Kanye West si considera il cavallo di Troia di Dio

Articolo di

Matilde Manara

Kanye West è stato ospite al Awaken 2020, un enorme raduno di preghiera evangelica tenutosi in Arizona. Nel corso del suo intervento, Ye ha affrontato diversi argomenti, parlando anche di questioni del passato per lui piuttosto sensibili.

Dopo essersi esibito assieme al coro del Sunday Service, Kanye ha parlato nuovamente del suo incontro con Cristo, condividendo con tutti le spiegazioni che ha dato a sé stesso riguardo la totale e rigenerante illuminazione alla base della sua conversione. Ye ha detto alla folla che si considera il cavallo di Troia di Dio: un uomo che ottiene successo e fama mentre lavora per il diavolo, ma che in realtà usa questa notorietà, ottenuta nel nome del male, per diffondere con ancor più forza e risonanza la voce di Dio. Un raggiro a Satana, in pratica.

Dicono sempre che è il diavolo che cerca di farsi beffa di qualcuno, ma questa volta è come se fosse Dio l’ultimo a ridere. Ho iniziato con questa musica e per tutto questo tempo il diavolo ha pensato di avermi, ma alla fine non era così. Ti direi che questo è un cavallo di Troia, se mai ne avessi visto uno.

Kanye West sulla sua carriera

Mr. West, nella stessa occasione, ha confidato agli spettatori che la fede è entrata prepotentemente nella sua vita nel periodo per lui più difficile, cioè durante la sua permanenza nell’ospedale psichiatrico in cui si trovava a causa della bipolarità che gli era stata diagnosticata.

Mi dissero “C’è qualcosa che non va nella sua testa, la sua carriera è morta“. Ma Gesù salva. Non importa da quanto tempo sei lontano, non importa da quanto tempo sei al buio, la luce è proprio lì, pronta a salvare, per darti la sicurezza.

Kanye West sulla sua conversione

Il rapper di “The Life Of Pablo” ha parlato anche di uno dei passaggi più bassi della sua carriera artistica e della sua vita in generale: la sua – ormai vinta – dipendenza dall’alcol. Nonostante la totale negazione e omertà in cui il vizio dell’artista è stato lungamente recluso, la patologia risultò innegabile in occasione del famigerato incidente ai VMA del 2009, con quel “Imma let you finish” con cui interruppe Taylor Swift e che nessuno avrebbe più dimenticato.

Non ho mai pensato all’effetto che l’alcol avrebbe potuto avere sulla mia vita. Stavo bevendo sul tappeto rosso e pochi minuti dopo stavo correndo sul palco. Tutti intorno hanno detto “No, non è davvero un alcolizzato”, poi arrivi al punto in cui stai bevendo Grey Goose e succo d’arancia a colazione, dicendo comunque a te stesso “No, non sono davvero alcolizzato”.

Kanye sulla sua dipendenza

Nonostante il rapper sia solito, soprattuto negli ultimi tempi, discutere pubblicamente dei suoi errori passati e dei suoi problemi, la dipendenza dall’alcol raramente è stata argomento di questi “mea culpa”. Un precedente risale alla fine del 2018, quando West ha condiviso un tweet ammettendo pubblicamente il fallimento dei suoi continui tentativi di liberarsi da questa debolezza, lasciando intendere che la guerra per uscirne vincitore avrebbe richiesto molto tempo.