Chinatown Market cambierà nome nel rispetto del movimento #StopAsianHate

Articolo di

Ruben Di Bert

Nelle ultime settimane vi sarà sicuramente capitato di imbattervi di fronte all’hashtag #StopAsianHate. Per chi non sapesse quale sia il suo significato, si tratta di un movimento formatosi in seguito a una situazione di razzismo che si sta propagando negli Stati Uniti contro la popolazione asiatica, ritenuta in qualche modo responsabile dell’origine della pandemia di coronavirus.

L’iniziativa sta trovando il consenso di numerose personalità dello star system e di molteplici brand di moda, che stanno sostenendo la causa con diversi programmi. In tutto questo, però, restando all’interno delle dinamiche del fashion business, una polemica è stata messa in luce ancora una volta dal profilo Instagram “giustiziere” Diet Prada.

In questo caso al centro della discussione c’è Chinatown Market, noto brand streetwear dall’approccio irriverente che, a seconda di quanto sostenuto dai proprietari Mike Cherman e Dan Altmann, deve il suo nome all’atmosfera che si respira nei famosi mercatini di Chinatown a New York e a Canal Street (Manhattan). Ed è proprio questo il problema. Un utente ha infatti aperto una petizione su Change.org nella quale viene richiesto un rebranding dell’azienda, accusata di appropriazione culturale, nonché definita promotrice di stereotipi sbagliati quali l’associazione del concetto di bootleg o contraffazione al quartiere.

Venuto a conoscenza di questo fatto, Chinatown Market non se ne è stato con le mani in mano in mano e ha riferito di voler rimediare al più presto. Così sui canali social è arrivato l’annuncio che a breve il brand cambierà nome, scusandosi per eventuali fraintendimenti. Ovviamente l’operazione richiederà qualche mese, ma nel frattempo le vendite ricavate dai prodotti attualmente in commercio saranno devolute a delle associazioni no profit che aiutano la comunità AAPI (Asian Americans and Pacific Islanders).