Fashion

Che cosa ci vuole dire Riccardo Tisci con le sue collezioni firmate Burberry?

Articolo di

Ruben Di Bert

Alla sua quinta prova come direttore artistico di Burberry, Riccardo Tisci continua a riscuotere opinioni contrastanti.

L’ennesima conferma è arrivata l’altro ieri sera all’Olympia Center di Londra dove, in occasione della fashion week, il designer ha presentato la collezione autunno/inverno 2020 del brand.

Intitolata “Memories“, la sfilata si rifà alla formazione dello stilista tra l’Inghilterra e l’India, risultando inevitabilmente troppo personale, così come successo a Raf Simons da CALVIN KLEIN 205W39NYC e a Hedi Slimane da CELINE.

Non si può di certo affermare che i tentativi di rispettare l’heritage della maison o perlomeno di stabilire nuovi codici stilistici non ci siano, ma la color palette marrone e le inesorabili rivisitazioni del motivo Check non sono abbastanza e soprattutto appaiono un po’ troppo forzate.

Anche la non continuità di look streetwear e sartoriali aiuta solamente a confondere le idee, sebbene presi singolarmente funzionino.
Un punto a favore va sicuramente al fatto di aver realizzato un colossale défilé completamente carbon neutral, ma i più maliziosi potrebbero interpretarlo solo come un goffo rimedio alla polemica scatenata anni fa.

Detto questo, nonostante l’indiscutibile talento che il creativo ha dimostrato di avere nel suo percorso con Givenchy e nelle collaborazioni con Nike, il ruolo che sta ricoprendo al momento non appare del tutto ben definito.

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