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Admiral sta tornando nel calcio che conta?

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Oltre a Nike, adidas, PUMA, Umbro, YONEX, Asics, Mizuno, Penalty e New Balance, dalla prossima stagione in J1 League ci sarà anche una squadra sponsorizzata da Admiral: il Jubilo Iwata appena promosso nella massima serie giapponese ha infatti firmato con il brand che andava fortissimo negli anni ’70 e ’80 e che poi è quasi scomparso dalla scena internazionale. Sul sito internet del marchio inglese l’ultracentenaria storia di Admiral è riassunta magnificamente in una timeline: dal debutto nel 1903 col vecchio nome Cook & Hurst, che operava come calzificio e produceva biancheria intima, fino al ritorno al fianco di una squadra di calcio di quarta serie, nel 2014, in qualità di sponsor tecnico dell’AFC Wimbledon, Admiral ha vestito alcune delle più gloriose squadre inglesi e anche alcuni club italiani come Bologna, Ascoli e Monza, e in tempi più recenti anche Foggia e Frosinone.

La rinascita di Admiral è ufficialmente avvenuta nel 2011 grazie a un giovane team di investitori che hanno voluto far rinascere l’heritage dello storico brand, ora Admiral Sportswear Limited, anche attraverso alcuni strategici flirt con il mondo della moda, come nel caso della collaborazione con REPRESENT che ha di fatto portato il marchio britannico sulle passerelle della Milan Fashion Week, esaltandone la propria identità estetica, quella della doppia banda verticale e dei colletti extralarge. Non è un caso che Admiral abbia voluto guardare al suo passato attingendo dal proprio DNA stilistico per la creazione delle nuove maglie del club giapponese, scegliendo come ispirazione il template di uno dei suoi kit più iconici, quello indossato dalla Nazionale inglese durante la Coppa del Mondo del 1982, rivisitato per l’occasione.

Quello di Admiral non è l’unico caso di gloriosi brand tornati improvvisamente in auge dopo anni di buio: nell’estate del 2020 infatti anche il marchio catalano Meyba, storico supplier del Barcellona di Diego Armando Maradona, Ronald Koeman e Pep Guardiola, è tornato sul mercato europeo come sponsor tecnico degli olandesi del Twente. Sin da subito è sembrato che Meyba volesse rapidamente tornare ad occupare un posto di primo piano sulla scena continentale. Ai tanti rumors sulle nuove sponsorizzazioni in arrivo, si è infatti unito il desiderio di volersi imporre anche come brand di moda attraverso una collezione streetwear, con la consapevolezza di quanto sia importante aggiornarsi rispetto alle tendenze attuali, senza sfruttare soltanto l’effetto nostalgia.

Nell’estate 2020 c’è stato un altro storico brand spagnolo che ha fatto parlare di sé, Kelme. Già famoso per la squadra di ciclismo fondata nel 1979, partner della spedizione spagnola ai Giochi Olimpici di Barcelona 1992 e sponsor del Real Madrid a metà anni ’90, dopo la crisi del decennio scorso era decisamente uscito dai radar. Da qualche anno Kelme è lentamente tornato: prima di firmare un ottimo contratto con il Watford, primo club inglese in oltre cinquant’anni di storia, e di ottenere la vetrina della Premier League, il marchio di Elche ha iniziato la sua nuova espansione partendo dai club della Liga e da tante realtà asiatiche.

Stando ad alcune ipotesi recenti, il brand che potrebbe presto tornare a vestire un club di prima fascia potrebbe essere Mizuno, uno tra i maggiori candidati a subentrare a Macron come nuovo sponsor tecnico della Lazio. Il marchio giapponese che un tempo realizzava gli scarpini indossati dal pallone d’oro Rivaldo, da Pablo Aimar e da Fernando Torres, e che fino a qualche anno fa griffava le maglie della Fiorentina, oggi è quasi scomparso dal novero dei supplier più diffusi. Nella sua scuderia ci sono due club della Serie A giapponese (Nagoya Grampus e Hokkaido Consadole Sapporo), i portoghesi del Portimonense e alcune squadre italiane delle serie inferiori: Cittadella, Cesena, Südtirol e Aquila Montevarchi.