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Le capigliature più iconiche di Euro 2020

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Siamo quasi arrivati alla fine del terzo turno di incontri della fase a gironi di Euro 2020 e abbiamo già visto all’opera una buona parte dei 622 calciatori convocati per la tanto attesa competizione continentale, quanto basta per osservarli in maniera più dettagliata anche se molti li conosciamo già bene. Fino a qui non è stata un’edizione particolarmente spumeggiante se pensiamo a look bizzarri e acconciature particolari (la cresta di Marek Hamšík è sempre la stessa, non la contiamo come un’eccezione), ma ci sono comunque alcuni spunti molto interessanti su cui soffermarsi.

Considerato già uno dei protagonisti più attesi del torneo per via delle sue qualità tecniche mostrate nel corso della stagione, l’inglese Phil Foden è sicuramente il calciatore che ha fatto maggiormente parlare di sé per via dell’anomala colorazione dei capelli svelata pochi giorni prima che iniziasse la competizione. Il talento del Manchester City si è ispirato a un personaggio sicuramente sui generis, il connazionale Paul Gascoigne, che in occasione dell’Europeo casalingo del 1996 aveva deciso di sfoggiare una tinta ossigenata che a distanza di 25 anni è ancora ricordata come una delle più celebri versioni dell’ex giocatore britannico.

In realtà quella degli ossigenati è una categoria quasi onnipresente durante i grandi tornei internazionali, anche se in molti casi non c’è un vero e proprio motivo dietro, ma si tratta solamente di una moda estiva (prego vedere le recenti foto in vacanza di Mattia Zaccagni e Pierluigi Gollini). Ad Euro 2020 c’è una formazione abbastanza nutrita: se è stato quasi impossibile non accorgersi del taglio alla Eminem dell’italiano Federico Bernardeschi, potrebbe esservi sfuggito il nuovo look biondo del belga Yannick Ferreira Carrasco, del ceco della Sampdoria Jakub Jankto, dello slovacco Ondrej Duda, dello scozzese Lyndon Dykes (durato però solamente una partita, perché poi si è rasato), del macedone Ezgian Alioski e dello svizzero Granit Xhaka, l’ultimo in ordine cronologico ad aver abbandonato il suo colore naturale.

La presenza di così tanti ossigenati ci riporta indietro negli anni e precisamente nel 1998, quando i calciatori della Romania entrarono definitivamente nella storia del calcio recente non soltanto per la storica qualificazione agli ottavi di finale, ma per essersi presentati tutti con i capelli giallo fluo. In quel caso si trattò di un sacrificio collettivo conseguente ad una scommessa tra il gruppo di calciatori e l’allenatore, Anghel Iordănescu, nel caso in cui avessero superato il girone. Fatto sta che le immagini dell’undici rumeno schierato per cantare l’inno nazionale sono diventate talmente iconiche da essere ricordate ancora oggi a distanza di parecchi anni.

A Euro 2020 non poteva poi mancare una delle tendenze del 2021 (e che ha spopolato tanto in Inghilterra): le treccine alla Travis Scott. Già portate da Leroy Sané del Bayern Monaco, Bobby Decordova-Reid del Fulham e soprattutto Pierre-Emerick Aubameyang dell’Arsenal, sono state scelte anche da uno dei volti meno noti della Nazionale dei Tre Leoni, Kalvin Phillips. Il centrocampista del Leeds, tra l’altro, è stato uno dei migliori in campo in occasione della gara d’esordio contro la Croazia e ha fatto parlare molto di sé anche per uno strano soprannome che gli hanno affibbiato da un paio di anni i suoi tifosi, “The Yorkshire Pirlo” (ne ha parlato anche in una lunga intervista su Soccerbible), anche se in partita ha scelto di legare i piccoli dreads per non avere alcun fastidio durante il gioco. Quasi in contemporanea, al Camp Nou in occasione del lancio del nuovo kit del Barcellona, anche Ansu Fati (ufficialmente infortunato e quindi indisponibile per Euro 2020) ha azzardato un modello di treccine alla Travis Scott; una manciata di giorni dopo invece sono circolate parecchio le immagini di Trent Alexander-Arnold (anche lui out per problemi fisici) con un’acconciatura simile, ma che ricorda di più le box braids in voga tra molti rapper afroamericani tra cui A$AP Rocky.

Vista l’assenza di Theo Hernandez (il suo sì che è un taglio davvero audace!), ma anche di barbe incolte, quelle tipiche di alcuni calciatori islandesi protagonisti dell’edizione 2016, e di rasature davvero azzardate, un look singolare può essere considerato quello di un altro inglese, Dominic Calvert-Lewin: l’attaccante dell’Everton grande appassionato di moda che ama cambiare look e outfit molto spesso, questa volta si è presentato con dei capelli raccolti (il cosiddetto chignon o man bun), una capigliatura che aveva mostrato già nel corso delle ultime giornate di campionato e che accomuna tantissimi altri calciatori con i capelli lunghi: ben quattro austriaci (Marcel Sabitzer, Florian Grillitsch, Aleksandar Dragović e Xaver Schlager), due francesi (Antoine Griezmann e Adrien Rabiot), due polacchi (Grzegorz Krychowiak e Przemysław Płacheta) e ancora il portoghese Sergio Oliveira, il danese Yussuf Poulsen, il gallese Gareth Bale, l’ungherese Adam Szalai, il tedesco Emre Can e il turco Çağlar Söyüncü.

Dragović col 3, Sabitzer col 9, Grillitsch col 10 e Schlager col 23

Non poteva mancare qualcuno (Jack Grealish ed Emil Forsberg) che invece ha optato per la fascia, un accessorio che può considerarsi davvero intramontabile ma che evidentemente non piace a Liam Gallagher, che su Twitter ha manifestato il suo disappunto. Ma dopo averlo visto in campo per quindici minuti contro la Francia non ci sono più dubbi: il premio del look più assurdo va sicuramente al centrocampista ungherese Tamás Cseri.

Tamás Cseri gioca in patria nel Mezőköves