Fashion

Le crop suits sono già il trend dell’estate

Articolo di

Chiara Lanzavecchia

L’anno scorso è stato il momento dei crop top per gli uomini. Quest’anno la volontà di liberazione e il senso di rivoluzione sono schizzati alle stelle e anche il completo da uomo — elemento sartoriale figlio di una visione austera centenaria — si accorcia agli estremi. 

La settimana della moda uomo a Milano si sta per concludere e ci lascia con un senso di liberazione in previsione dell’anno prossimo. Gli uomini delle collezioni primavera 2022 hanno fatto un passo avanti e indossano un completo sartoriale cropped in colori pastello perché la mascolinità tossica — e tutto quello che ne consegue — è la cosa più lontana da loro, che hanno deciso di essere liberi e semplici. Ci voleva davvero Silvia Venturini per capire il bisogno di liberarsi dai canoni di moda maschile ottocenteschi? Forse sì. La designer del brand romano ha passato gli ultimi mesi a guardare i tetti della capitale dal terrazzo di palazzo Fendi. Un cambio di prospettiva che le è bastato per dare via libera a un trend che spingeva per uscire già da un po’ di tempo. 

Le scorse collezioni uomo per la primavera 2021 avevano liberato le gambe, lasciando scoperto un polpaccio quasi in contrasto con la formalità dei capospalla sartoriali. Jacquemus, fra tanti, aveva iniziato ad accorciare i pantaloni di taglio indubbiamente sartoriale per farli diventare un nuovo capo fetish tra la sua community e non solo. Quest’anno sono stati Ermenegildo Zegna, Fendi, Prada e altri brand a continuare su questa linea facendola diventare simbolo di libertà

Il concetto di vestito formale maschile deriva direttamente da un fenomeno ottocentesco chiamato “grande rinuncia”. Il nome da solo è già spaventoso e sta ad indicare un momento nella storia del costume in cui l’uomo rinuncia alla decorazione, allo sfarzo, al lusso e alla libertà nel vestire in favore di una divisa sobria, funzionale e “di rinuncia”. Quello a cui inconsapevolmente rinunciano gli uomini in quel momento è la libertà di decidere della propria formalità. Una formalità che per anni rimarrà invariata e provocherà sbadigli da parte di generazioni e generazioni che si sentono poco — o per niente — rappresentati da questo tipo di divisa

Oggi quella formalità ha assunto un significato nuovo. Non è l’ombelico scoperto di un uomo su una passerella che fa la differenza, ma un sinuoso movimento di cambiamento che attraversa trasversalmente molte sfilate uomo e che si porta dietro silhouette, morbidezze, lunghezze e colori nuovi. 

Partiamo da Zegna, che da qualche anno ha cambiato direzione, fluidificando e ammorbidendo i suoi abiti insieme alla sua visione dell’uomo.L’artigianato si è totalmente spostato dalle forme sartoriali classiche, a queste nuove forme”, spiega il direttore artistico Alessandro Sartori. I completi sartoriali si addolciscono e i pantaloni si accorciano aprendo la strada al lavoro di Silvia Venturini e Prada.

Mentre da Fendi il taglio è stato drastico e accuratamente sartoriale, da Prada il trend della short suit ha toccato solo i pantaloni che si sono arrotolati all’estremo. Il vero trend setter della stagione in questa direzione è stato quindi Fendi: un taglio netto poco sotto i pettorali che comprende maniche e busto di completi sartoriali autorevoli fino a renderli finalmente liberi. “In un momento in cui la nostra libertà sembrava avere dei limiti, ho pensato fosse il momento di spingerli” spiega Silvia Venturini, “Volevo dare un senso di libertà a questo uomo. Credo sia arrivato il momento di rompere i confini”. 

Si tratta di una nuova apertura e comprensione per i confini sfocati tra maschile e femminile che nulla tolgono l’un l’altro. Questo nuovo trend — che ci accompagnerà per tutto l’anno — scardina i codici ottocenteschi dell’abito maschile, e con lui anche l’idea retrograda di un uomo costretto e in continua rinuncia. Benvenuto uomo libero e grazie Fendi.