Jake La Furia e Emis Killa insieme in un disco: la storia illustre dei joint album italiani

Articolo di

Riccardo Primavera

Quella del joint album è una pratica che, negli anni, ha preso fortemente piede nel rap italiano, fino a regalarci alcuni dei progetti più interessanti della discografia rap nostrana. Senza andare a scomodare gli album di quelli che sono a tutti gli effetti un duo – come i Co’sang, ad esempio, o Stokka & MadBuddy -, col tempo diversi artisti hanno unito le forze per un evento più unico che raro, un tipo di disco che sin dall’annuncio manda in fibrillazione i rispettivi fan. In poche parole, quello che è successo oggi, all’annuncio di una nuova avventura discografica firmata da Jake La Furia ed Emis Killa. I due rapper milanesi – a voler essere precisi, nel caso di Emis Killa, Vimercate – sono infatti legati da un filo rosso molto più spesso (e qui parliamo in termini di consistenza) di quanto possa sembrare. Emis Killa è infatti forse l’erede più immediato del rap di Jake: membro della generazione successiva, il campione di freestyle ha molti punti in comune nell’approccio al rap, nell’indole zarra, nell’utilizzo di punchline ad effetto e incastri crudi e d’impatto; allo stesso tempo, entrambi hanno un lato riflessivo e introspettivo che spesso emerge, in maniera naturale, rivelandosi uno degli aspetti più apprezzati dai fan.

È ancora presto per azzardare previsioni sul disco, su quali saranno i produttori e su se – ed eventualmente quali – ci saranno collaborazioni. Un annuncio del genere è più che sufficiente a mandare in estasi buona parte degli estimatori del rap italiano, consapevole che un confronto tra due rapper di questo livello potrebbe dar vita a una “sfida” alla strofa migliore, che vedrebbe come vincitrice la buona musica.

Quello tra Jake La Furia ed Emis Killa sarà il nuovo capitolo di una lunga serie di album di coppia, alcuni dei quali hanno raggiunto vette altissime, sia dal punto di vista qualitativo che numerico; altri sono rimasti delle perle incastonate nel panorama underground, ma hanno saputo ritagliarsi spazi importanti nel cuore degli appassionati.

L’elefante nella stanza, quando si parla di joint album nel rap italiano, è ovviamente “Santeria“: il disco realizzato da Marracash & Guè Pequeno da molti è considerato un masterpiece, un capolavoro nelle discografie di entrambi. Un immaginario esotico, affascinante e dannato, diari della lavorazione ricchi di aneddoti incredibili, hit ormai storiche come “Scooteroni” e “Salvador Dalì”. Il loro lavoro ha settato l’asticella qualitativa per i joint album, grazie a una copertura mediatica senza precedenti, prima dell’uscita – con delle aspettative stratosferiche – e dopo, con un tour mastodontico, sold out praticamente ovunque. Prima di loro, però, altri due big avevano tentato la via dell’album di coppia. Nato quasi per caso, “Rapstar di Clementino e Fabri Fibra si è rivelato un progetto molto apprezzato dai fan, così come il disco “Non è gratis“, soprattutto per la natura genuina e inaspettata. Il rapper di Nola e quello di Senigallia si sono trovati alla perfezione sulla stessa lunghezza d’onda, chiamando pochi ospiti – Entics e Marracash -, realizzando anthem come “Chimica Brother” e “Ci rimani male”, e soprattutto “La Luce (Ci puoi arrivare)”, ancora oggi riconosciuto come uno dei pezzi più riusciti di Clementino.

Mentre il pubblico continua a sognare un album che veda protagonisti Marracash e Fabri Fibra – alcuni indizi seminati sembrerebbero lasciar sperare, ma è impossibile fare previsioni -, altre coppie nell’ultimo decennio ci hanno regalato opere epiche. Oltre ai Siamesi Brothers, duo fondato insieme a Esa, Tormento ha realizzato un altro album di coppia, insieme al leggendario e compianto Primo Brown. “El Micro De Oro” è il perfetto esempio di come un clash tra due stili diversi possa in realtà dar vita a una complementarietà eccezionale. Negli anni questo album è diventato un vero e proprio culto, grazie anche a collaborazioni d’eccezione, come quelle di Coez, Salmo e Mezzosangue; il sound e lo stile ricercato di Tormento si amalgamano alla perfezione con la delivery e l’efficacia della scrittura di Primo. E come parlare di album di coppia senza nominare Gemitaiz & Madman? Alla stregua di un vero e proprio duo, i rapper di casa Tanta Roba hanno scritto pagine indelebili di rap italiano: “Haterproof”, “Detto, Fatto“, “Kepler“, “Scatola Nera“, la saga “Veleno”… L’elenco è davvero smisurato, a dimostrare un’intesa eccezionale e un legame che va ben oltre la musica. Figli della scuola Honiro come Gem e Mad, ma più giovani, anche Lowlow e Mostro hanno regalato ai fan un apprezzatissimo joint album, “Scusate per il sangue“, dalle atmosfere malinconiche, trascinato dal successo di “Supereroi falliti“.

Riavvolgendo un po’ il nastro, nel 2005 vedeva la luce “La calda notte”, album iconico dell’underground italiano, frutto del lavoro di Noyz Narcos e Chicoria. Erano gli anni d’oro del Truceklan, l’immaginario – e non solo – del disco arriva direttamente dal mondo della pornografia, dando vita a un’opera unica nel suo genere. Più recente invece è “Infernvm“, la collaborazione di Claver Gold e Murubutu, che reinterpretano l’Inferno della Divina Commedia, creando uno dei progetti più ricercati, elaborati e letterati della storia del rap italiano. Tra le chicche meno conosciute rientra “Sulamente Nuje“, album di Capo Plaza e Peppe Soks, che risale a prima che il rapper di Salerno si rivelasse uno degli hitmaker per eccellenza della nuova generazione del rap italiano. O ancora “Running Free (ZTK’s Blood Brothers)“, uscito nel 2014, realizzato dalla coppia Gast & Chicoria. Tornando ai giorni nostri, praticamente a qualche settimana fa, come dimenticare “Caldo“, figlio del talento combinato di Mambolosco e Boro Boro?

Le collaborazioni sono state davvero tante – molte non sono elencate per ragioni di spazio -, e i fan continuano a sognarne altre; i già citati Marracash e Fabri Fibra, Ernia e Tedua, Salmo e Nitro… Anche qui, l’elenco sarebbe lunghissimo. A noi piace sognare davvero in grande e non ci dispiacerebbe affatto se dovessero effettivamente materializzarsi tutti. D’altronde la buona musica non è mai abbastanza, e con delle accoppiate simili i risultati sarebbero straordinari. Anzi, siamo pronti ad accoglierli a braccia aperte, così come faremo con quello di Jake La Furia ed Emis Killa.

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