Le Air Jordan 1 più brutte di sempre

Articolo di

Edoardo Cavrini

La Air Jordan 1 è tra le silhouette più riconoscibili e apprezzate del mondo. La scarpa, che venne ideata e disegnata da Peter Moore, Tinker Hatfield e Bruce Kilgore appositamente per i piedi di Michael Jordan, deve parte del suo successo al forte legame con His Airness e al modo in cui Jordan Brand è riuscito a trasformarla in una calzatura lifestyle versatile, anche al di fuori del campo da gioco.

Negli ultimi anni insistenti mosse di marketing come collaborazioni, release esclusive e limitate hanno reso questo modello uno dei più intoccabili da parte delle critica. Capace di finire sold out grazie all’aggiunta di un minimo dettaglio o un nuovo schema cromatico, la Air Jordan 1 si è fatta forte di un fascino ineguagliabile sul mercato delle sneakers.

Questa consapevolezza ha spesso guidato Nike e Jordan Brand a voler osare, tentando di aggiornare l’estetica e la funzionalità dell’amatissima calzatura. Mettere mano a un’icona come questa, tuttavia, risulta estremamente difficile e altrettanto arduo è riuscire a realizzare un prodotto che non vada a snaturare il suo magico aspetto.

Negli anni i tentativi sono stati numerosi e non tutti di successo, così abbiamo raccolto alcune tra le Air Jordan 1 più brutte di sempre secondo noi.

Air Jordan 1 High Zip “Utility Pack”

Se da un lato la scelta dei materiali, in particolare dello Sherpa, è affascinante, dall’altro, l’assenza dei lacci, rimpiazzati da una cerniera che corre lungo tutta la linguetta, e il mancato swoosh laterale rendono questa Air Jordan 1 un esperimento mal riuscito.

Air Jordan 1 High Deconstructed “Ivory”

Spoglia di tutti i suoi ornamenti, la Air Jordan 1 High Deconstructed è stata letteralmente ridotta all’osso. La morbida struttura in pelle è stata sostituita da una leggerissima tomaia in canvas priva di forma e incapace di donare sostegno al piede. L’unico aspetto positivo è legato alla creatività di chi la indossa, essendo in tela è facile poterla tingere o customizzare a proprio piacimento.

Air Jordan 1 High Zip “University Red”

Come per il primo modello, anche per questo Jordan Brand si è dimenticato dei lacci, ma non dello swoosh. Il logo Nike è infatti presente sul lato, dove una serie di fori sulla pelle ne delineano l’outline.

Air Jordan 1 Rebel XX “Chicago”

L’utilizzo della colorazione “Chicago” non può tamponare il discutibile sistema di allacciatura che si sviluppa in maniera asimmetrica lungo tutta la scarpa. A primo impatto potrà anche sembrare una normale Air Jordan 1, ma la zona alta della scarpa riporta tutti con i piedi per terra.

Air Jordan 1 High “Defiant Couture”

L’intersuola ingiallita è forse l’unica nota positiva in questo modello che fa della pigrizia il suo punto forte. Con colori come il rosso e il nero, la fantasia di Jordan Brand avrebbe potuto dare vita a incredibili schemi cromatici, ma così non è stato. A coronare il tutto c’è infine il retail della scarpa, più alto rispetto al solito, e giustificato dall’impiego di materiali più raffinati.

Air Jordan 1 Jester XX “Geode Teal”

Più simile a uno stivaletto piuttosto che a una sneaker, questa Air Jordan 1 abbandona quasi definitivamente i tratti distintivi che la rendono tale. Al taglio più alto e alla cerniera si aggiunge una spessa outsole dentellata che rende la scarpa platform.

Air Jordan 1 Low Slip “Chicago”

Ancora una volta non è lo schema cromatico a salvare il design della scarpa, nonostante riesca a mascherarlo bene. Il mancato utilizzo dei lacci è giustificato dalla volontà di realizzare una sneaker dalla calzata più semplice ma, come abbiamo già potuto constatare, non è mai un’ottima idea rimuovere i lacci da una Air Jordan 1.

Air Jordan 1 High React “Black White”

Di cose che non funzionano in questa Air Jordan 1 ce ne sono parecchie. Come prima cosa l’utilizzo di una suola con tecnologia React trasforma la sneaker in uno scarponcino, in aggiunta, gli spessi lacci e l’ingombrante linguetta appesantiscono la silhouette. Probabilmente si salva solo lo swoosh.

Air Jordan 1 High Gatorade “Blue Lagoon”

Ispirata alla campagna pubblicitaria “Be Like Mike” che Michael Jordan girò insieme a Gatorade nel 1991, questa silhouette è solamente una delle tante che componeva la capsule collection. Ogni Air Jordan 1 era tinta di un solo colore e decorata dal fulmine della bevanda impresso sul tallone e il risultato è stato quindi un inno alla monotonia e una mancata occasione per realizzare una scarpa dallo spiccato valore storico.