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Il colletto polo di Nike ha creato un precedente nel calcio?

Articolo di

Fabrizio Giuffrida

Nel calcio si sa, lo stile è molto importante per le squadre ed i brand che producono i kit, a volte più importante della comodità dei calciatori che scendono in campo. Nel corso degli anni abbiamo visto di tutto: Kit estremamente attillati, maglie da gioco che si squarciavano alla minima tirata, materiali tecnici non di indiscussa qualità e fattura, ma sempre con l’unico obbligo che tutti i calciatori in campo devono indossare lo stesso kit. In Germania, dall’anno scorso, si è creato un grosso precedente che potrebbe cambiare in futuro il modo di creare ed indossare i kit di calcio.

Martin Hinteregger, capitano dell’Eintracht Francoforte, gioca con la divisa con il colletto modificato.

L’Eintracht Francoforte è una delle società con più storia della Bundesliga e ormai da un po’ di anni è legata a Nike, che produce tutti i kit e il materiale tecnico della squadra. Negli ultimi tempi, questa collaborazione ha creato non poco clamore per un avvenimento molto particolare e significativo. Il capitano della squadra, Martin Hinteregger, mal sopportando il colletto polo della maglia, ha deciso inizialmente di tagliarlo grossolanamente con delle forbici per poi essere fornito, nelle partite successive, di una maglia speciale con un colletto diverso da quello di tutti gli altri compagni di squadra.

La maglia indossata da Hinteregger elimina quindi del tutto l’elemento del colletto polo per adottare un colletto coreano affusolato a coste, lo stesso che è stato utilizzato anche l’anno scorso per il calciatore. Dal 2016 Nike fornisce alle proprie squadre la possibilità di avere il colletto cosiddetto “golf“, che si distingue da quello polo per una vestibilità migliore e per una sensazione di fastidio completamente annullata. Il primo atleta che indossò un modello di polo con tale colletto fu proprio il golfista Rory Mcllroy, che per primo aveva denunciato la necessità di indossare una divisa che non solo fosse cool e avesse delle caratteristiche “tecniche”, ma che si adattasse alle necessità di ogni atleta di stare comodo e rilassato durante tutta la performance.

Proprio sul tema del comfort degli atleti, questa situazione lascia aperto un grande dibattito: può un atleta pretendere delle modifiche al proprio kit per perseguire il più alto livello di comodità e comfort durante la performance? La risposta, per gli sport di squadra sembrava fosse “no”, ma oggi, questo avvenimento dell’Eintracht può aver creato un precedente non di poco conto.

In futuro le squadre modificheranno i kit in base alle scelte di ogni singolo giocatore? I brand produttori dei kit creeranno delle maglie con più elementi a scelta del singolo calciatore? E cosa succederà quando verranno venduti ai tifosi? Il dibattito è nel vivo, e non ci resta che aspettare per capire verso quale soluzione si arriverà nel prossimo futuro.