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Boca-River, la finale di Libertadores che vale 110 anni di rivalità

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Nel mondo calcio ci sono molti derby che hanno fatto la storia, da Barca-Real a Celtic-Rangers passando per Flamengo-Fluminense e altre sfide che letteralmente accendono la rivalità tra tifosi e giocatori. E poi c’è LA rivalità, il Superclasico argentino: Boca Juniors-River Plate.

Mai prima d’ora però si erano sfidate nella più importante partita di calcio sudamericano, la finale di Libertadores, come accadrà questa sera per il match che vale l’andata e che si giocherà alla Bombonera. Una rivalità che si alimenta da 110 anni, quando le due squadre si affrontarono per la prima volta in una doppia sfida per decidere chi tra Boca e River avrebbe dovuto andarsene dal quartiere de “La Boca”. Da lì in poi ogni duello tra le due squadre – 368 in totale tra amichevoli e match ufficiali – ha avuto il contorno di una faida tra due mondi geograficamente così vicini ma così distanti, con il Boca che storicamente rappresenta la squadra del popolo e il River che nell’immaginario collettivo simboleggia la parte aristocratica di Buenos Aires.

Per questo match sono passati grandi campioni del passato come Maradona, Riquelme, Batistuta, Di Stefano e Francescoli, ma anche giocatori che in Europa hanno fallito e che qui sono considerate leggende proprio per quello che hanno dato alle due cause, come Martin “El Titan ” Palermo, bandiera gialloblu che ha segnato quasi 200 gol ufficiali con la maglia degli Xeneizes e Fernando Cavenaghi, tornato al River dopo il tracollo in B dei Milionarios (il momento più buio della storia River) e titolare pochi anni dopo nel match che valse la terza Libertadores per i biancorossi.

Ma questa è la finale di Dario “El Pipa” Benedetto, che il Boca ce l’ha tatuato nel cuore e sulla pelle, appena tornato da un grave infortunio giusto in tempo per trascinare i suoi in finale e di Carlitos Tevez, “l’hombre del pueblo”, che ha vinto da protagonista l’ultima Libertadores degli Xeneizes, ma anche dei due “infedeli” Maidana e Pratto, ex Boca e ora colonne del River di Marcelo Gallardo, il Re Mida che ha fatto tornare grandi i Milionarios (8 trofei in 4 anni da tecnico) e che da giocatore aveva già vinto una Libertadores nel 1996 contro l’America di Cali.

Ci si aspetta due partite tese, ma dagli alti contenuti tecnici e tattici, considerando che si sfidano due degli allenatori sudamericani più “europei”, con un River Plate pragmatico abile ad adattarsi alla squadra avversaria di turno e un Boca Juniors che vanta un attacco formidabile che offre svariate soluzioni. Comunque vada non sarà un Superclasico adatto ai deboli di cuore, per questo si teme che superati i 180 minuti la rabbia dei perdenti finisca per causare risse ed incidenti. Il governo ha saggiamente vietato l’utilizzo di schermi giganti nelle piazze e la presenza negli stadi dei tifosi ospiti. Sono previsti 1300 poliziotti e 500 steward.

Il match andrà in onda stasera alle 20.00 italiane in esclusiva su DAZN, fateci sapere se lo seguirete e per quale delle due super rivali farete il tifo.

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