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L’architettura è il motivo dei viaggi segreti di Kanye West

Articolo di

Alberto Bonazzi

Poliedrico, visionario e sorprendente, nel momento in cui presenta un progetto o lancia un prodotto. Misterioso, riservato ed impenetrabile, invece, quando gli frulla qualcosa in testa. Questo è Kanye West e del suo modus operandi, nel bene o nel male, ci abbiamo fatto l’abitudine. Le sue idee proiettate nel futuro vengono spesso considerate irrealizzabili e utopiche, forse proprio perché rimangono nell’ombra fino alla loro realizzazione, rendendo rare ed esclusive le poche informazioni che riescono a trapelare dalla sua mente. Non a caso, infatti, è proprio così che siamo giunti a conoscenza, nel corso degli ultimi anni, del suo spiccato interesse per l’architettura: disciplina che inizialmente ha ricoperto il ruolo di ricca fonte d’ispirazione, influenzando musica e abbigliamento, ma che recentemente si è evoluta in un fertile campo di studio e di sperimentazione, dove Kanye sente di potersi esprimere e dare forma concreta alla propria personale filosofia. È questo lato della sua produzione, tanto interessante quanto sottovalutato, che vogliamo analizzare e contestualizzare in questo articolo, partendo proprio dall’ultimo leak pervenutoci.

Lo scorso dicembre, all’insaputa di tutti, Mr. West ha lasciato gli States per recarsi a Ilanz, località svizzera situata nel canton Grigioni. Obiettivo, una cena a quattro occhi insieme all’architetto Valerio Olgiati. Con una settimana di anticipo, non solo è arrivata al ristorante Casa Casutt la prenotazione del tavolo, ma anche un vero e proprio ordine di massima segretezza, tanto che il titolare ha tenuto tutto nascosto al suo team fino al giorno del ricevimento, durante il quale, in aggiunta, nessuno avrebbe potuto scattare foto al famoso commensale. Seppure inverosimilmente, con la presenza di ben 5 bodyguard e il ristorante pieno, la cena si è svolta nella massima tranquillità, facendo passare inosservati e come due clienti qualsiasi Kanye e Olgiati. Quello su cui ci vogliamo soffermare però, sono i progetti che potrebbero nascere dalla collaborazione tra i due, anche se, come premesso sopra, abbiamo poche informazioni a riguardo.

Ciò che sappiamo per certo è che l’architetto svizzero ha catturato l’attenzione di Kanye che, dopo una corrispondenza via web, ha voluto raggiungerlo in Svizzera per visitare in carne ed ossa sei delle sue più celebri architetture. Dopo avere conosciuto l’Atelier Bardill a Scharans, è rimasto colpito dal Plantahof Auditorium a Landquart, un edificio dalle forme monolitiche e dall’estetica austera che si avvicina indubbiamente ai gusti di Ye, come affermato dalla stesso Olgiati. Dalle sue parole, inoltre, è emerso che in ballo potrebbe esserci il progetto di un’enorme abitazione di 4000 metri quadrati, interamente sviluppata sottoterra, con al centro un giardino circolare di 100 metri di diametro, dove far nascere un vero e proprio ecosistema di vegetazione esotica. Si parla anche di una nuova villa a LA, insieme a una scuola e una cittadina nei pressi di Atlanta, che insieme rendono plausibile quanto Olgiati ha dichiarato riferendosi a Kanye: “gli piacerebbe costruire attorno al mondo con me”. Quello che ci chiediamo a questo punto é: costruire un paese potrebbe essere la diretta evoluzione delle sperimentazioni architettoniche che Kanye West ha portato avanti da alcuni anni a questa parte?

Sembra che il rapper, da un paio di anni, abbia sposato l’idea di fare la differenza anche dal punto di vista sociale, non solo intraprendendo la carriera politica, ma anche progettando nuove soluzioni abitative, come dimostrerebbe la presenza di una vera e propria divisione del suo brand: Yeezy Home. Nel luglio 2019 sono emerse le prime immagini che ritraevano alte cupole in fase di costruzione sulle colline di Calabasas, i primi prototipi di quelli che Kanye ha definito degli “shelters” ispirati al linguaggio figurativo di Star Wars. Concepiti come abitazioni plurifamiliari, rientrano nell’ambizioso progetto di “social housing”, edilizia popolare, che Ye vorrebbe realizzare a partire dalla California, se non fosse per i rallentamenti dovuti agli ostacoli che non aspettano ad arrivare. Solo dopo un mese infatti, ne è stata ordinata la demolizione da parte della città di Los Angeles, che sembrava aver tranciato sul nascere l’avanzamento del progetto, ma un anno dopo è stato lo stesso Kanye a mostrare, attraverso un tweet, una nuova immagine dei lavori in corso con l’hashtag #2020vision. 

Ad oggi non sappiamo a che punto sia arrivata la sperimentazione del progetto, ma ciò che risulta essere più interessante sono sicuramente le fondamenta concettuali su cui si basa quest’opera. La tematica di provvedere alla realizzazione di case popolari, o anche più semplicemente di dare alle persone più in difficoltà un tetto sopra la testa, è stata alla base del Brutalismo, proprio uno degli stili architettonici prediletti da Kanye. Precursore di questo filone è stato Le Corbusier, il più famoso architetto e designer del XX secolo, nei confronti del quale Kanye ha dichiarato la sua profonda passione. Nel 1952 realizzò un progetto residenziale che porta il nome di Unité d’Habitation (Marsiglia, Francia) in cui, per la prima volta, il cemento della struttura veniva lasciato grezzo (in francese “brut”, da qui Brutalismo), non cercando di nascondere gli elementi strutturali dietro a decorazioni superficiali. Questi due caratteri denotano quelli che, tra gli anni ’50 e ’70 del Novecento, sono stati i grandi progetti dell’architettura brutalista, sviluppatasi soprattutto in Inghilterra, in cui l’edilizia popolare è sempre stato un tema caldo, ma che successivamente è dilagata nei paesi sovietici, radicandosi nell’immaginario collettivo di tali aree geografiche. I grandi edifici brutalisti, come il Robin Hood Gardens degli architetti Alison e Peter Smithson, oppure la Trellick Tower, entrambi realizzati a Londra nel 1972, miravano ad essere abitazioni economiche che lo stato forniva alle persone più bisognose. Tuttavia, con il passare degli anni, questi edifici sono stati soggetti ad una stigmatizzazione sociale. Molti cittadini hanno iniziato a vederli come luoghi insalubri e controllati dalla malavita, commettendo un grosso errore di interpretazione e rendendo necessario un processo, ancora oggi in corso, di rivalutazione di questo importante patrimonio culturale e sociale. 

A questo punto, la sfida che spetta a Kanye sarà quella di raggiungere il suo intento nel completo rispetto dell’ambiente, poiché sempre il Brutalismo ci ha insegnato come il cemento, per esempio, sia un materiale decisamente poco sostenibile. In merito a ciò, vi invitiamo a dare un’occhiata ai progetti che Wasp, innovativa realtà italiana, sta più concretamente sviluppando. Grazie alla stampa 3D, si propongono di realizzare piccole case, impiegando come materiale da costruzione il terreno del luogo su cui si vuole edificare. La missione è di ridurre a zero l’impatto dell’uomo sull’ambiente e di fornire un’abitazione a i miliardi di persone che nelle prossime decine di anni ne saranno ancora sprovviste. Ora non ci resta che attendere nuovi aggiornamenti da Mr. West, con la consapevolezza però, che la sua idea di costruire interi paesi, potrebbe non essere così irrealizzabile.