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Frah Quintale ci racconta “Banzai”, il suo nuovo disco, ma non solo

Articolo di

Matilde Manara

Festeggiando l’imminente arrivo del suo secondo albumBanzai“, previsto per il 26 giugno, Frah Quintale ci ha raccontato qualcosa in più sul percorso che l’ha portato verso la realizzazione di questo progetto.

Parlando di felicità, di rap, di Ceri e di musica digging abbiamo fatto un giro con Frah sulla strada che porta fino al lato blu, il primo dei due, del suo “Banzai”.

Ho scritto di tutto in questi due, quasi 3 anni. Cartelle gonfie di canzoni, provini, idee che stanno aspettando il momento giusto per prendere vita. Mi sono preso del tempo per me, per potervi raccontare le cose come quando si torna da un posto lontano.

Frah Quintale su “Banzai”

È uscito da poco “Buio di Giorno”, il tuo ultimo singolo, preceduto ad inizio marzo dalla traccia “Contento”. Quest’ultima è nata dopo quello che tu hai definito un periodo un po’ strano, per certi versi non molto bello. Le sonorità di queste nuove uscite si distaccano sensibilmente dalle precedenti, ma anche il punto di vista nelle tematiche trattate sembra cambiato. Che percorso artistico stai facendo?

Non saprei definire esattamente il percorso che sto facendo, non c’è una direzione precisa. Sulla scrittura, ogni pezzo nasce in modo diverso a seconda anche di quello che sto vivendo nel momento in cui scrivo, mentre sulle sonorità mi piace sperimentare e provare ad andare verso direzioni nuove. Ho la possibilità di essere affiancato da un talento come quello di Ceri che, oltre ad essere un bravissimo produttore, ha anche lui come me la voglia di cercare di non ripetersi.

Di “Buio Di Giorno” hai detto Il buio fa paura a tutti perché non si riescono a distinguere le forme e i colori, si perde il senso dell’orientamento e la certezza di andare nella direzione giusta, tu dopo hai trovato la tua luce? 

Diciamo che ci sto ancora lavorando. Sicuramente ho capito delle cose, tipo che la felicità è ciclica e che i momenti bui sono lì anche per farci godere quelli migliori quando ritornano.

Ogni artista ha la sua personale ricetta di processo creativo, tu quando e come scrivi?

Durante questo lockdown sono ritornato a vivere in studio per un periodo e ho riscoperto l’importanza e la bellezza di lavorare di notte. Sono istintivamente più creativo durante le ore notturne e mi piace andare a letto all’alba dopo una nottata di lavoro, poi non ho un metodo preciso, quando una cosa deve uscire esce, non importa quando e come.

I tentativi di catalogare il tuo genere musicale tra rap e indie sono senza fine. La verità probabilmente è che se di per sé la risposta non ha alcuna importanza, la domanda invece è emblematica. Sei il più chiaro ponte di collegamento tra due concetti di musica molto separati tra loro, avverti questa pressione del tipo “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”?

Sì, non avendola scelta questa cosa un po’ di pressione c’è, ma sinceramente mi fido più del mio gusto e delle persone che ho vicino piuttosto che di “quello che dice la gente”; quindi prima di pensare a come verrà percepito o catalogato un brano, cerco di fare quello che mi rende felice . 

Recentemente stai condividendo più spesso anche altre tue creazioni, come ad esempio i tuoi disegni. Lo stesso videoclip di “Contento” è un tuo progetto. Hai mai pensato di dare uno spazio anche a queste tue produzioni? Un’altra mostra?

A marzo 2019 insieme a tutto il collettivo Undamento abbiamo realizzato una mostra fotografica a Milano al Tempio Del Futuro Perduto in cui veniva raccontato il tour di “Regardez Moi” attraverso fotografie disegni e qualche talk, il tutto accompagnato da una giornata di DJ set e musica dal vivo. È stato un evento pazzesco che mi piacerebbe sicuramente replicare. Magari un domani ci inventiamo qualcosa!

Ho seguito la playlist dei tuoi “10 brani hip hop preferiti”, su TRX Radio: Cool Company, 21 Savage, GoldLink ecc. Davvero tante sonorità diverse, ma ad avermi colpito in particolare è la presenza di Elton Aura, un artista non molto conosciuto da questo lato dell’Oceano. Cos’altro c’è nelle tue cuffie, quando non fai musica?

C’è un sacco di digging. Mi piace scoprire cose nuove, poco conosciute, anche per avere un po’ un profilo in tempo reale di quello che sta succedendo nel mondo e nella musica. Poi ovviamente ho i miei masterpiece, perlopiù roba rap, funk, e qualche classicone.

Per quanto riguarda l’Italia invece, chi sono i tuoi preferiti tra i nuovi volti del panorama musicale?

Mi sembra di avvertire che ci sia un sacco di fermento, soprattutto tra i giovanissimi, qualcuno sta proprio alzando l’asticella. Forse sono un po’ di parte, ma sicuramente IRBIS37 è un talento puro e sono certo che spaccherà. Ha fatto un disco bellissimo e nonostante io di solito faccia abbastanza fatica con la musica italiana, ho ascoltato solo quello per mesi. Un altro molto bravo secondo me è Carlo dei Post-Nebbia, una band Padovana. Se non conoscete questi nomi segnateveli.

Spulciando le tue foto, abbiamo notato un sacco di Gazelle e i più svariati tipi di cappelli e cuffie. Qual è il tuo must se si parla di abbigliamento?

Mi piace la comodità ma sono anche molto fan della roba vintage, dalle giacche colorate alle camicie.

Dopo l’uscita di “64 bars”, sono in tantissimi a chiedersi se ci sarà anche un ritorno al rap nudo e crudo. Parlando di futuro, cosa possiamo aspettarci? Arriverà presto nuova musica?

Arriverà un disco molto presto, anzi due a dire il vero. Dopo quasi tre anni di stop, mi sono trovato con un sacco di pezzi e provini di ogni tipo, quindi siccome c’era un bel po’ di roba, abbiamo deciso di dividere il tutto in due lati e ora il primo è pronto per uscire. Il disco si chiamerà “Banzai” e quello che uscirà è il lato blu, dentro ci sarà un po’ di tutto, magari anche qualche strofa rappata.

Con Undamento abbiamo deciso di dividere tutta questa musica in due parti e di farvi scoprire un lato alla volta. Il mio secondo album si chiama “Banzai” e la prima parte (il lato blu) esce il 26 giugno.

Frah Quintale su “Banzai”
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