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Goyard: una storia di lusso e tradizione

Articolo di

Ruben Di Bert

Nonostante la sua notevole storia e tradizione, Goyard è diventato un marchio noto a tutti solamente negli ultimi anni. La sua crescita commerciale è dovuta infatti all’ascesa dell’influenza high fashion e luxury nello streetwear, che ha visto numerosissimi influencer, hypebeast e rapper appropriarsi di borse ed accessori della maison francese, vantando l’esclusività che la circonda. Ma detto questo, Goyard rappresenta un’azienda con delle importanti radici storiche, che si intersecano nell’essenza del lusso e dell’artigianalità. È un racconto di eleganza e passione, nel quale tutt’ora la manifattura francese resta protagonista. I suoi articoli, basati sul proprio heritage, sono pensati per migliorare con l’invecchiamento, senza dover ricorrere a rinnovi stagionali. A differenza di altri marchi concorrenti, Goyard punta all’esclusività ed alla riservatezza, negando interviste, comunicati stampa e vendite online. La sua forza, che nel 2018 può sembrare utopica, sta proprio nell’essere “silenziosa”, ma presente. Dalla valigeria alla linea per animali, fino alla pelletteria e agli accessori, i prodotti in tessuto Goyardine ricoperti dal monogram Goyard-Chevron sono da sempre il sogno di collezionisti, nobili e ricchi, che grazie al rapporto diretto con l’atelier, possono usufruire anche di un servizio di personalizzazione secolare, con la possibilità di rendere unica ogni creazione. Tra i suoi clienti, minuziosamente registrati in un archivio, troviamo infatti i maggiori personaggi di spicco del diciannovesimo e ventesimo secolo, come per esempio Pablo Picasso, Karl Lagerfeld, la dinastia Romanov, Coco Chanel, la famiglia Rockefeller e molti altri.

L’inizio della storia risale al 1792 quando Pierre-François Martin fonda a Parigi la Maison Martin, un’azienda specializzata nella creazione di casse di legno, imballaggi e bauli da viaggio. Grazie all’alta qualità del servizio, il suo nome diventa ben presto noto tra l’aristocrazia europea, tanto da diventare il fornitore ufficiale di alcune case reali. Dopo aver organizzato il matrimonio tra il suo dipendente Louis-Henri Morel e Pauline, una giovane ragazza della quale era il tutore, Martin decide di eleggere lo sposo come suo socio, cambiando così il nome della ditta in Maison Morel e spostando la boutique nella leggendaria rue Saint-Honoré. Nel 1845 il diciassettenne François Goyard viene assunto come apprendista, imparando il mestiere direttamente dai due padroni. Quando nel 1852 Morel muore, il giovane promettente è pronto a guidare l’azienda sotto il nome di Goyard. Nei suoi anni di lavoro, rivoluziona la maison portandola ad un nuovo livello e aprendo una serie di workshop a conduzione familiare, basati sulla ricerca del pieno controllo della manifattura. Nel 1885 François Goyard muore lasciando il comando al figlio Edmond che, seguendo le orme del padre, fa diventare quel piccolo negozio un punto di riferimento per l’élite di tutto il mondo. Edmond comincia a sperimentare nuove forme ed espande la produzione realizzando valigie e bauli con i migliori pellami del mercato, oltre ad introdurre anche una linea per animali chiamata Chic du Chien. La svolta arriva però quando, ispirandosi ai propri antenati della Borgogna, membri della Compagnons de Rivière (corporazione di trasportatori che portavano le legna da ardere in città), inventa la tela Goyardine, un tessuto (il cui procedimento è segreto) fatto di canapa, lino e cotone, che risulta resistente ed impermeabile, come le divise dei lavoratori. Sul canvas Goyardine viene poi dipinto a mano il monogram Goyard-Chevron, un pattern composto da tanti puntini che formano delle Y e che ricorda la struttura di un albero. Tali mosse portano quindi il marchio a partecipare all’Esposizione Universale ed ad aprire nuove boutique in tutto il mondo, diventando il brand che conosciamo oggi. L’azienda continuò a tramandarsi di generazione in generazione fino al 1998 quando, a causa della crisi del dopoguerra, venne venduta privatamente a Jean-Michel Signoles, un riservato imprenditore collezionista.

Dunque è possibile notare come a volte il percorso storico e la tradizione superi di gran lunga l’oggetto in sè, che a sua volta diventa la rappresentazione materiale di un’idea che si è evoluta per secoli, fino a diventare un vero e proprio fenomeno culturale.