Fashion

Il crop top da uomo potrebbe essere il nuovo trend dell’estate

Articolo di

Marco Marini

Nei corsi e ricorsi sottesi alla moda l’adagio del “a volte ritornano” rappresenta non tanto un’eventualità più o meno remota, quanto un principio ineludibile. In questo caso, il comeback appare destinato a suscitare parecchie discussioni e perplessità, ma gli indizi abbondano e gli alfieri sono di tutto rispetto: parliamo del crop top in versione maschile, indossato nella storia di copertina dell’ultimo numero di L’Uomo Vogue da Romeo Beckham, secondogenito della power couple formata da papà David e mamma Victoria.

Nello scatto, opera del duo di fotografi Mert Alas & Marcus Piggott, il giovane Beckham sfodera zazzera ossigenata, catenina, pantaloni di pelle bordeaux e, appunto, una tee ad altezza addome della designer angloindiana Supriya Lele.

Considerato l’enorme seguito, sui social innanzitutto, di cui gode la neo cover star del magazine (al pari di fratelli e genitori, del resto), c’è chi inizia a scommettere su un’imminente, rapidissima diffusione del capo incriminato, prevedendone l’ingresso definitivo nel guardaroba menswear.
L’ipotesi, prevedibilmente, farà storcere il naso ai più, va però precisato come non si tratti tanto di integrare nel look maschile un capo legato finora alla controparte femminile, in nome del gender fluid, del superamento di etichette ormai stantie eccetera, quanto dell’ennesimo revival di un indumento che ha già vissuto i suoi momenti di gloria, non senza diatribe e ironie.

Pare che i primi a utilizzarlo siano stati i bodybuilder, che negli anni ‘70 sforbiciavano le t-shirt per aggirare il divieto di allenarsi a torso nudo, ma è negli eighties che fanno effettivamente la loro comparsa le famigerate magliette tagliate all’ombelico. Nella decade edonista per definizione, in cui lo sport si impone come fenomeno di massa e aumenta il culto del benessere, incarnato al massimo grado dalla prestanza di attori come Arnold Schwarzenegger o Sylvester Stallone, gli uomini ricorrono volentieri ai capi accorciati pur di scoprire il fisico cesellato dalle ore di palestra.
Cinema e showbiz partecipano volentieri alla corsa generalizzata al crop top: gli esempi sono numerosi, da Carl Weathersaka Apollo Creed nel terzo capitolo di “Rocky” alle movenze sincopate di Prince sul palco, con top attillato d’ordinanza, dalla felpa dell’esordiente Johnny Depp in “Nightmare – Dal profondo della notte” alla tee délabré di Alex Winter/Bill S. Preston in “Bill & Ted’s Excellent Adventure”.

La (relativa) diffusione delle maglie ombelicali prosegue nel decennio seguente, associandosi a personaggi maschili più scanzonati e, a modo loro, cool, basti pensare al “principe di Bel-Air” Will Smith o al kitsch ormai mitologico di Dennis Rodman che, tra un trionfo e l’altro con i Bulls, alterna boa di piume, abiti da sposa (!) e, appunto, un campionario assortito di crop top – canotte cosparse di brillantini, camicette annodate, maglie scollate all’inverosimile.
Oggi il capo fa parlare di sé soprattutto grazie a cantanti e artisti diventati icone di una nuova mascolinità, meno stereotipata e limitata nelle scelte in materia di outift: si possono citare le giacche a mo’ di bolero di Lil Nas X, il pull striminzito di Gucci scelto da Harry Styles per il video di “Watermelon Sugar” e, ancora, la maglia senza maniche di Kid Cudi nell’esibizione al Coachella 2014.

Non si può ovviamente prescindere dall’interpretazione dei brand, che lo adottano in quanto rappresentativo di uno stile estroso e sensuale, libero da ogni vincolo: limitandosi alle collezioni per la P/E 2021, si va dalle proposte di GmbH (camicie legate sulla vita o ampiamente sbottonate per svelare l’addome) a quelle di N°21, ossia bluse in pizzo traforato e shirt scorciate appena sopra l’ombelico, passando per le tee stampate dei cool kids di Celine, le canottiere aderenti di Lazoschmidl, le creazioni voluttuose di Ludovic de Saint Sernin, le maglie stretch di Versace, e si potrebbe continuare.

Chissà che ora l’endorsement di Beckham Jr. non dia una spinta decisiva al capo, con buona pace dei vari puristi ed esperti del bon ton.

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