Da Gazprom ad Uralkali: la guerra incide sullo sport mondiale

Articolo di

Fabrizio Giuffrida

Le atrocità della guerra in suolo ucraino portate avanti dall’esercito russo hanno destabilizzato tutti. Ciò non ha avuto conseguenze solo sullo sport ucraino, fermo da una settimana per via dell’invasione russa in atto, ma su quello di tutto il mondo: tra eventi cancellati in Russia e sanzioni pesantissime alle varie federazioni.

La Finale di Champions League del 2022 si sarebbe dovuta svolgere nella città di San Pietroburgo in Russia. Dopo lo scoppio della guerra, però, la UEFA ha deciso in modo fermo di spostare il proprio evento fuori dai confini russi, portandolo a Parigi. Tutto ciò sembra assolutamente giusto e legittimo, anzi necessario, se non fosse però che la stessa UEFA vanta un contratto milionario con l’azienda russa Gazprom. La UEFA in un primo momento non si è espressa ed è rimasta legata all’azienda russa che nell’ultimo decennio gli ha fornito tra i 30 e i 40 milioni di dollari l’anno. Poche ore fa è però arrivata la notizia della rescissione del contratto tra le parti, che sarà immediata e riguarderà tutti gli accordi esistenti tra UEFA e Gazprom.

Diversa è la situazione dello Shalke 04. La società tedesca vanta una partnership con Gazprom dal 2006, suo main sponsor e maggior finanziatore per 16 anni. Già nel 2014, quando la Russia fu protagonista degli eventi in Crimea, i tifosi dello Shalke avevano ripetutamente chiesto alla società di prendere le distanze dal colosso russo. Lo Shalke aveva tenuto duro, senza cedere a tale richiesta. Con l’invasione dell’Ucraina però è arrivata la decisione di rescindere unilateralmente il contratto con Gazprom, rinunciando a circa 15 milioni l’anno fino al 2025. Chi invece non ha alcuna intenzione di separarsi da Gazprom è la Stella Rossa di Belgrado, che ha fatto sapere di non voler prendere decisioni affrettate riguardo i propri contratti di sponsorizzazione.

La maglia dello Shalke 04 ha avuto come main sponsor dal 2006 al 2022 “Gazprom”

Non solo Gazprom e finali di Champions però: la FIFA ha escluso la federazione Russa da tutte le competizioni, dando la possibilità alla squadra di giocare in campo neutro e non sotto la propria bandiera. Caos inoltre per quanto riguarda i playoff per accedere al mondiale di Qatar 2022, in quanto Polonia, Svezia e Repubblica Ceca si sono rifiutate di giocare lo spareggio con la nazionale sovietica. Rimanendo sul calcio, il Manchester United ha rescisso il proprio contratto con la compagnia aerea russa Aeroflot che garantiva alla squadra quasi 5 milioni l’anno. La Formula 1 ha cancellato il GP in programma a settembre 2022 a Sochi mentre la scuderia Haas, in pista nel weekend per i test precampionato, ha deciso di togliere dalla propria livrea lo sponsor “Uralkali”. La Federazione internazionale di Scii ha cancellato tutte le gare in programma in Russia, e anche i mondiali di Scacchi troveranno una nuova location differente da Mosca. Anche il tennista russo Rublev, dopo la propria semifinale nel torneo di Dubai, ha deciso di dire la propria scrivendo sulla telecamera “No War Please” andando contro il proprio governo nazionale.

La guerra in Ucraina ha creato una spaccatura enorme tra la società occidentale e quella russa che difficilmente sarà sanabile in breve e che potrebbe diventare sempre più marcata.