La Copenaghen Fashion Week è la più all’avanguardia in termini di sostenibilità

Articolo di

Ruben Di Bert

Sebbene vengano oscurate da capitali della moda come Londra, Milano e Parigi, esistono anche altre fashion week che hanno comunque un ruolo importante per il fashion business. Tra queste vi sono per esempio quella di Tbilisi, di Tokyo e di Copenaghen, che proprio in questi giorni sta facendo molto parlare di sé.

Attraverso un corposo piano pubblicato online, seguito poi da un’intervista a Vogue, la C.E.O. della Copenhagen Fashion Week, Cecilie Thorsmark, ha preso posizione nell’ambito della sostenibilità.

Il tema che in questo periodo sta facendo più discutere la società, riguarda anche il mondo della moda. Sono tantissimi i brand che nell’ultimo anno hanno cominciato a considerare l’idea di abbattere l’impatto ambientale causato dall’industria tessile, ma in questo caso si tratta di qualcosa di ben più ampio e definito.

L’edizione che si è conclusa oggi con la presentazione delle collezioni autunno/inverno 2020 è stata infatti segnata da un action plan dalla durata di tre anni in cui viene richiesto di rispettare ben diciassette punti legati proprio alla sostenibilità. I designer che hanno voluto sfilare nella città scandinava non hanno quindi potuto fare a meno, tra le altre cose, di ridurre almeno del 50% le emissioni di carbonio, azzerare completamente la presenza della plastica e vietare la distruzione dei capi invenduti. Oltre a ciò, l’iniziativa riguarda importanti questioni etiche come l’inclusione di genere e il rispetto degli standard delle condizioni di lavoro.

Detto questo, riusciranno mai anche le altre metropoli ad adeguarsi in modo simile?