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Dischi del 2021 che vale la pena ascoltare

Articolo di

Redazione

Di album, alla fine, ne sono usciti. Se lo scorso anno ci siamo ritrovati nel bel mezzo di una pandemia che ha fermato il mercato musicale, quest’anno di progetti validi entrati nelle nostre playlist ce ne sono stati, eccome.

Andare a scegliere quelli che sono stati i dischi più belli del 2021, però, sarebbe stato fin troppo limitante. Artisti come Marracash e Guè hanno sicuramente dominato l’anno in Italia, nonostante la loro uscita a sorpresa nei mesi finali, mentre Drake e Kanye West hanno catalizzato l’attenzione mondiale. Eppure ci sono altrettanti progetti altrettanto validi che possono essere passati in secondo piano di fronte ai grandi nomi del rap italiano e internazionale, e sono proprio questi quelli su cui vogliamo porre l’accento.

In attesa dei nuovi album che ci aspettano nel 2022, vi lasciamo qui sotto quelli che sono secondo noi i progetti del 2021 che potreste esservi persi, ma che vale la pena ascoltare.

Claudio Pavesi | FREDO –
“Money Can’t Buy Happiness”

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Il rap UK ha fatto un salto di qualità importante nell’ultimo anno, un genere che finalmente si è distanziato dalla sola scuola grime e dai suoni garage, così come dalla brutalità dei testi rap, focalizzati solo su attività di gang e omicidi. Molto di questo passa dalla coppia Dave e Fredo. In origine questa accoppiata sembrava forzata, uno storyteller delicato e impegnato socialmente con un gangsta rapper puro, ma col tempo questo binomio è esploso, arrivando addirittura al primo posto nella classifica UK con il featuring in “Funky Friday”. Il loro legame è diventato fortissimo in “Money Can’t Buy Happiness”, album di Fredo in cui quasi ogni produzione è passata per le mani di Dave che hanno saputo sposare perfettamente l’abilità lirica di Fredo, autore di un rap talmente descrittivo e tangibile da trasportare l’ascoltatore in un film. Dalla hit “Money Talks” alla più delicata “Ready”, fino alle drammatiche “Biggest Mistake” e “Aunt’s Place”, il disco di Fredo è riuscito a unire il più intenso racconto delle periferie londinesi ai nuovi suoni del rap e featuring americani quali Pop Smoke e Summer Walker che perfettamente si combinano con i suoni inglesi. “Money Can’t Buy Happiness” non è solo un disco potentissimo, ma anche e soprattutto un album in grado di avere lunga vita grazie a un replay value importante. Cosa non banale al giorno d’oggi.

Claudio Pavesi | Nello Taver –
“Sto Salvando L’Hip Hop Italiano”

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Per creare bisogna prima distruggere e per realizzare qualcosa di iconico bisogna talvolta dare uno shock. Nello Taver ha iniziato con fare ironico e comico, ma se si va oltre questo tono e ci si focalizza sulle rime, si può capire come non ci si trovi davanti a un rapper costruito per fare interazione su Twitch, ma uno studioso della pratica e un appassionato del genere che sa realizzare incastri elaborati e strutturati. Il sound di Nello non è nostalgico ma ha un qualcosa di old school, soprattutto per l’uso di punchline e beat creati con loop brevi da quattro quarti. Sia chiaro, ciò non è fatto solo per facilità di realizzazione, ma per valorizzare effettivamente le qualità di Mr. Taver. Siamo tutti d’accordo che titoli come “BILL COSBY” e “HIPHOPABORTO FREESTYLE” non siano per tutti ma anche il Truceklan e Fabri Fabri hanno rappato di omicidi e stupri. Ciò nonostante, se ascoltiamo bene le tracce, capiamo come le possibili citazioni da questo EP siano infinite. In una scena che tende a ripetersi e a essere autoreferenziale, Nello Taver entra a gamba tesa come un Marco Materazzi del 2008, una gomitata al volto del rap italiano alla Ron Artest, una rivoluzione ideale del rap, l’Alfredo Oriani dell’hip hop italiano.

Greta Scarselli | Little Simz –
“Sometimes I Might Be Introvert”

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Quest’anno Little Simz ha pubblicato un disco che mette un chiaro punto nella sua carriera. La rapper ci sta dicendo che adesso è il suo momento e non possiamo non notarla. Le donne nel rap si stanno pian piano facendo sentire, e se Little Simz è nella scena da ormai anni, con il suo nuovo album “Sometimes I Might Be Introvert” ha fatto un incredibile salto di qualità, e lo ha fatto mettendo sul tavolo sé stessa. Classe ’94, con origini nigeriane ma con le radici a Londra, Little Simz è cresciuta con grandi esempi di donne nel rap che le hanno saputo indicare la strada da percorrere, tra queste Missy Elliott e Lauryn Hill. Non a caso, è proprio lei che si è presa i complimenti di Kendrick Lamar, che l’ha definita come una delle migliori rapper del momento. “Sometimes I Might Be Introvert” è un viaggio tra le necessità e i bisogni di una ragazza nera cresciuta a Londra con la passione per l’hip hop. Tracce potenti che una dopo l’altra tuonano nelle cuffie e catturano la nostra attenzione fino alla loro conclusione.

Greta Scarselli | Vettosi –
“STRADA MIXTAPE”

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Se c’è un progetto italiano che dobbiamo tenere da parte per poter dire, nei prossimi anni, che noi lo avevamo ascoltato, è quello di Vettosi. La nuova giovanissima leva, classe 2003, ha talento da vendere e un carattere che gli garantisce l’identità necessaria per farci credere che nei prossimi anni lo sentiremo ancora. “Strada Mixtape” è breve e conciso, non ci dice niente di più di quello che è l’essenziale della persona di Vettosi. Poche tracce, che suonano incredibilmente bene, ed è qui che troviamo lo zampino delle capacità di Thaurus, che ha adocchiato Vettosi ancor prima del suo debutto e lo ha accolto in famiglia per poi lanciarlo con un progetto che non è solo una premessa, ma una conferma di ciò che verrà dopo.

Matilde Manara | Vince Staples –
“Vince Staples”

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Vince Staples non ha nulla da dimostrare. Nella lista dei grandi rapper americani raramente compare e il fatto che in Italia il suo nome non spopoli come quello di molti altri suoi colleghi a mio parere è un’ingiustizia ma forse allo stesso tempo è una scelta. Parlo di scelte perché Vince Staples nel 2021 è uscito con il suo quarto album e per l’esattezza il quarto album in cui fa ciò che gli pare, un altro disco in cui non chiede di essere compreso né adatto a tutti gli ascoltatori. “Vince Staples” (anche per lui è giunto il tempo del disco omonimo) è un progetto di otto pezzi e due interludi che non si avvicina nemmeno lontanamente alla mezz’ora di durata totale e in cui nessuna delle tracce contenute si protrae oltre i tre minuti. Se la forma lascia perplessi lo stesso sentimento ci accompagna nel vivisezionare il contenuto, perché “Vince Staples” è tutto il contrario di quello che, dopo “FM!” di tre anni fa, tutti si aspettavano dall’artista statunitense. Il pubblico pensava di mettere play e trovarsi catapultato in una rissa e invece apre gli occhi in un film in cui al protagonista qualcosa è andato storto e la consapevolezza lo accompagna verso casa quando ormai è sera.

In conclusione, devi avere le idee chiare per dare il tuo nome a un disco di 22 minuti, no? La presunzione si unisce a suoni morbidi, ai beat pulitissimi firmati da Kenny Beats e a uno schiaffo finale per risvegliarti da tutto il sogno precedente quando a sorpresa parte l’ultima traccia “MHM”. Ti ho incuriosito?

Matilde Manara | Mosè Cov –
“Loyalty”

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Per lo stesso feticcio verso i tesori nascosti il mio secondo nome di questa lista è “Loylaty” di Mosè Cov. Mosè è un rapper classe ’90 che da sempre vive e racconta il quartiere Maciachini di Milano, nella sua storia non manca quella preziosa componente di street credibility e il suo percorso nell’underground del rap l’ha reso rispettatissimo da tutte le voci che hanno forgiato il genere in Italia. Questa fiducia è palpabile anche nel disco in cui, nonostante sia il suo primo progetto ufficiale, vanta featuring che nelle dinamiche della musica di oggi è insolito trovare. Jake La Furia, Emis Killa, Ghemon e Quentin40 accompagnano Mosè nel racconto della sua realtà, una vita in cui da fuori forse non ci si può immedesimare ma che lui ci tiene a condividere. “Loyalty” è il biglietto da visita di Mosè, un libretto illustrativo in cui si anticipano mali e medicine di una carriera. 16 brani e un filo conduttore, la lealtà.

Riccardo Primavera | BROCKHAMPTON –
“ROADRUNNER: NEW LIGHT, NEW MACHINE”

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In Italia il fenomeno BROCKHAMPTON non è mai del tutto esploso. Nonostante l’incredibile successo di brani quali “BLEACH” e “SUGAR”, e collaborazioni del calibro di Dua Lipa, il collettivo americano non ha mai fatto breccia nel cuore del Belpaese. Conosciutisi su un forum che parlava di Kanye West, si sono ritrovati a vivere insieme e fare musica insieme proprio grazie al web. Il 2021 è stato l’anno di “ROADRUNNER: NEW LIGHT, NEW MACHINE”, che arriva dopo l’ottima accoglienza riservata a “GINGER” nel 2019. I due anni sono serviti al collettivo per affilare le liriche, e raffinare il sound. Il risultato è un disco variegato, che alterna rappate pure a brani da boyband, passando per esperimenti più introspettivi. Proprio tra questi va annoverato “THE LIGHT PT. II”, forse il capolavoro del disco, momento altissimo di scrittura intima. Kevin Abstract e Joba si alternano in due strofe personali, struggenti, quasi micidiali. Sofferenza, dolore, lutto e rimorsi si alternano senza soluzione di continuità, su una strumentale soave e onirica. Una masterclass su come parlare al cuore degli ascoltatori, ciliegina sulla torta di un disco davvero interessante.

Riccardo Primavera | Tauro Boys –
“TauroTape3”

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A tre anni di distanza dal secondo capitolo, i Tauro Boys nel 2021 sono tornati con il terzo episodio della saga TauroTape. Gli ultimi anni si erano rivelati altalenanti per il trio romano, bloccato in un limbo a metà tra il grande sound e una dimensione più “underground” in cui rischiavano di rimanere impantanati. Il TauroTape 3 rappresentava la possibile svolta: missione riuscita. Il ruolo di primo piano rivestito da Greg Willen riesce a dare una svolta al sound del gruppo, che risulta finalmente coeso, omogeneo, più coraggioso. C’è molta sperimentazione in TauroTape 3, e i risultati pagano, soprattutto dal punto di vista della qualità: rap e pop si amalgamano e si ibridano, legati dalla scrittura degli artisti romani. “Clown”, “Tatto” e “Soldi” gli highlight del progetto, all’interno del quale compaiono anche PSICOLOGI, ARIETE, Tutti Fenomeni e Wing Klan.