Sport

Il calcio femminile diventa una professione

Articolo di

Andrea Mascia

La giornata del primo luglio del 2022 sarà considerata come una svolta epocale all’interno del mondo del calcio. Un insieme di dinamiche – appartenenti al calcio femminile – che fino a pochi giorni fa erano considerate lontanissime, sono ora realtà. La Serie A femminile entrerà a tutti gli effetti nel mondo del professionismo, e le calciatrici potranno finalmente godere di tante migliorie contrattuali.

Tra i vari benefit, quali salario minimo di €26.000 lordi, i club da ora dovranno riconoscere contributi previdenziali, versare l’Irpef e i contributi pensionistici, a cui vanno aggiunte tutele mediche, un’assicurazione collettiva in caso di infortuni e supporti da conferire in concomitanza con una maternità. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha dichiarato che la federcalcio italiana è la prima a compiere questo storico passo, e la sua speranza è che possa fare da apripista per gli altri paesi. Le atlete non riceveranno più compensi attraverso rimborsi forfettari, indennità di trasferta e rimborso spese. Ciò chiaramente implica maggiori spese da parte dei club, i quali si apprestano a regalare un futuro più roseo non solo al mondo femminile, bensì a quello dello sport in generale.