Fashion

La storia dello sportswear italiano raccontata nel libro “C.P. Company 971 – 021”

Articolo di

Edoardo Cavrini

Era il 1971 quando Massimo Osti, giovane grafico bolognese, creò il suo marchio di t-shirt, Chester Perry. Da allora il creativo ha iniziato un percorso fatto di sperimentazioni e processi di produzione completamente innovativi per il settore tessile.

Dopo 50 anni, C.P. Company ha deciso di celebrare la storia del marchio con un libro intitolato “C.P. Company 971 – 021. An informal history of Italian sportswear”. A cura di Lodovico Pignatti Morano e con il contributo fotografico di Neil Bedford, la pubblicazione ripercorre la storia dell’azienda vista attraverso le personali storie di cinquanta personaggi fortemente legati al marchio.

La capacità di comprendere il presente e interpretarlo… è in qualche modo questo il senso di questo libro: una galleria di ritratti di persone reali, tutte davvero diverse tra loro, alcune famose, alcune no, alcune giovani, alcune anziane, tutte unite dalla loro profonda relazione con il brand. Queste sono persone per le quali C.P. Company ha rappresentato molto di più di un semplice marchio di abbigliamento da indossare.
Per loro è diventata un’idea, qualcosa che ha segnato momenti importanti delle loro vite, e con cui hanno creato un rapporto empatico.

Lorenzo Osti, figlio di Massimo

Attraverso i racconti di designer come Moreno Ferrari, Paul Harvey e Alessandro Pungetti si potrà entrare all’interno del processo di ricerca del marchio che l’ha portato a diventare una pietra miliare per lo sportswear e per le “sottoculture fashion”: dai paninari milanesi alle tifoserie britanniche.

Distribuito da IDEA BOOKS, “C.P. Company 971 – 021” è disponibile da oggi, giovedì 17 giugno, online e nei C.P. Company flagship store di Milano, Amsterdam, London, Seoul e Tokyo.