Sport

Anche quest’anno al Super Bowl non si parlerà di football: il caso Taylor Swift

Articolo di

Claudio Pavesi

Non si può negare che il Super Bowl sia l’evento televisivo americano per antonomasia, lo spettacolo televisivo che da sempre polarizza il pubblico statunitense: basti pensare che l’unico evento televisivo più visto del Super Bowl nella storia americana è stato l’atterraggio dell’Apollo 11. Nella Top-10 degli eventi televisivi più visti di sempre, ben 8 sono Super Bowl. Ecco, questo fa comprendere la potenza di tale evento dal punto di vista mediatico, un traguardo che ha elevato il cosiddetto soft power statunitense al punto che persino nel resto del mondo, questa partita diventa tema di discussione, e l’Italia ne è un esempio. Il Super Bowl viene spesso trasmesso sulle televisioni nazionali, è soggetto di articoli sul costo medio delle pubblicità dell’intervallo e se fa un grandissimo vociare sulle performance dell’halftime show, ormai diventato l’evento musicale dell’anno, sopra ai Grammy o a qualsiasi altro palco mondiale. Il Super Bowl è la perfetta rappresentazione del sogno americano, dell’ideale degli Stati Uniti che vivono bene, di una società agiata che si gode un evento sportivo per tutti, dal grande appassionato all’occasionale, mentre si svaga, ascolta la musica, mangia e beve.

Come detto, il Super Bowl è diventato così appetibile per il suo essere un simbolo molto più che un evento sportivo. Anche perché, a livello globale, il rapporto dei numeri non è così incredibile: il Super Bowl più visto di sempre, quello 2023, ha avuto una media di 115 milioni di spettatori televisivi (locali, circa 40 milioni in più internazionalmente), mentre la finale di Champions League ha una media di circa 400 milioni. L’ultima finale dei Mondiali ha toccato invece gli 1.5 miliardi, secondo la FIFA. La differenza tra questi eventi è proprio la struttura: gli eventi calcistici di cui sopra creano la propria allure e il proprio focus basandosi proprio sull’attività sportiva, su un mix tra tifo e devozione che concentra l’interesse di tutti sul calcio giocato. Non a caso, i picchi di seguito televisivo maggiore sono sempre in concomitanza dei momenti chiave che decidono l’incontro. Ecco, per il Super Bowl è diverso. L’evento in sé si basa su un cambiamento della struttura della solita partita di football: il tempo dell’intervallo cambia e si dilata, permettendo uno spettacolo di intrattenimento più lungo, ma cambiando radicalmente il tempo di attesa dei giocatori tra un tempo e l’altro.

Insomma, al Super Bowl piace parlare di altro rispetto allo sport giocato. Spiace per i lanci di Patrick Mahomes e per le corse di Christian McCaffrey, ma è così. Anche in quest’occasione, il sistema dell’entartainment del Super Bowl ha vinto grazie a un alleato inaspettato: Taylor Swift. La cantante originaria della Pennsylvania ha esplicitato la sua relazione con Travis Kelce, sublime tight end dei Kansas City Chiefs, e ha iniziato a presenziare alle partite. Se Taylor Swift è una figura polarizzante in tutto il mondo, la sua influenza negli Stati Uniti è ancora più grande e ha portato un livello di attenzione ancora più grande per i Chiefs e la NFL, accrescendo il pubblico con persone che mai avrebbero seguito il football. Basti guardare il numero di tweet e post dedicati alle inquadrature dedicate a Taylor, o alle foto della festa in campo dopo il Championship vinto contro Baltimora in cui i due sono stati paragonati a Zac Efron e Vanessa Hudgens in High School Musical. 

Le telecamere sono sempre sulla suite di Taylor Swift e della famiglia Kelce. Per far capire il livello di attenzione che questa dinamica sta ricevendo, basti sapere che ci sono stati momenti televisivi in cui gli analyst hanno studiato i movimenti e i comportamenti di Taylor Swift per capire a che livello fosse il suo rapporto con la madre dell’atleta. Per non parlare di questi ultimi giorni pre-Super Bowl: nelle conferenze stampa individuali, il podio di Kelce è stato quello più ricco di giornalisti che lo hanno riempito di domande sul nuovo album dell’artista, appena annunciato. C’è la possibilità di scommettere sul fatto che la cantante piangerà in caso di vittoria o sconfitta dei Chiefs, ma anche sul fatto che Kelce faccia una proposta di matrimonio pubblica in mezzo al campo nella medesima situazione. Chiunque sta seguendo il legame tra Swift e il mondo NFL. In mezzo a un tour mondiale, grande dibattito è stato portato avanti sul fatto che l’artista possa non fare in tempo ad arrivare a Las Vegas dalla sua data giapponese. The Athletic ha addirittura calcolato tutte le possibilità di viaggio, con tanto di ragionamenti sul fuso orario favorevole, su quale dei suoi due jet privati meglio si adatta a quella determinata distanza e sui vari transfer per raggiungere lo stadio.

Insomma, Taylor Swift è la vera protagonista di questo nuovo Super Bowl, una vera manna dal cielo per la NFL. Questo perché il panorama non era dei più favorevoli, almeno dal punto di vista televisivo: i Chiefs sono alla quarta apparizione in cinque anni, confermandosi come la squadra da battere, quella sempre forte che finisce quasi per dare fastidio. Dall’altra parte, i San Francisco 49ers tornano per la prima volta al Super Bowl dal 2020 ma hanno il difetto di aver sconfitto i Detroit Lions, la squadra “Cenerentola” dell’anno per cui tutti simpatizzavano. Oltre al contesto sportivo che, come dicevamo, non è il più rilevante, quantomeno in ambito internazionale, anche la scelta di focalizzare lo show dell’intervallo su Usher ha fatto discutere. Non che Usher non se lo meriti, chiaro, ma parliamo di un artista il cui impatto sociale è molto più forte in America che all’estero, specie se paragonato alle ultime edizioni che, per citare qualche nome, includono Rihanna, Dr. Dre (che ha portato sul palco Eminem, 50 Cent, Kendrick Lamar e Snoop Dogg) e The Weeknd.

La presenza di Taylor Swift equivale quindi ad avere un nuovo headliner, un talent aggiuntivo, in maniera totalmente gratuita. La cantante ha portato un grandissimo valore alla Federazione: Apex Marketing Group ha detto che la “partnership” ha generato 331.5 milioni fino a questo momento, un valore da calcolare in presenze TV, radio, carta stampata e social media. Dal giorno in cui Swift ha fatto la sua prima presenza all’Arrowhead Stadium, la media degli spettatori femminili dei Chiefs è cresciuta del 9% e ha incrementato le vendite delle maglie da gioco di Kelce numero 87 del 400%.