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I 10 brani che ogni fan di Ghemon deve conoscere

Articolo di

Redazione

La black music, in Italia, da un paio di anni abbondanti, è tra i generi più ascoltati. Anzi no, facciamo che sia proprio il più diffuso, complice anche l’ondata trap che ha investito l’Italia e che ha portato ragazzi molto giovani ad approcciarsi verso questo genere musicale che tanto ci piace. Ghemon, a mani basse, appartiene alla cerchia dei 5 artisti che hanno rivoluzionato la categoria negli ultimi 20 anni, ovvero nel periodo d.N., dove questa sigla sta per dopo Neffa. La cerchia è così composta: Ghemon, Club Dogo, Fabri Fibra, Salmo, Sfera Ebbasta. E, perdonatemi, questo è un fatto oggettivo: ognuno dei rapper citati 15 parole fa, ha dato quel qualcosa in più al rap game che altri non sono riusciti a dare, a fare o a trasmettere.

La forza di Ghemon è basata, fondamentalmente, su due fattori: dedizione al lavoro e fan base. La prima gli ha consentito di emergere da un sottobosco grazie al lavoro duro e alla fotta, perché se in un’intervista affermi che, durante il processo di scrittura del primo disco, l’obiettivo è quello di fare il disco rap più bello della storia del genere in Italia, significa che hai due huevos grossi così (è, ormai, la parola del momento: Cristiano, ti voglio bene!). La seconda, invece, gli ha permesso di non rimanere mai solo nei momenti del bisogno: se hai, quasi sempre, un nutrito numero di persone affezionate alla tua musica sotto un palco, agli instore o che ti fermano per strada, significa che sei riuscito a toccare le corde giuste dell’anima.

Fatte le dovute premesse, per conoscere più a fondo Ghemon, c’è un certo numero di canzoni che ogni fan della prima ora, ascoltatore appassionato o novizio dovrebbe conoscere.

ROSE VIOLA
Sanremo è stata, per Ghemon, una vetrina importantissima per allargare il suo bacino di utenza. “Rose Viola“, prodotto in collaborazione con Zef, è il brano con cui l’artista è salito sul palco dell’Ariston, portando a casa un positivissimo dodicesimo posto. “Rose Viola” parla di una storia d’amore non proprio sana, raccontata dal punto di vista di una donna. Il sequel del pezzo, eseguito per la prima volta dal vivo durante la serata dedicata ai duetti, vanta il featuring di Diodato e del super gruppo Calibro 35 e, addirittura, contiene una strofa inedita del rapper di Avellino.

FUORILUOGO OVUNQUE
Fuoriluogo Ovunque” è uno dei brani meglio riusciti di Ghemon, contenuto all’interno di “ORCHIdee, il lavoro che ha affermato, definitivamente, la sua evoluzione musicale. È una canzone personale, intima: un cazzotto nello stomaco, una descrizione perfetta di chi è costretto a lasciare, in un certo senso, le emozioni della vita reale per vivere altre emozioni, magari ancora più intense, che la vita passata su un palco può farti provare.

GRANDE
Provate ad ascoltare “Grande” e a non farvi venire la pelle d’oca: è una sfida da cui, sicuramente, non ne uscirete vincitori. La produzione di DJ Shocca dà quel tocco in più a un pezzo scritto divinamente. “Grande” è contenuto ne “La Rivincita Dei Buoni“, uscito nel 2007. Ma non fatevi ingannare dal fatto che sia un album vecchio di 12 anni: suona come se fosse uscito ieri. “Per ogni amico che ho perso, e lui l’aveva detto che un uomo non lo fanno dei peli sul petto!

UN TEMPORALE
Un Temporale” è una delle canzoni più “cinematografiche” della carriera di Ghemon. Il rullante arriva dritto in faccia, così come tutto il testo. Il videoclip che accompagna il brano è un piccolo capolavoro, diretto da Matteo Podini e Matteo Bombarda. Il tema trattato è il filo conduttore di “Mezzanotte“: la depressione e la forza necessaria per sconfiggerla.

VOLA ALTO
Vola Alto” è stata la colonna sonora della Serie A di basket nella stagione 2015/2016 e veniva suonata poco prima dell’inno di Mameli su tutti i campi italiani. Ghemon e Le Forze Del Bene realizzarono, anche, i tappeti sonori delle migliori azioni della settimana. Una bella soddisfazione per un amante del Gioco come Gianluca.

CI SARÒ (ma, in realtà, l’intero E POI, ALL’IMPROVVISO, IMPAZZIRE)
Ci Sarò” è quel brano da mettere in play tutte quelle volte che ci si sente giù e demoralizzati. Una canzone motivazionale ben riuscita e che accompagna la quotidianità dell’ascoltatore. “E poi, all’improvviso, impazzire” è, ha detta di molti, il miglior album della discografia di Ghemon: gli spunti al suo interno sono molteplici. Da recuperare assolutamente.

FANTASMI pt. 2
Con il cuore in una mano e un coltello in uno stivale perché niente è tanto personale che non si può raccontare!“. Ghemon si mette a nudo, sia nella prima, che nella seconda parte di “Fantasmi“. C’è tutto se stesso, senza filtri, senza censura: solo una smisurata maturità.

LA LUCE
La nostra è la metafora di un mozzicone: tutta la vita a ripensare a come bruciavamo“. “La Luce” è uno dei due inediti presenti della versione fisica di “EMbrionALE“, EP tributo a Jon Brion e uno dei lavori più chiacchierati di Ghemon, uscito con lo pseudonimo Gilmar e stampato in tiratura limitatissima.

NIENTE DI BUONO
Per La Mia Gente“, disco realizzato insieme a Bassi Maestro e Marco Polo, arriva dopo l’annuncio di Ghemon di voler chiudere definitivamente con il rap. Viene fuori una delle parti migliori dell’artista che, nel suo pezzo solista dell’EP, tira fuori uno storytelling pazzesco, in cui chiunque ci si può rivedere a causa di qualche suo trascorso sentimentale non proprio entusiasmante.

QUALCOSA CAMBIERÀ PT. 3
Scrivo perché non ho alternative: non scrivo per fare l’alternativo che scrive!“. 2007. Il mixtape “Qualcosa Cambierà” è il secondo lavoro ufficiale di G, che segue l’EP “Ufficio Immaginazione”. Il tape contiene collaborazioni presenti in altri dischi e inediti. Per sapere dove state andando, dovete sapere da dove venite.