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La collezione F/W ’20 di Louis Vuitton sembra un quadro di Magritte

Articolo di

Ruben Di Bert

Foto

Vogue

L’orologio consegnato come invito era un chiaro indizio, ma solo ora che la collezione è stata presentata possiamo comprenderne a pieno il significato.

L’autunno/inverno 2020 di Louis Vuitton rappresenta infatti il ciclo vitale dell’abito sartoriale maschile: dalle forme più classiche fino a un contesto contemporaneo, per poi arrivare a quella che sembra una proiezione nel futuro.

A un anno e mezzo dal suo debutto come direttore creativo, Virgil Abloh si diverte a costruire nuove silhouette asimmetriche e a ridefinire il concetto di mascolinità con camicie impreziosite da cristalli e pantaloni dotati di rouches. Lo scenario in cui sfilano i modelli è puramente giocoso e astratto, quasi fosse un misto tra “The Truman Show” e un quadro di Magritte. Non è solamente uno dei frequenti omaggi all’arte a cui ci ha abituati il designer, ma piuttosto un suggerimento a non prendersi sul serio e soprattutto non farsi etichettare in base alle regole imposte dalla società.