Fashion

La rivalità tra East e West Coast nel segno della medusa

Articolo di

Leonardo Brini

Le sfide di freestyle e le diss track hanno portato ad alcuni dei momenti più iconici della storia dell’hip-hop, ma gli artisti non si sfidano solamente attraverso la loro musica. Ciò che si indossa dentro e fuori dal palcoscenico può infatti trasformarsi in quell’elemento in più che ti fa brillare nella scena.

Mentre gli Stati Uniti, e il mondo del rap in generale, si dividevano in due fazioni per supportare la propria parte di stato, la “East” e la “West” Coast“, Gianni Versace fu in grado di riunirle implicitamente grazie alla sua Medusa.

Ma facciamo un passo indietro.

Durante gli anni ’80, la Golden Age dell’hip-hop, tutti i riflettori erano puntati su New York City poiché nei quartieri della Grande Mela si stavano diffondendo nuove sonorità che avrebbero reinventato completamente il genere musicale, segnando la storia del Rap. LL Cool J, Public Enemy e Run-D.M.C. sono solamente alcuni dei numerosi artisti responsabili di aver portato l’hip-hop al grande pubblico, partendo proprio dalle strade del Queens o di Long Island. Alcuni anni dopo a monopolizzare l’attenzione del pubblico del rap, però, furono artisti come Tupac Shakur, Notorius B.I.G., Dr. Dree, Suge, e tutti i protagonisti degli schieramenti di East e West Coast.

Soffermandosi sul mitico rapporto tra Tupac e Biggie ci sono tantissime cose da raccontare, nonostante il mutuo rispetto e un’iniziale amicizia messa in mostra in più occasioni il sodalizio tra 2Pac e Biggie si ruppe irrimediabilmente il 30 Novembre 1994.

Quella notte Shakur avrebbe dovuto registrare, insieme a Notorious, una strofa per Little Shawn ma nella lobby dei Quad Recording Studios 2Pac venne sorpreso da una banda di rapinatori, colpito da cinque colpi di arma da fuoco e derubato di tutti i gioielli. Nell’edificio era presente anche lo stesso Notorious insieme al suo manager e produttore Puff Daddy e per questo, in un’intervista al magazine “Vibe” nel 1995, Tupac accusò pubblicamente il rapper di Brooklyn e il suo team di aver organizzato l’attacco. 

Storicamente, quello è considerato un evento cardine per la competizione che già esisteva negli anni 90 tra le due fazioni dell’hip-hop americano (l’East Coast e la West Coast), perché in seguito a quella vicenda Tupac, sentitosi tradito, abbandonò i ragazzi di New York per passare alla fazione rivale, cioè la West Coast di Suge Knight, Dr. Dree e Snoop Dogg. Ma di questa storia e di tutte le sue sfaccettature si potrebbe parlare per giorni.

Senza tener conto della faida tra le coste, ci fu una persona che continuò a mantenere i rapporti con entrambi i rapper e che riuscì così a legarli, anche se indirettamente, in maniera indissolubile oltre la musica. Grazie alla sua grande visione, sia artistica che imprenditoriale, Gianni Versace aveva capito l’importanza di quelle due personalità per il panorama dell’epoca e per questo non si limitò a legare l’immagine del suo brand alle top-model, ma decise anche di portarlo tra le strade per trasformarlo nel simbolo della cultura hip-hop. In quegli anni, infatti, lo stile del rap stava cambiando non solo musicalmente ma anche a livello estetico: con l’aumentare della loro popolarità, cominciarono ad aumentare anche i guadagni e per questo i rapper abbandonarono marchi sportswear come Reebok, Fila, adidas e Puma per approdare tra i marchi dell’alta moda del tempo.

In questo contesto il marchio Versace ebbe un ruolo fondamentale poiché grazie alle stampe barocche e all’impronta audace era perfetto per rappresentare il nuovo stile di vita, appariscente e sfacciato ma allo stesso tempo di lusso, che gli artisti volevano. Consapevole del potere che il suo brand aveva, Gianni fu uno dei primi grandi stilisti ad “abbracciare” la cultura hip-hop. 

Nel caso di Tupac, il suo rapporto con la maison italiana non si limitò solamente ad alcune apparizioni con indosso i capi della Medusa ma era diventato un vero e proprio sodalizio artistico

Il rapper, infatti, fece visita diverse volte a Gianni Versace nella sua casa di Miami e, secondo alcuni rumours, lo stilista lo considerava “l’uomo più bello che avesse mai visto”. Per questi motivi, Versace era solito regalare a Shakur camicie e abiti, fatti su misura con i materiali più ricercati e costosi, che 2Pac mischiava alla sua immagine street fatta di tatuaggi e bandana-prints, creando così uno stile unico e iconico.

Tra i look più rappresentativi dell’unione tra Versace e Tupac c’è quello del febbraio 1996, quando Shakur si presentò ai Grammy Awards indossando un abito gessato creato appositamente per lui sul quale spiccavano bottoni dorati, arricchiti dalla famosa medusa. L’apice di questo legame venne però raggiunto durante la presentazione della collezione menswear fall/winter 1996 quando, come look di chiusura, Tupac calcò la passerella insieme alla fidanzata Kidada Jones e a due guardie del corpo indossando un abito in velluto dorato e cantando, successivamente, la sua hit “California Love”. In un periodo in cui, secondo la stessa Donatella Versace, nel mondo della moda nessuno collaborava con persone di colore e nemmeno con rapper, Tupac diventò il primo a artista a sfilare per un brand di alta moda

Tupac ai Grammy Awards

Dall’altra parte (letteralmente) del paese, anche Notorious B.I.G. fece di Versace un suo segno distintivo. Durante i primi anni della sua carriera, Biggie rappava spesso riguardo al brand italiano ma non esistevano dei capi che fossero della sua taglia: per questo motivo, il suo stylist Groovey Lew cominciò ad acquistare camicie Versace per poi utilizzare quei tessuti e creare degli abiti che potessero andargli bene. Ma il vero accessorio che venne reso iconico da Notorious sono gli occhiali 424, comparsi per la prima volta in maniera ufficiale addosso al rapper nel 1995 nel video di “One More Chance”. I frames erano caratterizzati da una spessa montatura nera e ovale, ma ciò che faceva la differenza erano le aste, sulle quali spiccavano due medaglioni dorati con incisa la Medusa del brand. Tutti impazzirono per quel modello di occhiali così opulente e, grazie a lui, Versace comparì sui radar delle strade di New York e del mondo: quasi immediatamente i 424 diventarono il simbolo della nuova scena hip-hop e, soprattutto, dell’immagine di Biggie. Questa sua dedizione e ammirazione verso il brand si manifestò in numerose occasioni poiché B.I.G. indossò altri modelli vintage del marchio, tutti simili per la forma ma decorati da dettagli differenti: alcuni esempi sono i “413A” indossati nel video del brano “Hypnotize” e i “T75”. 

L’importanza di Notorious B.I.G. per la maison italiana è stata riconosciuta dal brand nel 2018 quando Versace rilasciò, inizialmente in esclusiva per Barney’s, i nuovi “Medusa Biggie Sunglasses” in onore del rapper. Ancora oggi questo modello, leggermente modificato rispetto alla versione vintage, è uno dei prodotti più venduti per Versace e il preferito di numerose celebrità, tra cui Rihanna e Gigi Hadid. 

Dopo la consacrazione grazie a Tupac e Biggie e nonostante la scomparsa del suo fondatore, Versace è stato in grado di mantenere vive tutte le diverse influenze che si sono succedute nella società, facendo confluire nello stesso marchio la ricchezza dell’haute couture e gli aspetti più underground. Ed è Donatella Versace stessa che in prima persona apprezza la musica rap ma soprattutto riconosce l’importanza di questa cultura e della sua comunità. Uno delle ultime dimostrazioni di questa sua passione è stata la presentazione della “Flash Collection” a luglio 2020, che ha visto protagonista, insieme alla modella Anok Yai, la performance del rapper inglese AJ Tracey.

Questo approccio così naturale e onesto viene apprezzato da tanti artisti, che decidono così di accostarsi al brand: basta pensare a Lil Nas X nel suo custom-look fucsia ai Grammy Awards 2020 o i Migos, i creatori dell’inno “Versace”, nei loro abiti coordinati al Met Gala 2018 per capire quanto Versace sia ancora rilevante nel panorama musicale mondiale.