Il lato romantico di Gucci sfila alla Tate Modern di Londra

Londra, 1897: il giovane Guccio Gucci arriva in Inghilterra per rincorrere un sogno e inizia a lavorare come facchino all’Hotel Savoy, dove, attratto dalle abitudini del jet set e dalla sua multiculturalità si decide a tornare in parte per fondare la sua azienda.

Londra, 2024: Gucci fa ritorno nella City con una sfilata che parla del forte legame tra il brand e la metropoli, dei dialoghi nati dai contrasti presenti in essa e dai ricordi di un tempo.

La maison è approdata infatti alla Tate Modern per presentare la sua collezione Cruise 2025 in uno spazio pubblico dove persone di ogni tipo incontrano la cultura. Un luogo multiforme pensato per lo scambio, gli accostamenti inaspettati e gli incontri imprevisti, dove l’architettura moderna accoglie per l’occasione una dimensione in cui l’esterno si fa interno con le cisterne di cemento invase da un panorama di vegetazione che lega l’uomo alla natura.

“Esplorare una direzione creativa significa entrare in uno spazio pre-esistente e farlo vedere attraverso i tuoi occhi, passando di sala in sala al fine di rimodellare l’edificio. Abbiamo scelto Londra per la sfilata Cruise, sapendo che era la scelta giusta. Devo molto a questa città, che mi ha accolto e ha saputo ascoltarmi. Lo stesso vale per Gucci, il cui capostipite fu ispirato dalla sua esperienza in questa città. Il ritorno della Maison è motivato dal desiderio di immergerci nell’essenza inconfondibile, nella forza creativa della città, con la sua infinita capacità di mettere in relazione i contrasti e di farli dialogare, incoraggiando la co-esistenza. La Tate Modern è lo scenario perfetto per raccontare l’essenza della città, con la sua grandiosa Turbine Hall che accoglie e riunisce chiunque, e i suoi Tanks, veri e propri generatori di idee. Fare moda significa studiare, esplorare, interpretare. Dopo aver espresso le mie idee in materia di desiderabilità e sensualità, questo è un altro lato di me stesso, più romantico, più contraddittorio. Mi piace prendere qualcosa che pensiamo di conoscere e cambiarne le regole, spingendolo al limite, ma senza mai snaturarlo. Muoverlo verso il suo opposto e scoprire armonia.”

Sabato De Sarno, direttore creativo di Gucci

Una dualità, questa, che viene espressa non solo dalla location ma anche dai look in sé. Rigore e stravaganza, solidità e delicatezza, spirito british e Made in Italy. Sono questi i concetti che si sfidano l’un l’altro nei nuovi capi del marchio disegnati dal direttore creativo Sabato De Sarno, che trae ispirazione proprio dalle sue esperienze nella città. In tutto questo, si respira anche un atteggiamento di provocazione con l’elaborazione di codici sovvertiti che risiedono in capispalla corti realizzati in gabardine tecnica dal taglio rigoroso, giustapposti a motivi floreali di camomilla selvatica e altri ricami floreali tridimensionali in organza tagliata al laser. Ecco allora che la contraddizione diventa un valore aggiunto che celebra l’individuo, con un mix di sartoriale e workwear, streetwear e loungewear e dettagli inaspettati, come le stampe scozzesi reinterpretate attraverso l’uso di frange ricamate di perline finissime.