Il 2023 è l’anno di Napoli

Articolo di

Marco Bianchessi

Parlando di città in ascesa in Italia il discorso converge sempre su Milano che, specialmente dopo Expo 2015, ha attirato su di sé le attenzioni di tutta la penisola. Per un motivo o per un altro sembra che tutto si muova verso il capoluogo lombardo. Questa visione, oltre che miope, è decisamente sbagliata, perché se è vero che in questo momento Milano spicca tra le città italiane, non significa che le altre stiano a guardare. Detto dei problemi cronici di Roma, sempre più incastrata in una situazione politica e sociale complessa, che la fa apparire come un gigante sofferente, Torino e Napoli sono due realtà che in modo molto diverso si stanno ricavando uno spazio sempre più attivo e rilevante. E proprio il capoluogo campano, per motivi molto diversi gli uni dagli altri, sembra essere benedetto da questo 2023.

Partendo da dati economici, secondo un articolo di Vera Viola pubblicato sul Sole 24 Ore, il periodo natalizio appena passato è stato caratterizzato da un vero e proprio boom di richieste turistiche, occupazione al 95% delle camere e un milione e mezzo di visitatori all’interno della città. Secondo un altro articolo, questa volta di Marina Cappiti per Repubblica, tali numeri dovrebbero essere replicati anche a Pasqua, con un indice di prenotazione delle strutture alberghiere che si attesterà intorno all’80%. Cifre importanti, che dimostrano come Napoli sia attualmente una delle città italiane con più appeal a livello turistico.

Ma non basta questo, perché se è vero che questi dati già prospettano un quadro piuttosto promettente, è anche vero che ci sono indicatori non economici ma culturali che connotano in modo molto positivo l’immagine che la città ha quest’anno. Primo fra tutti l’SSC Napoli, che con il suo gioco spumeggiante è la candidata numero uno per vincere uno scudetto che manca da trent’anni, così tante volte accarezzato in tempi recenti, ma mai conquistato. La formazione di Spalletti, guidata dagli uomini copertina Osimhen e Kvaratskhelia, cammina sulle acque e attualmente sta distruggendo il campionato, lasciando alle inseguitrici le briciole. Non solo, ad oggi in Europa poche squadre giocano meglio del Napoli, e questo sta proiettando gli azzurri in una dimensione totalmente diversa: come una squadra che può dire la sua anche a livello di Champions League e non essere solo una comparsa. Non ci credete? Poco meno di un mese fa, Jonathan Wilson, noto editorialista del Guardian ed esperto di calcio, titolava così un articolo: “Bentornata Champions League: il Napoli darà una scossa ai pezzi grossi che stanno vacillando?”.

La stagione è sicuramente ancora lunga, però è chiaro a tutti che occasioni come queste non capitano spesso, e la squadra guidata da Spalletti sembra avere qualcosa in più delle altre a livello di gioco e convinzione. Ce la farà a vincere? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ma andando oltre, anche a livello musicale Napoli sta vivendo un momento d’oro, partendo dai dati più evidenti: il rap napoletano ha trovato un nuovo portabandiera in Geolier, che nel 2023 ha rilasciato uno dei dischi più forti e interessanti che si siano visti negli ultimi anni. “IL CORAGGIO DEI BAMBINI” è un album vero, un lavoro complesso, ben curato, strutturato in ogni dettaglio, che non lascia margini di manovra o di dubbio sull’abilità del suo autore e del team che lo segue. Piaccia o non piaccia, perché i gusti sono gusti e non si può negare che Geolier abbia fatto un lavoro gigantesco, mettendo una pietra tombale sui pochi critici che ancora aveva. Per ogni Geolier che si prende la scena c’è un Luchè che ha terminato il trionfale tour invernale di “Dove volano le aquile” riempiendo i palazzetti di tutta Italia, con un triplo sold out al Palapartenope. E c’è un J Lord in rampa di lancio, da cui tutta Italia si aspetta molto da qui ai prossimi anni. Si cita il rap perché in questo momento è il genere più popolare tra i giovani, ma chiaramente si potrebbero nominare anche altri artisti, che negli ultimi anni hanno messo Napoli sulla mappa, anche a livello internazionale, pensiamo per esempio al celebratissimo duo dei Nu Genea.

Passando oltre la musica, chi non ha sentito parlare di “Mare Fuori” negli ultimi mesi? La serie tv teen ha conquistato l’Italia, trasformando attori sconosciuti in vere e proprie star del piccolo schermo – grazie anche alla distribuzione di Netflix che dal 2022 ne detiene i diritti.

Proprio Napoli è già stata la protagonista indiscussa dell’unica serie tv italiana che ha riscosso un vero successo trasversale anche all’estero, e parliamo ovviamente di “Gomorra“, chiusa nel 2021. Chissà se anche “Mare Fuori” potrà ottenere un riscontro simile, difficile, ma se c’è un anno in cui tutto può accadere per la cultura napoletana è proprio questo. Guardandoci indietro di qualche anno, non è da sottovalutare anche la potenza del film di Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio”, che ha saputo raccontare, nella cornice di una trama emozionante, la bellezza e il fascino dell’estetica di Napoli. Questo ha contribuito a far apprezzare (ancora di più) progetti di fotografi del calibro di Sam Alexander Gregg, Ciro Pipoli e Brett Lloyd, con quest’ultimo che ha presentato la sua raccolta fotografica “Napoli, Napoli, Napoli” a Parigi, Milano, New York e infine Londra.

Chiaramente tutti questi elementi non fanno di per sé la ricchezza e la funzionalità di una città, ce ne dovrebbero essere mille altri che non sono stati citati, e nessuno sta cercando di nascondere i problemi cronici che comunque attanagliano il capoluogo campano. Però è vero che viviamo un momento storico in cui la percezione di una cosa conta quanto la cosa stessa, e ciò che appare all’occhio dell’Italia è che Napoli stia in effetti vivendo un momento molto positivo a livello artistico-culturale. Sarà poi compito delle istituzioni e degli agenti che operano sul territorio riconvertire questa energia positiva in un periodo che possa durare il più a lungo possibile, trasformando davvero la città in un luogo ricco di opportunità.