Music

L’albero genealogico della nuova scena rap italiana

Articolo di

Greta Scarselli

Quest’improvvisa abbondanza di tempo nelle nostre giornate ci ha permesso di perderci più e più volte nei meandri dell’Internet, viaggiando avanti e indietro nel tempo e scoprendo storie, dettagli, che nella frenetica vita di tutti i giorni ci erano passati sotto gli occhi senza che ce ne potessimo accorgere.

È stato un video in particolare che ha colto la nostra attenzione e che oggi come mai prima abbiamo apprezzato in tutte le sue sfaccettature. Si tratta di alcune riprese di un live di Izi del 2017, arrangiato in uno di quei club in cui si entra senza sapere poi come uscirne; quelli stretti, pieni, con un palco di due metri per due in cui gli artisti, risucchiati dalle mani dei fan, provano le prime esperienze di fronte a un pubblico che esplode e che urla come se non ci fosse un domani, frase che si addice perfettamente ai frequentatori di tali club.

Izi non è solo, al suo fianco per l’ultimo brano salgono sul palco – quello di due metri per due – Ernia, Tedua e Rkomi, dietro di loro la console, poi la sicurezza e l’immancabile Ciccio Cioci. Lo spazio è talmente piccolo che i quattro si scontrano, si muovono male ma si muovono, cantano e tengono il palco come fosse il loro. Il rapper si è tenuto “Chic” per il gran finale ed è inutile dire che il pubblico è in delirio: fantastico il momento in cui il microfono di Izi smette di funzionare, ma lui non perde tempo e continua a cantare con più forza di prima, e ancora più fantastico è il primo commento che abbiamo trovato sotto al video in questione.

Ricordate sti 4 nomi, tra un po’ di tempo si prenderanno la scena

Già, questa persona, chiunque fosse, aveva perfettamente ragione. Negli ultimi quattro anni la scena rap ha subito una metamorfosi architettata da Sfera Ebbasta e portata avanti dagli artisti citati sopra, nomi che oggi condividono il successo e la passione ma che al tempo dividevano le mura di casa.

Tedua lo ha spiegato qualche tempo fa a Radio 105 come sono andate le cose, e nel susseguirsi di ore che in questa quarantena sembrano infinite abbiamo voluto riportare all’attenzione l’albero genealogico della nuova scena rap.

Quella di Ernia e Tedua è stata forse la prima conoscenza, il rapper genovese si era trovato in affido proprio a QT8, quartiere nativo di Ernia che era inevitabilmente finito a frequentare le elementari con Mario.
La passione e le capacità le avevano sempre avute, ma iniziarono a svilupparle soltanto nei primi anni delle medie. Proprio qui le loro strade si dividono, mentre Tedua torna a Genova dove continua il suo percorso con Izi, del quartiere a fianco, e la Wild Bandana fondata nel 2008, Ernia – sotto il nome di Er Nyah – inizia una nuova avventura con la Troupe D’Elite, ed entra così anche Ghali Foh nel giro di conoscenze.

Rkomi è arrivato invece in prima superiore, quando, tramite amici di amici, si era ritrovato a una festa di capodanno in Liguria insieme a Tedua ed Ernia: legarono talmente tanto quella sera che i 150km di distanza non sono più riusciti a dividerli. Sfera Ebbasta intanto, già nel 2011, aveva messo le sue radici silenziose nel video “Mamma Esco” della Troupe D’Elite, per poi collaborare nuovamente con Ernia in “Emergenza Mixtape Vol. 1”.

Arriva poi il giorno in cui Sfera, tramite conoscenze derivate dai così definiti “affari loschi” – lasciamo a voi l’immaginazione – riesce ad avere il numero di Tedua e lo invita in studio a Milano con Charlie Charles; chiaramente quel giorno non mancavano Izi, portato con sé da Mario, e Chris Nolan, presentato ai due da Charlie. Un incontro che segnerà da quel momento in avanti la carriera del giovane Mowgli.

È infine il 2015 quando Tedua, Bresh, Vaz Tè e Izi si trasferiscono a Milano, i primi due sono finiti per un anno e mezzo a condividere casa con Rkomi e ciò che è successo dal 2016 in poi resta vivido nelle nostre menti.

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