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Il debutto maschile di Richard Quinn è un vero capolavoro

Articolo di

Ruben Di Bert

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Vogue

In una London Fashion Week sempre più incerta a causa della Brexit e della dominanza di label emergenti, Richard Quinn è riuscito a sollevare la situazione.

Colui che ha avuto nel suo front row sia la Regina Elisabetta che Anna Wintour e che successivamente è stato scelto come collaboratore per il progetto Moncler Genius, ha trasformato la Royal Horticultural Hall nella sontuosa “House of Quinn” per presentare la collezione autunno/inverno 2020.

La novità assoluta del designer è stata alternare per la prima volta look maschili e femminili in un contesto co-ed completamente gender fluid.

Se devi costruire un universo di stile, è normale che venga popolato da uomini e donne, perciò ho iniziato a creare anche del menswear

Richard Quinn

Il debutto menswear dello stilista viene subito definito un vero e proprio capolavoro di arte, couture e trasgressione. Tra i riferimenti principali della linea vi sono infatti la cultura fetish e la monarchia britannica, espressi attraverso una maestria sartoriale eccellente.

Oltre agli immancabili pattern floreali, gli outfit sono caratterizzati da tute in latex, aculei, glitter, abiti anni ’70, figure senza volto e maschere di cristalli che subito ci rimandano alla mente quelle create dalla Maison Martin Margiela per Kanye West.

Infine, mentre l’orchestra stava performando “Dancing Queen” degli Abba, è comparsa una scritta ricamata sulla schiena di alcuni modelli che riassume perfettamente il mood della sfilata: “GOD SAVE THE QUINN“.