H&M, Graffiti e Copyright: ecco cosa è successo

Articolo di

Edoardo Buscaroli

H&M ha intentato una causa contro il writer Jason Williams (conosciuto con il nome d’arte REVOK), in cui il marchio sostiene che i graffiti realizzati illegalmente non abbiano diritto al copyright. La battaglia legale è iniziata dopo che H&M ha girato uno spot che mostrava sullo sfondo opere d’arte di REVOK.

A gennaio, l’avvocato di Williams aveva presentato una lettera in cui prendeva le distanze dalla società e chiedeva la rimozione della campagna, sostenendo che H&M includeva un’opera d’arte del suo assistito all’interno di una campagna pubblicitaria senza averne chiesto il consenso o aver informato l’artista.

Ora, in risposta, H&M ha intentato una causa legale sostenendo che i graffiti di Williams non siano soggetti a copyright poichè svolti illegalmente. “Date le circostanze in cui le “opere d’arte” rivendicate dal cliente sono il prodotto di una condotta criminale, il signor Williams non ha diritti di copyright da rivendicare”, afferma l’accusa. “Il diritto alla protezione del copyright è un privilegio della legge federale che non si estende alle opere create illegalmente”.

Questa non è la prima volta che Williams porta in tribunale un marchio di moda: già nel 2014 insieme agli artisti Reyes e Steel, aveva accusato Roberto Cavalli di violazione del copyright.

Per ottenere un copyright secondo la normativa vigente, un’opera d’arte deve essere originale e in un “mezzo tangibile di espressione“. Tuttavia, come sottolinea The Fashion Law, molti casi riguardanti i diritti d’autore dei graffiti sono regolati in via extragiudiziale, di conseguenza non vi è alcuna normativa che specifichi che un lavoro fatto illegalmente possa “beneficiare” di questa legge.

Quando il “polverone” si è calmato, KAWS ha sfruttato Instagram Stories per condividere la sua opinione riguardo alla causa.

Proprio ieri sera  H&M ha annunciato via Twitter che hanno abbandonato la causa contro Jason William ( REVOK)  affermando che “avremmo dovuto agire in modo diverso nel nostro approccio a questa materia“.

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