La nostra intervista a Lil Jupiter e la sua collaborazione con K-Swiss e Luisaviaroma

Articolo di

Edoardo Cavrini

Fotografo

Frederic Monceau

In occasione della presentazione della sua nuova sneaker in partnership con K-Swiss e Luisaviaroma, abbiamo incontrato Lil Jupiter per due chiacchiere presso la boutique fiorentina, dove non ha perso tempo per farsi conoscere anche da tutti i suoi fans.
L’esclusiva edizione della CR-Terrati era disponibile in quantità limitate in store e noi ce la siamo fatta raccontare.

Leggete qui sotto la nostra intervista per conoscere meglio Lil Jupiter e per qualche dettaglio in più sulla collaborazione.

Come è nata l’idea di aprire la tua pagina Instagram? E come mai proprio il nome Lil Jupiter?

“È partito tutto per divertimento, era un periodo in cui volevo lanciare il mio brand, così ho iniziato a postare contenuti che le persone potessero apprezzare con il solo scopo di accrescere il mio numero di followers. Improvvisamente si è fatto tutto più serio, i miei post hanno iniziato a riscuotere molto successo tra il pubblico e ho dunque scelto di fare il salto nel vuoto, lasciare il mio lavoro del tempo. Una scelta indubbiamente folle e rischiosa, ma che ad oggi si è rivelata quella giusta. La stessa cosa l’ho fatta per il nickname della pagina, non ricordo un motivo specifico per cui ho scelto questo nome, suonava bene, non c’era modo di cambiarlo una volta scelto, mi sono lanciato.”

Di sneakers, soprattutto in collaborazione con designer e artisti, siamo ormai abituati a vederne tutti i giorni, ma nessuno avrebbe pensato a una partnership con una pagina Instagram. Avresti mai immaginato di poter mettere la tua firma su una scarpa?

“Ho sempre desiderato esprimere la mia creatività, ero partito con l’idea di lanciare una mia linea di abbigliamento ma mai avrei pensato di arrivare a poter metter mano ad una scarpa. È un sogno quello che sto vivendo, K-Swiss mi ha contatto e in seguito invitato nei loro uffici per discutere della sneaker a cui avevano pensato, stento ancora a crederci, gli sono davvero grato per avermi donato la possibilità di esprimere le mie abilità. La prima colorazione bianca delle K-Swiss CR-329 l’abbiamo rilasciata all’inizio dello scorso anno e, a pochi mesi di distanza, abbiamo presentato la versione nera. La partnership fortunatamente è piaciuta, portando me e il team di K-Swiss a proporre un’inedita versione delle CR-Terrati in tre differenti colorway, la terza in collaborazione con Luisaviaroma.”

L’anonimità è stata un fattore che ti ha contraddistinto per diverso tempo, come mai questa scelta?

“Il mio profilo Instagram l’ho sempre visto come un moodboard, un moodboard che le persone hanno iniziato ad apprezzare. Non volevo che la gente si concentrasse su di me, siamo circondati da influencer o blogger che quotidianamente postano foto di se stessi, non volevo essere uno dei tanti, e poi diciamocelo, dopo un po’ ci si stanca di vedere sempre le stesse facce nel proprio feed (ride, ndr).”

Chi ti segue ha sicuramente notato la frequenza con cui posti e la quantità di contenuti che quotidianamente porti al tuo pubblico. Hai amici o collaboratori che ti aiutano a gestire l’account? Descrivici la tua routine.

“Dietro a @liljupiterr ci sono solamente io e ci tengo che tutto rimanga tale. I contenuti che pubblico sono cose che mi piacciono e sento mie, non vedo come esterni possano condividere i miei gusti. Ovviamente tutto ciò richiede molto tempo, cercare contenuti foto o video, salvarli, selezionare i più adatti da pubblicare sono azioni che arrivano ad occuparmi anche 14 ore al giorno. Lo so, sembra follia ma amo farlo.”

Insieme all’anonimità, un altro elemento che ti contraddistingue è la mancanza delle caption sotto i post. In un’intervista hai affermato: “Every little person’s going to give you something that the other might not give you.”. Può essere considerato questo il mantra di tale scelta?

“Non voglio influenzare i gusti di chi mi segue e non mi ritengo nessuno per poter esprimere un giudizio riguardo ciò che mi piace o meno. Lascio che siano i miei followers a giudicare quello che è di loro gradimento, come se fosse la galleria del loro cellulare: le foto che non amano le eliminano e così, allo stesso modo, sul mio profilo non mettono “like” ai post che non gli piacciono. L’altro motivo per cui non scrivo caption è perché amo vedere interagire tra loro persone che non si conoscono, capita spesso che qualcuno chieda l’ID del capo postato e che subito arrivino in soccorso altri profili a dare informazioni a riguardo. Si instaura così un senso di community che, su social network come Instagram, è difficile creare.”

La tua pagina sta crescendo molto velocemente raggiungendo sempre più persone.  Tra i tuoi followers spiccano nomi come quelli di Virgil Abloh, Sean Wotherspoon, Daniel Arsham, Billie Eilish e molti altri. Qual è stato il DM più inaspettato mai ricevuto?

“In realtà era il mio profilo personale, quando ho scelto di trasformarlo avevo circa 1500 followers, è assurdo ripensarci. Ora ho tanti seguaci e stanno continuando a crescere, tra questi non mancano le celebrities ma, ad esser sincero, le vedo come normalissime persone a cui piacciono i miei contenuti. ASAP Rocky è stato il primo a scrivermi, avevo 15000 seguaci al tempo ed ero all’inizio. Ovviamente mi ha fatto molto piacere e mi ha motivato a continuare, ma le persone preferisco conoscerle dal vivo, così come ho fatto con Jerry Lorenzo o Sean Wotherspoon.”

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