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L’arredamento vintage che non sai di avere

Articolo di

Alberto Bonazzi

Se siete arrivati fin qui, vuol dire che attraverso la nostra piccola serie di articoli dedicati all’arredamento vintage, siamo riusciti anche in minima parte a farvi interessare al tema. Dopo avervi mostrato una panoramica generale sulle possibilità che il settore dell’arredamento vintage può offrire e sull’incessante crescita dei numeri che lo riguardano, e dopo essere entrati nel dettaglio in merito a spazi fisici e virtuali, ora è arrivato il momento di chiudere il cerchio.

Con questo terzo e ultimo contenuto, è nostro intento dimostrarvi come non per forza un arredo vintage di tutto rispetto debba necessariamente essere acquistato, soprattutto a cifre non accessibili a tutti. Si dà il caso che tantissimi iconici pezzi di design siano già in nostro possesso e noi non ne siamo nemmeno a conoscenza. Disseminati all’interno di abitazioni e mimetizzati con decine di altri arredi, oppure nascosti e impolverati all’interno di cantine, questi pezzi apparentemente dimenticati possono, in realtà, rivelarsi vere chicche da valorizzare. Dimenticatevi quindi il nesso tra design vintage e prezzi salati perché, come vedrete qui di seguito, nel migliore dei casi quello che più desiderate lo possedete già, oppure basterà un minore impegno economico e più ricerca, per avere accesso a desiderabili arredi senza dover svuotare le tasche fino all’ultimo centesimo.

Come si accennava, il primo posto dove vi consigliamo di andare a spulciare con occhio più attento, è sicuramente l’insieme di abitazioni alle quali avete accesso quotidianamente. Può trattarsi della vostra casa o, ancora meglio, quella dei nonni o degli zii e non dimenticatevi di quelle per le vacanze, poco importa che siano al mare o in montagna. Insomma, senza saperlo siete già a disposizione di piccoli forzieri che potrete sapientemente aprire per trovare inaspettate sorprese: in quanto forzieri, però, non è detto che questi contengano sempre dei tesori e qui, ovviamente, entra in gioco la fortuna che non può mai mancare.

Non disperate, però, perché le probabilità di successo non sono così basse come state iniziando a pensare. Soprattutto nelle abitazioni dei vostri nonni, ad esempio, potete imbattervi in importanti pezzi di design che oggi guardiamo con ammirazione e desiderio, ma che quando vennero acquistati negli anni ’60 e ’70 non esageriamo nel dire che rappresentavano la normalità. Ovviamente ciò non riguarda l’intera produzione caratterizzante la seconda metà del Novecento, però buona parte di questi, come quelli realizzati in plastica da note aziende come Kartell, al momento della loro uscita erano gli arredi più democratici in circolazione. Se oggi vediamo le stesse sedie, di sgargianti tinte unite nel lucido materiale plastico, esposte all’interno di musei come quello della Triennale di Milano o il MoMA di New York, è perché sono riuscite a fare la storia nel mondo del design, il che significa anche essere state capaci ci conquistare un’ampia diffusione. Per chi avesse cantine, soffitte e ripostigli, dunque, non perdete un attimo per andare a cercare se, sotto montagne di cianfrusaglie, sono nascosti rinomati capolavori di design ormai diventati vere e proprie icone.

Sedia Plia (1967) e tavolo Platone (1970), Giancarlo Piretti

In aggiunta, dovete sapere che un’altra sezione del mondo della progettazione che comprende prodotti estremamente diffusi, ma poco considerati, è quella del design anonimo. Al tema avevamo già dedicato un articolo completo ormai un anno fa e non ripeteremo quindi l’insieme delle classificazioni di progetti che vi fanno parte anche in questa occasione. Vi basti sapere che, all’interno del design anonimo, esistono prodotti di larga diffusione ed estremamente comuni di cui solo gli appassionati e gli addetti ai lavori sanno che sono stati realizzati da noti designer. Il caso più eclatante riguarda l’interruttore rompitratta che Achille Castiglioni progettò nel 1968 e che, da quello momento, entrò letteralmente nelle case di tutti gli italiani. Ovviamente, nelle abitazioni più recenti sono presenti nuovi dispositivi di questo tipo, ma se vi capita di prestare attenzione agli interruttori delle lampade all’interno delle case dei vostri nonni, sarà estremamente facile imbattersi in quello che Castiglioni considerava il suo progetto preferito e meglio riuscito.

Interruttore rompitratta (1968), Achille Castiglioni

Infine, un’altra preziosa possibilità di portarsi a casa a poco icone del design, la potete trovare ai numerosissimi mercatini dell’usato sparsi per tutta Italia. In questi casi potete imbattervi in venditori con bancarelle completamente incentrate sul design vintage e, di conseguenza, esperti del settore che, come lavoro, svuotano le cantine a caccia di pezzi d’autore. Oppure – e questa sarebbe la migliore circostanza – non è raro che capiti di notare un arredo conosciuto e firmato in mezzo a una valanga di altri oggetti senza valore: non rimane che andare all’attacco e chiedere al venditore il prezzo dell’articolo. Essendo spesso ignari dell’origine e del valore degli oggetti che pongono sul banco, dunque, si può riuscire a strappare un vero e proprio affare, pagando poco un pezzo che, se messo a nuovo, può valere decisamente di più. Attenzione, però, in queste situazioni dovete accertarvi con cura dell’autenticità della merce, per evitare di aggiudicarvi quella che, alla fine dei conti, è solo una replica, magari poco fedele e con materiali scadenti.

Dopo avervi illustrato le possibilità che tutti abbiamo a disposizione nel reperire interessanti pezzi d’arredamento vintage, vorremo lasciarvi e chiudere questo percorso con un paio di testimonianze che riguardano noi in prima persona e che dimostrano la veridicità di tutto quello che vi abbiamo raccontato. Nel mio caso, la vicenda ha quasi del surreale perché, vedendomi costretto a sporgere una denuncia nel comune di Ostuni (Puglia), mi sono imbattuto in un set di prodotti di Vico Magistretti proprio all’interno di una caserma dei Carabinieri. I prodotti in questione erano due impeccabili esemplari della sedia Selene (ideata nel 1966 e prodotta da Artemide tra il 1969 e il 1990) e il tavolo coordinato Stadio (concepito nel 1966 e successivamente prodotto sempre da Artemide) che, nella brillante colorazione verde, potevano essere tranquillamente esposti in un museo, data la perfezione delle condizioni in cui li ho trovati. Invece, per Greta Scarselli – membro del team di Outpump – è stata la volta di un ritrovamento ancora più raro e, sorprendentemente, sempre appartenente a Vico Magistretti. Nella casa dei propri genitori ha scoperto di avere la sedia Carimate (1960) che, tra l’altro, è stata recentemente riproposta dall’azienda Fritz Hansen per omaggiare il celebre architetto e designer milanese in occasione del centenario della sua nascita. Ecco quindi che, anche noi, siamo riusciti a toccare con mano e in concreto la possibilità di trovare grandi e preziosi esemplari di Vintage Furniture, persino nei posti più inaspettati.