nei primi anni Novanta con la rock band Darlin’, Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter hanno consolidato la loro amicizia formando il gruppo Daft Punk, nominato così in seguito alla definizione della rivista Melody Maker “a dafty punk trash“.

Da lì in poi i due si orienteranno verso uno stile musicale più vicino all’elettronica. Nel 1997, seguito dai primi singoli, vede la luce il primo album in studio: “Homework“. Nel 2001 esce “Discovery“, nel 2005 “Human After All” e nel 2013 “Random Access Memories“. Durante questo percorso il successo salirà alle stelle raccogliendo premi e collaborazioni importanti, ma oltre ai loro brani indimenticabili, caratterizzati da un approccio sperimentale e innovativo, si afferma un fattore altrettanto fondamentale: la loro estetica.

A partire dal 1996 gli artisti adottano una singolare strategia, ovvero non farsi mai vedere pubblicamente in volto per tutelare la propria privacy e garantirsi una vita il più possibile normale, pur restando delle star. Se agli esordi la scelta era ricaduta su un paio di maschere ritraenti Beavis & Butt-head, la svolta arriva con due speciali caschi da robot. Il look fantascientifico diventa immediatamente iconico e presto sulle riviste circolano definizioni come “i replicanti più cool della musica“, oppure “i nuovi cyborg sono qui“. Questo elemento rappresenterà un ruolo chiave per la loro fama, andando così a definire uno stile rivoluzionario non solo per quanto riguarda la musica.

I primi modelli di elmetti erano caratterizzati da un design eccentrico con luci led, ma nel 2005, in vista dell’uscita del terzo disco, subiranno un restyling più orientato verso il minimalismo. Il loro aspetto viene quindi affidato a un illustre nome del mondo della moda, Hedi Slimane, che in quel periodo ricopriva la carica di direttore creativo di Dior Homme. Quando lo stilista passerà alla direzione di Saint Laurent il loro legame si rafforzerà ancor di più e non a caso la maggior parte degli outfit, se non tutti, verranno curati proprio dalla maison francese diventando protagonisti di diverse campagne. Smoking ricoperti di paillettes, tute in pelle e completi cromati si affermano quindi come la cifra stilistica di un’epoca all’insegna del glamour, riuscendo a conquistare il fashion system e più in generale la cultura pop.

Ora però l’era dei Daft Punk è giunta al termine, ma ciò nonostante il loro impatto resterà immortale. Per questo motivo abbiamo raccolto 20 immagini che ripercorrono la loro storia e la loro evoluzione stilistica.

Una foto di Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter senza casco negli anni Novanta.

Daft Punk by Luis Sanchis per THE FACE. (2001)

Tra i tanti art toys che Medicom Toy gli ha dedicato, i Daft Punk sono comparsi anche sotto forma di [email protected] nella loro versione ispirata all’album “Discovery”.

Nel 2005 i Daft Punk hanno collaborato con A Bathing Ape per realizzare un esclusivo modello di BAPESTA mismatched. Pare che le sneakers siano state prodotte in sole cento paia.

I Daft Punk in studio con Kanye West per la promozione del singolo “Stronger” (2007).

Oltre a essersi occupati della colonna sonora del film, i Daft Punk sono anche comparsi in un cameo all’interno di “Tron: Legacy” (2010).

I Daft Punk nello studio di Terry Richardson per il servizio fotografico commissionato dal Wall Street Journal. (2013)

I Daft Punk con Gisele Bündchen per una cover del Wall Street Journal. Foto di Terry Richardson.

Photoshoot e styling diretti da Hedi Slimane con i Daft Punk e Giorgio Moroder per Dazed. (2013)

Uno scatto del set dedicato alla pubblicazione del singolo “Get Lucky ” per CR Fashion Book con i Daft Punk e Milla Jovovich. (2013)

Uno scatto tratto dallo shooting di M Le Monde con i Daft Punk e Saskia de Brauw. Foto di Peter Lindbergh. (2013)

I Daft Punk in total look Saint Laurent nel servizio di Vogue con Karlie Kloss a New York (2013).

Thomas Bangalter in uno scatto della campagna Saint Laurent Music Project del 2013.

I Daft Punk all’Artform Studio Los Angeles. Foto di Nabil Elderkin e Warren Fu. (2013)

Una foto tratta dalla cover di L’Uomo Vogue del luglio-agosto 2013 con i Daft Punk.

I Daft Punk in look total white alla cerimonia dei Grammy del 2014.

I Daft Punk e Parrell Williams insieme ai Grammy del 2014.

Nel 2017, in occasione dei Grammy, i Daft Punk hanno aperto un esclusivo pop-up store a Los Angeles. All’interno spiccavano diverse collaborazioni, tra cui una capsule collection disegnata da Gosha Rubchinskiy.

Sempre all’interno del pop-up store di Los Angeles, è stata venduta una serie di t-shirt dei Daft Punk in collaborazione con Off-White.

I Daft Punk e The Weeknd insieme ai Grammy del 2017.

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