Il duo Raf Simons-Miuccia Prada può funzionare?

Articolo di

Ruben Di Bert

Il mistero che ci stava tenendo sulle spine è stato finalmente risolto, ma ora è arrivato il momento di cominciare ad analizzare il suo significato e quelle che saranno le conseguenze. Dopo rumors, smentite, silenzi e voci di corridoio che inizialmente prevedevano un rilancio di Miu Miu con il ritorno della linea maschile (e già qua sarebbe stato bello aprire un’enorme parentesi di approfondimento), è arrivata la notizia ufficiale: Raf Simons sarà il nuovo co-direttore creativo di Prada.

Prada è un brand che mi interessa da tutta la vita.

Raf Simons

Vi invitiamo a prestare molta attenzione a quel “co-” perché quelle due lettere col trattino rappresentano un’enorme svolta e potrebbero anche essere un’arma a doppio taglio.

Per la prima volta, Miuccia Prada, che viene definita la donna più forte del mondo della moda, non sarà più sola al vertice della propria maison, ma dovrà dividere in egual modo le decisioni con lo stilista belga. Seppur i due condividano una lunga amicizia, resa nota dall’esperienza in Jil Sander, si tratta pur sempre di due menti differenti che dovranno incrociarsi tenendo conto di un DNA già ben consolidato.

Conosciamo Raf Simons dal 2005, quando andai ad Anversa proprio per incontrarlo. Non è solo una relazione professionale, condividiamo un rapporto personale.

Patrizio Bertelli, amministratore delegato del gruppo Prada

Questa coraggiosa mossa presenta due importanti fattori che suscitano immediatamente altrettante domande: la prima è se lui sia davvero l’uomo giusto per il brand, la seconda è se la co-direzione artistica di un marchio potrebbe diventare un fenomeno sempre più diffuso nel fashion business.

Partiamo con ordine, in tutta la sua straordinaria carriera, Raf Simons ha più e più volte rivoluzionato i canoni estetici dell’abbigliamento maschile, sapendo abbattere il muro tra streetwear e sartoria in tempi non sospetti. Ciononostante, va ricordato che il meglio di sé l’ha sempre dato con la sua linea eponima e non quando si è ritrovato alla guida di griffe come Jil Sander, Dior o Calvin Klein.

Succederà lo stesso anche in questo caso? Dare in questo preciso momento una risposta certa sarebbe senza ombra di dubbio sbagliato, ma l’unica cosa che possiamo constatare a oggi è che lo stile definito avant-garde a cui ci ha abituati Raf, a primo impatto non coincide propriamente con i codici stilistici della firma italiana.

Non dimentichiamoci però che si parla di una co-direzione, il cui scopo è proprio quello di esplorare nuove frontiere non convenzionali, e qui ci ricolleghiamo al secondo punto citato prima.

Secondo quanto emerso dalla conferenza stampa, i due creativi hanno infatti presentato la loro partnership come una vera e propria rivoluzione del fashion system. Concettualmente, il gesto può essere interpretato come un nuovo approccio alla definizione stessa di ciò che è la direzione creativa di un marchio di moda. In tal senso si mette decisamente in discussione l’autorevolezza individuale e si pone su un altro livello l’idea di collaborazione che attualmente sta dominando l’industria.

Io e Miuccia abbiamo avuto una conversazione sulla creatività nel sistema moda di oggi e questo mi ha portato ad aprire un dialogo con numerosi designer. Dobbiamo ripensare al modo in cui la creatività può evolversi nel fashion system di oggi.

Raf Simons

Possiamo quindi vederla come una reazione ai tempi in cui viviamo, dando libero margine a nuove possibilità che ancora una volta indicano Prada come leader del settore.

Ora non ci resta che attendere settembre, quando in occasione della Milano Fashion Week vedremo dal vivo il frutto di questa interessante unione.