Kanye West contro la sua casa discografica: la causa è chiusa

Articolo di

Matilde Manara

La battaglia legale tra Kanye West e la sua casa discografica, la EMI, è finalmente giunta al termine.
Secondo i documenti del tribunale trapelati in questi giorni, le due parti si sarebbero infatti rese disponibili a mettere un punto ai loro dissapori, raggiungendo un accordo.

A iniziare questa guerra è stato Mr. West, che a gennaio ha fatto causa alla EMI – e a diverse sue affiliate – con l’intento di rompere tutti gli accordi discografici presi con loro. Yeezus, per far valere le sue ragioni, ha fatto leva sulla legge 2855 del Codice del lavoro della California, in cui si afferma che i “contratti di servizio personale” non possono superare la durata di sette anni. Ye lavora infatti con la EMI dal lontano 2003, 16 anni, quindi una collaborazione ben più lunga del periodo massimo previsto dall’ordinamento.

I termini del contratto firmato da Kanye citano testualmente che West in nessun momento cercherà di ritirarsi come cantautore, artista discografico o produttore o di prendere una pausa prolungata durante la quale non stia attivamente perseguendo la sua carriera musicale nello stesso modo in cui hai perseguito tale carriera fino ad oggi. Questo, di fatto, rappresenta l’impossibilità per l’artista di ritirarsi legalmente della scena, motivo per cui Kanye ha deciso di battersi in ogni modo per la sua libertà discografica.

La EMI, di risposta, ha fatto causa a West, accusandolo di aver infranto i termini contrattuali, facendo presenti diverse violazioni che il rapper avrebbe commesso.

Ora tutta questa disputa sembra aver trovato un finale positivo, l’accordo dovrebbe vedere la luce entro i prossimi 90 giorni, delineando così il destino artistico del rapper.

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