Fashion

Come Olivier Rousteing ha interpretato l’archivio di Jean Paul Gaultier

Articolo di

Ruben Di Bert

L’enfant terrible incontra l’enfant prodige. Due facce della stessa medaglia, due generazioni che si mettono a confronto, due talenti legati dall’amore per la moda e dalla voglia di spingersi sempre oltre. Il terzo capitolo della nuova era di Jean Paul Gaultier viene affidato a Olivier Rousteing, uno degli stilisti più innovativi del fashion system, che ha voluto rendere un sincero omaggio a colui che lo ha sempre ispirato. 

Jean Paul Gaultier era in anticipo sui tempi riguardo alla libertà d’espressione. Oggi si parla di inclusività, di diversità, di rompere i confini, di moda genderless. Lui è stato il primo a farlo.

Olivier Rousteing

La sfilata di haute couture per la stagione Fall 2022 si apre con una parte dedicata al menswear che, sfilando su un remix di “Black Skinhead” di Kanye West, celebra il leggendario défilé “Les Tatouages” del 1994 come manifesto di diversità. Poi si passa ai look femminili ed è lì che comincia la poesia, alternando in sottofondo degli spezzoni di interviste al brano “Sans contrefaçon” di Mylène Fermer.

Il direttore creativo di Balmain riprende quindi i temi del couturier a lui più cari alternando passato e presente in un susseguirsi di emozionanti reference d’archivio. Spuntano qua e là corsetti, drappeggi, gessati, denim ricostruito, seni a cono e ovviamente la marinière, che viene reinterpreta in mille versioni. L’iconica fragranza Le Male con la sua confezione di latta ispira invece calzature platform e un abito dalla silhouette scultorea, mentre viene riproposto il celebre vestito indossato da Madonna all’AMFAR Gala del 1992.

Ora la domanda sorge spontanea: chi sarà il prossimo guest designer?