Le storie dietro ai loghi più usati da Supreme

Articolo di

Edoardo Cavrini

In occasione del drop Supreme di oggi e delle sette Motion logo che sono state rilasciate, abbiamo deciso di ripercorrere brevemente la storia dei loghi più utilizzati da Supreme negli ultimi anni, soffermandoci non solo sul loro design, ma anche sui curiosi retroscena che ognuno di essi nasconde.

Classic logo

Il Classic logo, introdotto tra il 1994 e il 1995, è sicuramente uno tra i loghi più datati mai utilizzati da Supreme. Molti di voi saranno abituati a vederlo su felpe e cappellini durante il primo drop di ogni stagione, ma non tutti sanno che questo logo prende spunto dall’opera di un altro artista.
Il protagonista in questione è André Courrèges, designer francese che lavorò inizialmente per Cristóbal Balenciaga e che nel 1961 si mise in proprio lanciando il suo marchio Courrèges. La somiglianza tra i due loghi lascia poco spazio all’immaginazione.

Script logo

Un altro classico del brand newyorkese è lo Script logo, questa grafica decora molti dei capi Supreme sin dagli albori del marchio. Anche se siamo abituati a trovarlo ricamato sui cappellini, non dimentichiamo che lo Script logo è stato posto su uno dei pezzi più iconici di Supreme, la Uptown Leather Studded Jacket della SS 2016. La varsity jacket, interamente realizzata in pelle, uscì in tre differenti colorazioni; l’elemento chiave era ovviamente il logo sul quale erano incastonati numerosi brillanti.

Old English logo

Il cosiddetto Old English è comunemente conosciuto per essere un carattere utilizzato nella cultura dei tatuaggi, e così Supreme ha scelto di trarre ispirazione da questo mondo per la sua versione del logo.
Nella sua semplicità e rusticità, questa grafica è stata proposta numerose volte nel corso delle stagioni fino a divenire protagonista nella collaborazione con Indipendent all’interno della collezione fall/winter 2017.

Motion logo

Proposta per la prima volta nel 1998 su t-shirt e tavole da skateboard, questa grafica prendeva ispirazione da “Goodfellas“, diretto da Martin Scorsese nel 1990. Il logo riscosse talmente tanto successo che venne utilizzata nuovamente nel 2010, nel 2016 per la collaborazione con Vans e l’ultima volta nel 2018 su una varsity jacket.
A 22 anni di distanza da quel lontano 1998, Supreme ha scelto di riproporre l’iconico Motion logo su un set di sette felpe con cappuccio uscite poco fa online.

Supream

La creazione di questo logo è associata alla figura dello skater e artista Mark Gonzales. L’errore nello spelling del nome Supreme sembra sia infatti nato dalla corrispondenza tra Gonz e lo skater Harold Hunter. Il creativo, in quanto dislessico, era infatti solito indirizzare le proprie cartoline allo store “Supream” di NYC. Dopo anni di amicizia e collaborazioni – ricordiamo infatti i numerosi artwork di Mark Gonzales dentro gli store Supreme di tutto il mondo – l’anno che decretò il debutto dell’artista fu il 2007, quando il marchio di New York ridisegnò il proprio logo prendendo ispirazione da Blind, brand precedentemente fondato dallo skater. A partire da quell’anno furono numerose le grafiche proposte, alcune di queste le trovate in galleria.

Arabic logo

Uno dei design Supreme più riconoscibili in assoluto è sicuramente rappresentato dall’Arabic Logo. Nonostante la scritta سبحان, traslitterabile con Sobhan, singolarmente non abbia significato, solitamente viene utilizzata l’espressione “Sobhan Allah”, traducibile in Alleluja, vocabolo ideologicamente somigliante alla traduzione di Supreme in lingua araba.

Era il 1996 quando per la prima volta apparve questo logo stampato su due magliette e la scritta araba comparì all’interno dell’iconico Box Logo (rosso sulla maglietta bianca e nero sulla maglietta nera). Il logo arabo venne poi ripreso l’anno successivo per altre due felpe Box logo, tuttavia la consacrazione dell’Arabic logo si raggiunse nel 1999 quando venne prodotta una piccola serie di Arabic logo Longsleeve. Da quel momento la grafica orientale venne ripresa per le speciali magliette rilasciate in concomitanza con l’apertura dello store Supreme di Los Angeles nel 2004, e sporadicamente nel corso delle stagioni decorando coach jackets, tavole da skate e persino mascherine.