La nuova maglia dell’Algeria ha fatto infuriare il Marocco

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Già da tempo in una profonda crisi diplomatica, Marocco e Algeria hanno iniziato a litigare a causa delle nuove maglie della Nazionale di calcio delle Fennecs, realizzate da adidas. È notizia di poche ore fa, infatti, che l’avvocato marocchino Mourad Elajouti ha scritto al brand tedesco su mandato del Ministero alla Cultura, chiedendo che la nuova pre-match jersey venga ritirata dal mercato entro due settimane e quindi prima del 14 ottobre, la data già prevista della nuova maglia. Nel post pubblicato sui suoi account Facebook e Twitter, Elajouti ha parlato chiaramente di “appropriazione culturale e di un tentativo di rubare uno dei patrimoni culturali tradizionali marocchini e utilizzarlo fuori dal suo contesto, che contribuisce alla perdita e alla distorsione dell’identità e della storia di questi elementi culturali”.

Il pattern della pre-match al centro della discussione, tra l’altro già indossata dai vari Riyad Mahrez, Ismaël Bennacer e Islam Slimani durante il riscaldamento della recente amichevole tra Algeria e Guinea, secondo quanto dichiarato da adidas sarebbe ispirato al palais El Mechouar di Tlemcen, una struttura molto nota nel Paese anche per essere stato la residenza di una storica famiglia reale algerina durante il XIII secolo. Ma in Marocco questa reference non ha convinto per nulla, e anzi ha subito ricordato lo stile geometrico dei mosaici proprio dello zellige (o zellij), se non altro per l’utilizzo dei colori bianco, giallo, verde e blu. Lo zellige è una tipica arte decorativa locale: si trova principalmente su pavimenti e pareti, è stato ereditato dalla cultura berbera e ispanica ed è poi diventato uno degli elementi architettonici più ricorrenti in Marocco, pur contraddistinguendo anche altre zone del mondo islamico e dell’Africa settentrionale come l’Algeria, appunto.

Si tratta di un caso molto singolare del quale dovrà rispondere adidas, che ancora non ha commentato la richiesta proveniente dal governo marocchino. Il supplier tedesco sembrerebbe l’unico colpevole in questa vicenda che ha contribuito a rendere ancora più teso il rapporto tra i due Paesi del Nord Africa, per avere – secondo le accuse – fatto confusione riguardo i caratteri identitari ed il contesto culturale tipici dei Paesi in questione da cui attingere durante il processo creativo che ha preceduto la realizzazione della maglia. Se l’ispirazione può per certi versi risultare forzata, adidas non ha però fallito il collegamento tra il disegno della pre-match e la location degli scatti, che hanno in comune le forme ottagonali dello Stade du 5-Juillet-1962 di Algeri.

Al di fuori dalla sfera calcistica, i rapporti tra Marocco e Algeria sono incrinati da anni: nel 1963 i due Stati confinanti combatterono la Guerra delle Sabbie, scaturita per motivi territoriali (condividono un confine di quasi 2.000 km); poi le tensioni sono continuate e se possibile peggiorate quando l’Algeria ha sostenuto la campagna del Fronte Polisario per l’indipendenza del Sahara occidentale dal Marocco, che ha portato alla guerra del Sahara occidentale del 1975-1991. Il confine tra i due Paesi è stato poi chiuso nel 1994 per motivi di sicurezza dopo che militanti islamisti hanno bombardato un hotel nella storica città marocchina di Marrakech, e più di recente, nel luglio del 2021, l’Algeria ha interrotto unilateralmente i rapporti diplomatici con i suoi vicini, accusando il Marocco di non avere mai interrotto atti ostili nei propri confronti. Una mossa che il Marocco ha definito completamente ingiustificata e che è stata l’ultima prima che si innescasse il caso della maglia pre-match.