Grammy 2021: cosa non va?

Articolo di

Greta Scarselli

Le nomination ai Grammy sono state presentate ieri e hanno un problema: mancano artisti molto importanti che hanno caratterizzato a tutti gli effetti questo 2020. Le polemiche nelle ultime ore sono dilagate da Instagram a Twitter, coinvolgendo fan, collaboratori e gli stessi esponenti della scena.

Vi togliamo subito un dubbio: le uscite prese in considerazione sono quelle pubblicate tra il 1° settembre 2019 e il 31 agosto 2020. Per cui no, l’assenza dei progetti di The Weeknd, Lil Uzi Vert o Lil Baby non ha niente a che fare con questo.

I Grammy rappresentano il più alto riconoscimento in ambito musicale, l’equivalente degli Oscar nel mondo del cinema, per capirci, e si sa, come in tutte le competizioni non possono uscirne tutti contenti; ci sarà sempre la volta in cui mancherà il nostro singolo preferito o il disco in cui avevamo creduto più di qualsiasi altra cosa. Eppure nei Grammy Award questa sembra essere una costante. Le scelte sono spesso troppo lontane da quelle del pubblico, e mentre i passi falsi continuano, la voce dei fan – e quella degli esponenti del genere, che non è mai mancata – si fa sempre più forte.

Cardi B è la prima donna solista a vincere un Grammy nella categoria Best Rap Album, 2019

Lo scorso anno molti se la sono presa sul personale per il premio dato a Cardi B – per “Invasion Of Privacy” – piuttosto che a Travis Scott, che si era presentato forte del suo “Astroworld”. Questo è uno di quegli episodi in cui non possiamo uscirne tutti contenti: per noi, ad esempio, la vittoria di Cardi B aveva le sue buone motivazioni. Ben più di questo, però, sono da prendere in considerazione le polemiche, neppure tanto sottili, che altri esponenti hanno portato sul palco, da Drake a Tyler The Creator.

La voce di Drake davanti a quel microfono nel febbraio del 2019 si era fatta sentire molto pesante, tanto da farlo “accidentalmente” spegnere per concludere il discorso in fretta. Durante la premiazione, l’acclamato artista, aveva infatti iniziato un lungo discorso sulla motivazione e sulla fiducia in sé stessi che, in poche parole, voleva concludersi in: non sono questi premi a riconoscere il vostro successo. Ed è forse la cosa più onesta che si potesse dire. D’altro canto Drake non è mai stato fan dei Grammy, se ne è preso più volte gioco e non si è mai presentato, quando lo ha fatto è stato per dire a tutti che era meglio stare a casa.

Se ci sono persone che hanno un lavoro ordinario che escono sotto la pioggia, con la neve, spendendo i loro soldi guadagnati duramente per comprare i biglietti per venire ai tuoi spettacoli, non hai bisogno di questo qui [il Grammy, ndr], te lo prometto. Hai già vinto.

Drake ai Grammy 2019

E non è l’unico, con lui Kendrick Lamar e Childish Gambino hanno rifiutato di esibirsi alla premiazione di due anni fa. Jay-Z non accetta e boicotta i Grammy dal ’99. Snoop Dogg si accoda, considerando che non ne ha mai vinto uno in vita sua. Kanye West, che dire, il Grammy nel water immagino lo ricordiamo tutti.

Beh, anche quest’anno i Grammy si sono dimostrati gli stessi di sempre. E dopo la richiesta di Tyler, The Creator di fare più attenzione alle categorie – perché il suo inserimento nella categoria rap, lo scorso anno, sapeva tanto di legame al suo colore della pelle piuttosto che alla sua musica – gli addetti ai lavori hanno risposto con nomination più serrate che mai, come se avessero deciso di lasciar fuori tutti coloro che si discostavano dalle vecchie linee guida che dettano il genere. 

Tyler vince il premio nella categoria Best Rap Album con “IGOR”, 2020, foto di Robyn Beck

È stata questa l’unica possibile ipotesi emersa dalla discussione su come mai The Weeknd non sia stato preso minimamente in considerazione. Forse perché è difficile capire se inserirlo nell’R&B o se nel Pop? E perché non metterlo invece negli artisti generali? “After Hours”, con le sue certificazioni di Platino in 5 Paesi, aveva tutte le carte in regola, per non parlare di “Blindings Light”, più volte Platino in ben 14 Paesi e Diamante in due. The Weeknd ha attirato i riflettori su di sé quest’anno come pochi altri, mantenendo il suo nome alto in classifica per settimane, tanto da potersi meritare il posto senza neanche pensarci. Ma niente, non ce lo abbiamo.

La totale assenza di The Weeknd, però, è solo uno dei passaggi più eclatanti e evidenti, perché all’appello mancano tutti i dischi più ascoltati fino ad ora nel 2020

1. “My Turn” di Lil Baby, 2.443.000
2. “Shoot for the Stars, Aim for the Moon” di Pop Smoke, 1.913.000
3. “After Hours di The Weeknd, 1.891.000
4. “Folklore” di Taylor Swift, 1.857.000
5. “Legends Never Die” di Juice WRLD, 1.786.000
6. “Eternal Atake” di Lil Uzi Vert, 1.770.000
7. “Hollywood’s Bleeding” di Post Malone, 1.735.000
8. “Please Excuse Me for Being Antisocial” di Roddy Ricch, 1.706.000

Questi i primi nomi della classifica stilata da Chart Data sugli album che hanno ottenuto il maggior numero di vendite nel corso di quest’anno, e di questi ne sono presenti soltanto due, Taylor Swift e Post Malone. Lil Baby quantomeno ha ottenuto due nomination per “The Bigger Picture” e a Roddy Ricch gli è stata riconosciuta l’influenza di “The Box” e “Rockstar” con DaBaby. Lil Uzi Vert non è stato menzionato neanche per sbaglio, nonostante il suo ritorno dopo 3 anni con un doppio progetto lo abbia fatto schizzare in cima alle classifiche.

Lontani sono stati anche dal prendere in considerazione le uscite degli album postumi che quest’anno hanno avuto un’incredibile rilevanza: Pop Smoke, Juice WRLD e Mac Miller sono usciti con tre album che hanno mandato a casa tanti di quelli che ancora oggi sono tra noi. Eppure niente.

Al contrario, la categoria Best Rap Album del 2020 si è tenuta fedele al rap old school, aggiungendo una nota di colore con “Black Habits” di D Smoke, che si è distinto per aver vinto la prima stagione di Rhythm & Flow nel 2019.

I progetti scelti sono stati questi:

“Black Habits”, D Smoke
“Alfredo”, Freddie Gibbs & The Alchemist
“A Written Testimony”, Jay Electronica
“King’s Disease”, Nas
“The Allegory”, Royce Da 5’9“

Già meglio la situazione se guardiamo i singoli:

“The Bigger Picture” di Lil Baby
“The Box” di Roddy Ricch
“Laugh Now, Cry Later” di Drake e Lil Durk
“Rockstar” di DaBaby e Roddy Ricch
“Savage” di Megan Thee Stallion e Beyoncé

Niente da togliere ai progetti citati, non è neanche giusto affidarsi sempre alle classifiche, ma è impossibile ignorare l’influenza di chi è rimasto in cima per settimane e settimane.

The Weeknd nella notte si è espresso sulla questione con poche semplici parole, in cui fa riferimento alla pura trasparenza che lui, i suoi fan e l’industria discografica stessa si meritano da quella che dovrebbe essere la cerimonia più importante di un intero settore.

Trovate qui la lista completa delle nomination.

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