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La Serie A ha vietato le maglie verdi per la prossima stagione?

Articolo di

Fabrizio Giuffrida

A poco più di un mese dall’inizio della stagione 2021-2022, la Serie A è intenta a pianificare nei minimi dettagli tutto ciò che serve per la prossima stagione, con un occhio però ad un futuro un po’ più lontano. Nel nuovo regolamento delle maglie infatti, approvato in Lega il 14 Luglio, vengono spiegate nei minimi dettagli tutte le regole che normano la realizzazione delle maglie e tutti i dettagli per la grandezza degli elementi quali sponsor e loghi, ma viene fatto anche un riferimento importante per la prossima stagione. L’inciso, che troviamo nell’articolo 2 comma 1 del regolamento delle divise da gioco, riporta testualmente “Dalla stagione 2022-2023 è vietato l’utilizzo di divise da gioco di colore verde per i calciatori di movimento“. Ma cosa vuol dire?

Bisogna essere prima di tutto pragmatici, e dire senza paura che purtroppo il regolamento non è chiaro. Per prima cosa non sono limpide le motivazioni, molte testate hanno riportato che le ragioni che hanno scaturito tale scelta sono da ricercare in un fattore puramente televisivo: i calciatori con divise verdi, in un’inquadratura televisiva dall’alto, potrebbero non essere riconoscibili per via del colore verde del campo creando un contrasto fastidioso e distorsivo con le visualizzazioni grafiche, particolarmente implementate dall’inizio del periodo COVID. Un’altra motivazione potrebbe ricondursi al problema del daltonismo. Quest’ultima ipotesi potrebbe sicuramente essere la più nobile, anche se avrebbe un impatto solo sui daltonici che non riescono a percepire in modo corretto le sfumature del verde, senza però considerare tutti gli altri soggetti con daltonismo diverso e più grave. Le motivazioni potrebbero essere molteplici ma la realtà è che ad oggi non sono state fornite ufficialmente dalla Lega Serie A.

I dubbi rimangono tanti, anche perché non è ancora ben chiaro quali squadre saranno toccate da questa regola. Ad oggi, l’unica società di serie A ad avere come colore principale, o se vogliamo come uno dei due colori principali, il verde è il Sassuolo, che storicamente indossa la divisa nero-verde. Non è chiaro se questa regola valga solo per le seconde e le terze maglie (così come riferito dalle maggiori testate italiane), in quanto nel regolamento l’unico riferimento è alle generiche “maglie da gioco verdi per i calciatori di movimento”. È molto probabile che il regolamento non vada contro la storia e le tradizioni delle squadre i cui colori sociali hanno avuto sempre il verde. Il Sassuolo oggi, ma anche per esempio l’Avellino, se dovesse riuscire ad ottenere la promozione, non dovrebbero essere intaccate da tale regola. Ciò che è sicuro è che non vedremo più seconde maglie full green, o con sfumature importanti di verde. Ricordiamo come molte squadre tipo la Lazio l’anno scorso, o l’Atalanta due anni fa, erano solite proporre il verde come colore per le divise away.

Molte sono state le reazioni alla notizia, soprattutto all’estero, per una regola sicuramente molto strana e nuova. Un tweet molto divertente è arrivato dalla pagina ufficiale del Saint-Étienne, i cui colori sociali sono il verde, appunto, e il bianco.

Un altro esilarante cinguettio è stato pubblicato dal profilo twitter ufficiale della squadra scozzese Hibernian Football Club, anch’essa i cui colori sociali principali sono verde e bianco.

L’argomento trattato è sicuramente molto delicato e riapre il dibattito, sempre più attuale, dell’influenza che hanno i contratti commerciali e più in generale i soldi su questo sport. Può un tifoso del Sassuolo vedere la propria maglia storica cambiata nei colori sociali, per necessità commerciali e video? Possono i soldi derivanti dai contratti TV e le regole imposte dai player che detengono i diritti, scavalcare la storia e l’orgoglio di società calcistiche che non solo esistono da moltissimi anni, ma che hanno anche nella storia e nella tradizione pilastri fondamentali per i tifosi e la gente? Non è ancora chiaro tutto ciò, ma sicuramente con il nuovo regolamento cromatico, la Serie A ha creato un precedente non indifferente che rischia di dare il via a una rivoluzione all’interno di tutto il movimento calcio mondiale.