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Karl Lagerfeld e la sua casa-biblioteca

Articolo di

Alberto Bonazzi

Oggi ricorre l’anniversario della scomparsa del leggendario stilista tedesco Karl Lagerfeld avvenuta ormai 4 anni fa. La sua figura nel mondo fashion è stata consacrata con le memorabili direzioni creative di brand come Fendi e Chanel, diventando nota veramente a tutti, anche ai profani della moda. Forse in pochi sanno, però, che Lagerfeld fu anche un accanito bibliofilo, un appassionato intenditore e collezionista della carta stampata.

Il suo amore per i libri, infatti, lo portò ad accumulare volumi su volumi, tanto da dare vita a una vera e propria biblioteca personale che, situata nella sua dimora parigina, raccoglieva gli oltre 300.000 testi che dichiarò di avere in suo possesso.

L’interesse per la moda, certo, ma anche per l’arte, la letteratura ovviamente, e tanti altri campi del sapere come la cucina, l’architettura e la botanica, lo ha guidato nel dare forma a una corposa collezione che si può dire fosse lo specchio della sua eclettica cultura personale. Altro aspetto da non sottovalutare, inoltre, è la conoscenza di più lingue. Padroneggiando, oltre al tedesco, l’inglese, l’italiano e il francese, Lagerfeld si dice fosse solito leggere i libri in lingua originale, non privandosi così delle sfumature lessicali con le quali solo gli autori che scrivono nella propria lingua madre sanno arricchire le proprie opere.

Da terra fino al soffitto, la smisurata collezione di libri ricopriva pressoché ogni parete disponibile rendendo lo spazio quello che potremmo definire una “wunderkammer“, ovvero una stanza delle meraviglie. Sono poche le case così caratterizzate da una sola tipologia di oggetto e, nel caso di Lagerfeld, la presenza del libro era totalizzante, tanto da far passare in secondo piano l’insieme di arredi di tutto punto che completavano gli ambienti.

Lo stesso sistema di librerie veniva completamente nascosto dall’abbondanza di libri che metteva in mostra e arrivava a svilupparsi persino su due piani, permettendo comunque il raggiungimento dei volumi collocati più in alto grazie all’aggiunta di passerelle e scale a chiocciola.  L’aspetto più curioso, però, rimane la disposizione dei libri appoggiati orizzontalmente, una soluzione che Lagerfeld adottò per una motivazione esclusivamente pratica: i titoli si possono leggere comodamente senza dover per forza ruotare la testa.