Fashion

C’è appropriazione culturale dietro al balaclava?

Articolo di

Ruben Di Bert

Nato nel 1850 sul fronte della guerra in Crimea, quando tra le famiglie dei militari in Gran Bretagna si diffuse l’abitudine di recapitare un particolare berretto cucito a maglia che riuscisse a coprire viso, collo e testa dei soldati, il balaclava rappresenta oggi uno degli accessori fashion più in voga. Negli ultimi due anni l’abbiamo visto praticamente ovunque, dalle passerelle di Milano e Parigi agli eventi più glamour, ma anche tra gli street style di tutti i giorni.  

Questo ha fatto sì che oltre alle interpretazioni avant-garde degli stilisti e i modelli più funzionali di brand streetwear, si è diffusa anche la DIY mania, prima con il crochet e ora con un escamotage diventato virale su TikTok. Sulla piattaforma social sono infatti apparsi numerosi video tutorial che insegnano come indossare una sciarpa a mo’ di passamontagna e proprio questo trend ha innescato una discussione sul tema dell’appropriazione culturale

@laurenblackborow

♬ MY GIRLFRIEND IS THE SOUND COVER – 🙂

La polemica riguarda in particolare la somiglianza tra il balaclava e l’hijab, analizzata da alcuni utenti musulmani che fanno notare come quell’articolo con valore religioso venga spesso ritenuto oppressivo in Occidente, ma nel momento in cui si parla di moda tutto cambia.

Il caso ricorda quanto successo negli anni con il durag, simbolo per eccellenza della black culture che per molto tempo è stato collegato con superficialità al contesto rap.