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Heaven’s Gate, la setta del suicidio, alieni e Nike Decades è arrivata a Lil Uzi Vert

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Heaven’s Gate, ne avete già sentito parlare? Forse la foto qua sotto può portarvi qualcosa alla mente.

Esatto, la setta religiosa da cui Lil Uzi Vert ha rischiato di ricevere una denuncia, tutto per aver postato una cover art del suo nuovo album riprendendo la grafica sopra e sostituendo il nome degli ideatori con “Eternal Atake”.

Non sappiamo se la cover sarebbe stata quella ufficiale, ma dopo l’accaduto le immagini dal profilo del rapper sono state rimosse.

Heaven’s Gate è il nome di una setta americana fondata da Marshall Applewhite, ritrovatosi a passare 4 anni della sua vita in un istituto psichiatrico dopo aver conseguito la carriera di professore universitario. La setta è nota per aver compiuto un suicidio di massa con l’intento di raggiungere il livello umano successivo, da loro chiamato “TELAH”: The Evolutionary Level Above Human.

Il video che potete vedere qua sopra mostra Applewhite spiegare le motivazioni della loro scelta, per poi inquadrare una ad una le 38 persone coinvolte. Il video fu realizzato e pubblicato sul loro sito internet per poter diffondere il loro credo – la soluzione trovata – e dare la possibilità anche a chi fosse venuto dopo di poterli raggiungere.

Due membri della setta sono sopravvissuti, altri due si sono suicidati in seguito per seguirne l’ideologia. Il sito di Heaven’s Gate resta invariato dal 25 marzo 1997. Cosa li ha spinti ad andare così oltre? 

Il loro credo aveva un principio semplice e diretto, “se vuoi raggiungere il mondo di Dio, non puoi permetterti di aggrapparti alla vita”. 

Erano convinti che il corpo fosse solo un mezzo, un contenitore da cui sono usciti volontariamente e in modo dignitoso. Entrando nella setta i membri accettavano di cancellare la loro storia personale come se fosse stata vissuta da un’anima secondaria. L’obiettivo era concedersi agli alieni che sarebbero tornati a raccogliere i loro frutti dopo averli seminati oltre 200.000 anni fa.

Anche i $uidiceboy$ sono stati catturati dalla loro storia. “Lace up my Nike Decades, meet me at Heaven’s Gates” è una frase tratta dal loro ultimo singolo, “Carrollton”, e si riferisce a un dettaglio particolare dell’accaduto: tutti quanti, il giorno della loro morte, indossavano un paio di Nike Decades.

Niente era casuale, avevano pianificato tutto nei minimi dettagli: quella notte la cometa Hale-Bopp si sarebbe avvicinata al sole più del previsto, e mentre il resto della popolazione puntava gli occhi al cielo per ammirarne lo spettacolo, i membri della setta attendevano assieme ad essa l’arrivo di un oggetto volante non identificato, un UFO; il suicidio sarebbero servito per raggiungerlo.

I 39 membri si tolsero la vita a gruppi di quindici per tre giorni consecutivi, l’ultimo ne contava nove. Ingerirono un mix di salsa di mele, fenobarbital e vodka, per poi distendersi, ricoprirsi con un tessuto viola e mettersi una busta di plastica attorno alla testa.

I corpi furono ritrovati ognuno con una banconota da 5 dollari e tre quarti, sarebbero serviti per coprire le multe per accattonaggio e chiamare i parenti. Avevano ai piedi un paio di Nike Decades e sulle maniche delle maglie erano state applicate delle toppe con su scritto “Heaven’s Gate Away Team”, facilmente riconducibile alla saga di Star Trek.

Se Applewhite aveva scelto quell’esatto paio di Nike soltanto perché costituivano un buon affare, l’onda mediatica ha costretto l’azienda stessa ad interrompere la linea Decades che viene oggi considerata un item da collezionisti, raggiungendo l’irragionevole prezzo di $6.660.

I $uicideboy$ hanno colto più volte l’occasione per citare la famigerata setta, dal brano “Fake Pontchartrain”, alla copertina di “KILL YOURSELF Part XX: The Infinity Saga”:

La foto riportata sopra è stata scattata il giorno stesso del ritrovamento, i corpi ricoperti dai teli viola e adagiati su letti a castello si riconoscono bene. Nonostante gli svariati riferimenti che possiamo trovare nei loro testi, la loro ideologia non è però riconducibile a quella divulgata dalla setta: la coppia di New Orleans è infatti nota per la propria contrarietà alla religione, mentre Heaven’s Gate è la chiara dimostrazione di dove essa può portare se mal interpretata.

Al giorno d’oggi Heaven’s Gate non può essere considerata attiva, ma neanche inesistente. I due sopravvissuti, Mark e Sarah King, continuano a divulgare tramite il sito internet un pensiero tanto assurdo quanto pericoloso, e non dimentichiamo l’attaccamento all’immagine che li ha portati a schierarsi contro Lil Uzi e al suo inopinabile riferimento.

Quello che potete vedere nella sua immagine di profilo è nientemeno che Marshall Applewhite, adesso rimossa.

D’altro canto potevamo aspettarcelo, Lil Uzi non si è mai fatto scrupoli riguardo le proprie azioni. Stiamo parlando di colui che è stato messo molteplici volte al centro di teorie sataniche e che, giusto per non smentire ciò, si è trovato sul palco del Wireless ad annunciare ai suoi fan che sarebbero andati dritti all’inferno assieme a lui, ma non preoccupatevi, he still loves you anyway.

Non abbiamo ben capito quale sia il suo orientamento, ma le croci indossate al contrario lo hanno portato spesso a spiacevoli circostanze, compresa quella volta in cui Offset lo pregò di smettere: “Stop that shit boy, you look lame. All that worship the devil shit. Get with God, man”, e in tutta risposta ricevette un post con l’immagine di un vetro con su scritto “666”.

Pentitosi o meno della collaborazione in “Bad And Boujee”, c’è da dire che il 24enne di Filadelfia ha fatto la differenza, creandosi in un solo anno un’immagine difficile da comparare ed imitare. La personalità che si cela dietro ad essa sembra essere eccentrica, ma tutto sommato nei suoi testi racconta emozioni che chiunque può provare.

Nonostante stavolta la sua pazzia sia stata fermata da forze maggiori, siamo sicuri che Lil Uzi Vert troverà un nuovo modo per far parlare di sé. Anche la sua attuale immagine di profilo è ispirata al tema della setta, ma non è sicuramente così evidente come la precedente, sarà questa la copertina decisiva?

Eternal Atake” è vicino, noi intanto aspettiamo con ansia la sua prossima mossa, voi?

Outpump

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