La playlist degli stadi di calcio

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Della partnership tra Lazio e Binance avevamo già parlato quando abbiamo affrontato il tema delle piattaforme specializzate in acquisto e scambio di criptovalute che sponsorizzano squadre di calcio, e a pochi mesi dall’inizio di questo connubio, proprio grazie alla società cinese, il club romano ha cambiato la propria gol song e in seguito anche la warm-up song. O meglio, non solamente per merito di Binance ma grazie ai fan token acquistati dai tifosi biancocelesti, che hanno dato loro la possibilità di votare le nuove canzoni ufficiali legate ad alcuni momenti dei match. Quella della Lazio non è una novità, visto che uno dei vantaggi conseguenti all’acquisto di questi singolari asset digitali emessi dai club in seguito agli accordi con Socios.com, ad esempio, è proprio quello di poter interagire e dire la propria su alcune questioni societarie appositamente messe al voto popolare (tra le altre, scegliere il design del bus, il colore di alcune maglie di riserva e addirittura la formazione di gare amichevoli).

Nello specifico, la Lazio ha abbandonato un vecchio brano techno che probabilmente molti di voi conoscono e che ha una storia assurda, se non altro perché già utilizzato anche da Milan, PSV Eindhoven, Nazionale del Galles e una lunga serie di squadre statunitensi: “Kernkraft 400” di Zombie Nation. Al suo posto verrà riprodotto un breve stacco di una canzone ben più nota, “Song 2″ dei Blur, capace di ottenere il 31% delle preferenze e dunque di vincere il recente sondaggio indotto per fare partecipare i tifosi. Qualche giorno dopo è stata invece ufficializzata la canzone da ascoltare durante il riscaldamento, “Thunderstruck” degli AC/DC, anch’essa molto famosa e molto utilizzata da altri club. Entrambi i brani fanno infatti parte della colonna sonora delle partite casalinghe della Juventus, che ad inizio 2020, tramite una delle tante votazioni organizzate da Socios, ha sostituito la celebre “Chelsea Dagger” di The Fratellis – indimenticabile cornice di tantissime esultanze ai gol bianconeri ed attuale celebration song del Chelsea – proprio con “Song 2”.

Per seguire la tendenza lanciata dalle nuove piattaforme di criptocurrency negli ultimi mesi tante squadre hanno cambiato, volontariamente o meno, le loro abitudini musicali, inaugurando le loro playlist ufficiali e talvolta ingaggiando dei deejay d’eccezione (è successo allo Juventus Stadium con Giorgio Moroder, nel 2017): la Roma ad esempio è da poco passata da “All The Small Things” dei Blink-182 a “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana, una canzone che ha convinto talmente tanto i votanti da vincere anche un ulteriore ballottaggio con “Zitti e Buoni” dei Måneskin, romani e soprattutto romanisti. Nonostante le ultime rivoluzioni, l’Inter è invece rimasto fedele a un vecchio brano di Luciano Ligabue e festeggia i gol casalinghi ancora con “Urlando Contro Il Cielo“, anche se potrebbe presto subire una votazione per mano dei possessori dei fan token $INTER.

Nonostante una miriade di opzioni disponibili, come già accennato prima, a molte squadre tocca condividere la stessa canzone sparata dagli altoparlanti durante le esultanze. “Song 2” è probabilmente la canzone più gettonata in circolazione, non solamente in Italia ma anche in giro per l’Europa: conosciuta già per essere stata la soundtrack del videogioco FIFA: Road To World Cup 98, viene utilizzata anche al Bentegodi dopo i gol dell’Hellas Verona, ad Anfield dopo quelli del Liverpool e al Millerntor di Amburgo per quelli del St. Pauli. Tra le altre molto diffuse c’è “Freed From Desire” di Gala, adoperata da Cagliari, Udinese, Spezia e Fenerbahçe, e ovviamente anche “Seven Nation Army” di The White Stripes, attualmente celebration song dell’Atletico Madrid e del Benfica.

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Ma chiaramente non mancano delle scelte più originali: il Manchester City utilizza una versione di “Aida” della Blue Army Orchestra, il Bayern Monaco Jaba Daba Doo e “Hooked on A Can Can” di Louis Clark, l’Ajax un remix di “Booyah” di Showtek (e non Bob Marley come qualcuno avrebbe immaginato), il Tottenham “Sandstorm” di Darude, il Sassuolo “Tubthumping” dei Chumbawamba, il Monza “E la vita, la vita” di Cochi e Renato, il Wolverhampton “L’Amour Toujours” di Gigi D’Agostino, così come il Cittadella. Il Paris Saint-Germain, che come gol song usa “Uptown Funk” di Mark Ronson, è invece stato recentemente protagonista di una storia curiosa: aver sostituito l’entrance song “Who Said I Would” di Phil Collins con un’anonima Intro Mixed di DJ Snake dopo 29 anni ha causato numerose critiche da parte dei tifosi e allora il club francese è rapidamente tornato sui suoi passi, reintroducendo la canzone dello storico componente dei Genesis.

Il sound dalle squadre di calcio, insomma, non è una questione così secondaria: contribuisce non poco alla costruzione di una precisa identità, è un segno di riconoscimento che diventa parte della storia di un club, in certi casi addirittura come i colori dello stemma, il design dello stadio e i cori dei tifosi. Non tutti però sono abituati a prestare importanza ad una canzone da canticchiare dopo un gol, e perciò hanno deciso di optare per una non scelta, ancora più conservativa: al Camp Nou per esempio per ogni gol segnato dal Barcellona viene riprodotto per qualche secondo l’inno blaugrana, il celebre Cant del Barça, e la stessa cosa avviene anche al Santiago Bernabeu e all’Old Trafford, dove risuonano rispettivamente ¡Hala Madrid! …y nada más e Glory Glory Man United.