Una chiacchierata con Christian Errico, fondatore di Goditela

Articolo di

Roberto Penna
Torna la nostra rubrica dedicata ai brand emergenti. Oggi vi parliamo di Christian  Errico e del suo brand Goditela, dei suoi concept e di come vede la moda attuale nella sue sfaccettature.
Raccontaci come e quando è nato il tuo progetto.
 
Il mio progetto inizia da una storia personale. C’è stato un periodo in cui ho sofferto parecchio per vicissitudini di vita. Niente di grave, ma in quel momento, complice la giovane età, prendevo sul serio ogni problema. Fortunatamente ho avuto a fianco alcuni amici che mi hanno sostenuto e che ripetevano una frase: “Hai tutto, non ti manca nulla. Goditela”. Più mi ripetevano questa frase, questa parola, più mi rendevo conto quanto fosse terapeutica per me in quel momento. Quando si dice che cambiando il modo di vedere alcune cose, i problemi spesso si risolvono da soli o comunque trovi le soluzioni più velocemente, è vero.
Da qui, l’idea di lanciare un messaggio tramite lo streetwear, una passione che ho da sempre. Ho passato un annetto a studiare come fare, dove farlo, a chi appoggiarmi e nel 2014 ho registrato il marchio.
Ho sempre realizzato collezioni basate sui concept. L’attuale linea è la citazione di Edison “Genius is 1% inspiraton and 99% perspiration”. Sono tutti stili che hanno a che fare con la mia vita e che riverso in Goditela, come se fosse un canale di sfogo in cui placo alcune nevrosi. 
C’è un designer al quale ti ispiri?
Ce ne sono molti. Mi piacciono spesso i loro messaggi, ma non l’hype pazzesco che creano. Mi piace il prodotto, ma non per forza lo comprerei. Mi piace la tenacia di Marcelo Burlon che dal nulla ha costruito un impero. Mi piace Virgil Abloh e il suo marchio di fabbrica: le virgolette, come a dire: “fai attenzione a quello che scrivo”. Adoro la facilità con cui Stone Island utilizza materiale proveniente da Marte e dal futuro per fare determinati prodotti. Mi piace Alessandro Michele di Gucci che in poco tempo ha svecchiato il brand rendendolo accessibile anche al target streetwear. Mi piace Kanye per il semplice fatto di essere arrivato al punto di potersi permettere di fare ciò che vuole. Ci sono tantissimi designer che meritano di stare in alto, al centro dell’attenzione come Disagioclothing.
La cosa che non mi piace è vedere gente che arriva ad indossare fake per farsi vedere. Capite cosa intendo? Ha senso comprarsi un prodotto fake solo per sembrar figo o avere più like su IG?
Hype pazzesco -> prezzi esagerati -> corsa all’acquisto -> rivendi per farci soldi o compri il fake per dire che ce l’hai -> riparti da capo. 
La strada per raggiungere l’obiettivo sperato è lunga, fino ad ora quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato?
Escludo a priori le difficoltà legate al prodotto. Tutto è chiaramente incentrato sulla disponibilità economica ad investire e sull’esperienza. Se avessi un cospicuo budget sarebbe molto più facile e veloce fare prodotti con materiali esclusivi. Il budget cospicuo però non ce l’ho. Tutto ciò che esce come Goditela è autofinanziato da me stesso, con un normale stipendio. Quindi entra in gioco la passione e la determinazione. Sono partito con una collezione di sole t-shirts fino ad arrivare ad una linea completa con hoodie, long sleeve, calze e t-shirt, più accessori ed una tuta in uscita verso Natale. Tutto questo per dire che spesso, anche senza soldi, i risultati li ottieni.
Ci metti di più, hai più sbattimenti, ma la soluzione la trovi sempre e spesso si rivela anche quella migliore.
Per rispondere alla domanda, la parte più difficile in assoluto è farsi la giusta pubblicità, stando lontano da finti fashion blogger e cercando di arrivare sempre alla persona o l’occasione giusta, quella che in quel preciso momento reputi la migliore in termini di ritorno di immagine. Puoi avere una collezione fighissima, puoi ricoprirti dei complimenti degli amici, ma se non riesci a venderla, allora che senso ha? 
Hai già ideato qualcosa per un’eventuale prossima collezione? 
 
Ho già in testa il concept, so già a che grafico affidarlo e so già che prodotto vorrei. Non ho ancora fatto partire nulla perchè è appena uscita la collezione invernale e non ho soldi (ahahaha). Vedo come va l’invernale e verso gennaio mi metto sotto con l’estivo. Non dipendere dai negozi ha un pro assoluto: prendersi il tempo che si vuole per fare ciò che si vuole. 
Ci sono uno o più elementi dai quali non puoi prescindere e che dunque ripresenterai nei tuoi progetti futuri?
 
Amo il nero e il bianco. Ogni collezione uscita finora ha questi due colori come tinte principali. Li amo. Non è una questione di moda, è una questione di miei equilibri mentali!
prossimo articolo

A talk with The Shoe Surgeon