Fashion

Celine prova a conquistare (anche) i giovani della Gen Z

Articolo di

Marco Marini

Lo scorso 26 ottobre Celine ha pubblicato il video di Monaco, collezione donna s/s 2021 ambientata nello stadio del Principato. Le party girl immaginate dal direttore creativo Hedi Slimane, pur non rinunciando ai capisaldi della griffe (abiti in lamé, blazer mannish, shoulder bag dai dettagli dorati ecc.), sfoggiavano stavolta una gran quantità di capi e accessori più “facili”, dal gusto decisamente street: oltre agli onnipresenti cappelli da baseball, bomber stampati, hoodie, crop top, giacche a vento, sneakers alte e così via.

Uno show speculare a quello riservato al menswear, andato in scena a luglio nel circuito automobilistico di Le Castellet. Il designer di Celine ha del resto concepito i due show come capitoli dello stesso portrait of a generation, una riflessione su come oggi i consumatori più giovani intendano, e declinino nel proprio guardaroba, la moda. La sfilata maschile era incentrata su un mix and match di riferimenti (grunge, skate culture, sartoria old school…) caratterizzato, però, dalla prevalenza di pezzi quali tee scolorite, felpe oversize, varsity jacket, sweatpants, persino giacche in grado di accendersi, letteralmente, perché costellate di piccole luci al led.

I punti di contatto tra i due défilé sono numerosi: innanzitutto il ritmo serrato dei filmati, realizzati con l’ausilio di droni; le tracce sonore, affidate ai brani dei rapper Princess Nokia e Tiagz; la promozione dell’evento, veicolata soprattutto attraverso i social, TikTok in primis. Nel caso della sfilata uomo, infatti, Celine si è rivolta a Noen Eubanks, Chase Hudson, Anthony Reeves e Curtis Roach, influencer della piattaforma di proprietà di ByteDance, per anticipare i contenuti dello show e partecipare poi al livestream. Il legame con TikTok era peraltro esplicito già nel titolo della collezione The Dancing Kid, un rimando ai giovanissimi impegnati in quei balletti e challenge musicali che lo hanno reso famoso nel mondo.

Sembra insomma chiaro che la maison francese abbia messo nel mirino ragazzi e ragazze della Gen Z (espressione che identifica i nati tra il 1995 e il 2012), un target destinato ad assumere un peso via via maggiore per qualunque brand. D’altronde questa svolta in senso young è iniziata nel dicembre dell’anno scorso, quando era stato scelto come testimonial il suddetto Eubanks, star di TikTok – dove conta circa 11 milioni di follower – e perfetto rappresentante, con la sua zazzera decolorata e i tratti eterei, della fluidità estetica cara alle nuove generazioni.
Il 19enne americano è così apparso negli scatti pubblicitari di Celine sfoggiando giacche collegiali, magliette a righe sottili e leather jacket, immortalato nel bianco e nero di rito da Slimane. Di lì a breve è stata reclutata Lalisa Manoban, meglio conosciuta come Lisa delle Blackpink, band K-pop da miliardi di ascolti e altrettante visualizzazioni online; un’altra teen idol dunque, attivissima su Instagram e affini, invitata dapprima ad assistere alla runway s/s 2020 della griffe, quindi elevata al ruolo di musa, protagonista di fotografie nelle quali indossa perfecto di pelle, denim e giubbetti grondanti di paillettes.

Alla testa dell’ufficio stile dal 2018, Slimane prosegue pertanto nella propria opera di radicale restyling del marchio: se inizialmente, oltre a modificare il font e lo stesso nome Celine, aveva lanciato il menswear e puntato sull’eleganza parisienne d’impronta classica, incardinata su suggestioni anni ’70, abiti sartoriali e linee tagliate col rasoio, nel corso delle stagioni ha ampliato l’offerta per includervi item che strizzassero maggiormente l’occhio ai più giovani, dai borselli alle custodie tech, dall’underwear alle maglie logate. Giungendo, infine, alla sfilza di sneakers, t-shirt, jeans, annessi e connessi delle due sfilate di cui sopra.
Senza dimenticare un suo storico pallino, ossia lo scouting dei talenti musicali emergenti, spesso poco più che adolescenti, chiamati a collaborare per il soundtrack delle passerelle o scelti come modelli.
Se consideriamo che i post millennial potrebbero costituire, entro il 2025, una quota dal 10 al 15% del mercato luxury globale, è più semplice comprendere il motivo per cui lo stilista e la maison stessa abbiano già iniziato a corteggiarli.