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La bancarotta della Gen Z

Articolo di

Andrea Mascia

Dove stanno cercando di ripararsi il mondo digitale della user-friendly shopping experience e la Generazione Z? La risposta esatta possiamo trovarla nelle piattaforme che offrono un servizio di pagamento a rate: servizi nati da qualche anno che hanno iniziato a essere considerati dai teenager soprattutto negli ultimi tre anni.

Questi servizi di Buy Now Pay Later propongono varie opzioni di pagamento, come la rateizzazione dell’acquisto suddiviso per mesi. E la Gen Z sembra esserci particolarmente affezionata.

In sostanza, queste piattaforme permettono a tutti di acquistare prodotti di ogni tipo in maniera impulsiva, come se i prezzi stracciati di Shein non fossero ancora abbastanza. Inoltre, vendono a tutti gli effetti un sogno: comprare nell’immediato ciò che molti non potrebbero permettersi, soprattutto se pensiamo agli utenti nati tra il 1995 e il 2010.

Gli e-commerce che permettono di acquistare prodotti tramite l’aiuto di queste piattaforme sono Topman, Burton, Boohoo, ASOS, Nike e molti altri, e lo scopriamo attraverso i numerosi video-haul di TikTok, “grazie” a diciassettenni frementi di aprire una grande scatola marrone.

La fama di queste realtà ha creato un grande flusso di denaro: nel 2021, negli Stati Uniti, le spese rateizzate hanno raggiunto una somma pari a 20 miliardi di sterline. Il fenomeno in questione è a tutti gli effetti un reminder di come la Gen Z brami tutto quello che sia rapido, immediato e apparentemente convenevole.

@zodyzo2.0 klarna gone come through EVERYTIME #fyp #foryoupage #CloroxMistChallenge #LinkBudsNeverOff ♬ original sound – Big tro to you 💅🏾

Nonostante gran parte dei giovani siano estremamente attratti da questa tipologia di pagamento, c’è anche chi ha mostrato i contro di questa sfrenata modalità d’acquisto, diventata a tutti gli effetti un nuovo modo di ostentare beni materiali.

In un’analisi di mercato di Compare The Market, il 43% degli intervistati ha ammesso di aver “saltato” una rata durante i propri acquisti. È quindi palese come la metà delle persone che utilizzano piattaforme di questo genere non siano in grado (economicamente parlando) di rispettare tutti i pagamenti previsti. Quella di CTM è la prova tangibile che la strategia di questo tipo di piattaforme sia più che vincente, dimostrando come gli stessi non ricavino denaro solamente dalle fee degli e-commerce, ma anche da un’ammenda a carico degli utenti che ritardano i propri pagamenti mensili.

@binnur

Heule ich liebe aber hasse auch Klarna

♬ original sound – Retirement House

Affrettarsi nel fornire conclusioni a questa giovane tendenza sarebbe pressoché superfluo, ma c’è qualcosa che si può asserire invece con grande certezza. In primis, le critiche ai sistemi finanziari trovano – con l’esplosione del BNPL – un terreno fertile, perché nonostante la stragrande maggioranza degli acquisti rateizzati riguardino il mondo del fashion (in particolare del fast fashion), c’è anche una buona fetta di utenti che utilizza il servizio in questione per l’acquisto di beni primari presso alimentari, pompe di benzina, e – in America – per l’acquisto di medicinali. In secondo luogo c’è sicuramente da parlare di quanto i social network siano, da un lato, sempre più in grado di contribuire alla creazione di flussi di mode, molto spesso nocive. Dall’altro, invece, sempre più in grado di mostrare uno specchio di una generazione che ha sempre più voglia di mostrare ciò che realmente non è: in questo caso, però, c’è il serio rischio che la Gen Z vada incontro a un debito che verrà saldato dai propri genitori.