Sport

I ventidue poster ufficiali dei Mondiali di calcio

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Dopo la qualificazione di Australia e Costa Rica che ha di fatto completato il quadro delle trentadue partecipanti ai Mondiali in Qatar che inizieranno il prossimo novembre, in un evento organizzato presso l’Hamad International Airport, la FIFA ha svelato il poster ufficiale della competizione, realizzato dall’artista locale Bouthayna Al Muftah. Non è la prima volta che viene realizzata una locandina ufficiale per la Coppa del Mondo, ma in questo caso in maniera inedita ne sono state prodotte ben sette, che condividono il soggetto principale e la scritta “Hayya“, una delle parole più utilizzate durante tutta la campagna di avvicinamento al grande evento.

Il protagonista è il tipico copricapo locale composto da gutra ed egal che è stato utilizzato non soltanto per l’illustrazione in questione, nella quale viene sventolato in aria in modo celebrativo, ma che ha ispirato anche il logo del torneo, la mascotte ufficiale, La’eeb, e addirittura il design di uno degli impianti che ospiterà le gare, l’Al Thumama Stadium di Doha. L’idea di base è comunque quella di voler rappresentare, attraverso un gesto, la passione del mondo arabo per il calcio e il gioco come qualcosa che unisce le famiglie, ma anche l’eccitamento per il dover ospitare per la prima volta un evento del genere in Medio Oriente, come ha sottolineato Khalid Al Mawlawi, Deputy Director General della Supreme Committee for Delivery & Legacy.

La mia principale ispirazione è stata il concetto di memoria collettiva. La maggior parte del mio lavoro si concentra su esperienze passate, ricordi, legandoli al presente e archiviandoli in modo contemporaneo. Volevo che i poster seguissero questo tema e raccontassero la storia della cultura calcistica del Qatar.

Bouthayna Al Muftah

Quella di realizzare i poster ufficiali è una tradizione che riguarda praticamente tutte le competizioni più rinomate a livello mondiale, ovviamente non soltanto nel mondo del calcio (ne abbiamo recentemente parlato a proposito delle bellissime affiches del Roland Garros, delle vere opere d’arte): nel caso della Coppa del Mondo la prima locandina risale all’edizione inaugurale, quella organizzata nel 1930 in Uruguay. A realizzarla il pittore locale Guillermo Laborde, che raffigurò il tuffo di un portiere seguendo uno stile che può definirsi Art déco. In altre due occasioni l’elemento principale è stato un estremo difensore: nel 1954 per mano dello svizzero Herbert Leupin e nel 2018 grazie al designer russo Igor Gurovich, che rappresentò il leggendario Lev Yashin ispirandosi all’arte degli anni ’20.

I poster (in totale sono ventidue, compreso quello di Qatar 2022) sono ovviamente molto diversi tra di loro, e soprattutto in quelli più recenti si nota la differenza del modo in cui sono stati concepiti, in maniera molto più libera, fantasiosa e astratta. Alcuni sono stati commissionati ad artisti già affermati, come ad esempio lo spagnolo Joan Miró per i Mondiali di Spagna 1982 o la fotografa Annie Leibovitz per quelli successivi, Messico 1986. Tra gli autori più celebri figurano pure due italiani: Gino Boccasile incaricato da Benito Mussolini nel 1934 e Alberto Burri, a cui andò la realizzazione del poster di Italia ’90: in occasione di quella Coppa del Mondo, la cui estetica viene respirata ancora oggi, venne realizzato un disegno molto cupo, basato sulla figura del Colosseo romano.