Le maglie a manica lunga stanno tornando?

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Qualche giorno fa, in seguito al lancio del nuovo stupendo Community Kit dei Los Angeles Galaxy ispirato alla maglia away indossata a metà degli anni ‘90, non abbiamo potuto fare a mano di accorgerci che sullo store della MLS è stata messa in vendita una versione replica a maniche lunghe. Tra l’altro non l’unica long sleeve jersey in commercio, visto che c’è pure quella dell’Atlanta United e anche alcuni modelli della scorsa stagione. Ma le maglie a manica lunga, quelle con cui siamo cresciuti e che per anni sono state indossate dai nostri idoli d’infanzia quando le temperature si facevano più basse, non erano definitivamente scomparse dal panorama calcistico mondiale? 

Da qualche giorno, sullo store online della Major League Soccer
ci sono i modelli long sleeve della nuova maglia away dei Los Angeles Galaxy
e quella home di Atlanta.

Solamente due anni anche Jeff Rueter si poneva la stessa domanda e raccontava su The Athletic la sua voglia di scoprire perché adidas, che produce le maglie di tutte le franchigie di Major League Soccer, aveva non soltanto smesso di vendere le divise a manica lunga ma anche vietato alle squadre di poterle utilizzare, anche in condizioni di freddo disumane come accade in alcuni periodi dell’anno in America. Ciò che è certo è che anche in Europa e soprattutto in Italia sono ormai parecchi anni che non le vediamo più indossate, tanto da esserci ormai abituati alla nuova combinazione: maglia a manica corta sopra e maglia a manica lunga termica ed elasticizzata sotto, possibilmente dello stesso colore

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Sia Takumi Minamino che Nathan Redmond indossano dei modelli a manica lunga
prodotti da Under Armour, anche se sullo store online del Southampton
non sono in vendita.

Gli affezionati più nostalgici alle magliette a manica lunga non hanno mai smesso di chiedersi per quale motivo fossero andate in via d’estinzione ed dopo anni di ipotesi e ragionamenti è possibile elencarne almeno un paio, tra cui spicca quello economico: l’usanza di vestire due capi al posto di uno solo costringe i fan, soprattutto i più giovani, a comprare un prodotto in più per poter assomigliare al proprio idolo. Un’altra ragione da considerare è invece quella ‘scientifico-tecnologica’, visto che nel calcio moderno sempre più ossessionato dai numeri e dalle prestazioni, la maglia termica garantisce una maggiore mobilità e anche una migliore capacità di trattenere il sudore, che aiuta parecchio nella prevenzione di infortuni muscolari. Ciò che sembra inevitabile è che se le nuove leve si inizieranno ad abituare al doppio strato di tessuto, difficilmente in futuro si potrà tornare all’uso della maglia a manica lunga.

Sei giocatori della Juve, sei maglie termiche bianche.

Questa nuova abitudine che col passare degli anni ha condizionato tutti ha spazzato via qualsiasi retaggio estetico ma anche le tradizioni, come quella secondo cui il capitano dell’Arsenal aveva il compito, prima di ogni partita, di scegliere quale tipo di maglia far indossare a tutti i suoi compagni di squadra, così da scendere in campo in maniera uniforme. Una regola non scritta che negli anni si è persa del tutto, a partire da quella volta in cui nel novembre 2013, in occasione di una sfida esterna contro il Manchester United, Mathieu Flamini decise di opporsi e giocare con una maglia a cui aveva grossolanamente tagliato le maniche con delle forbici.  

Due giocatori che scelgono spesso di utilizzare la maglia a manica lunga nella stessa foto,
una rarità: James Rodriguez e Gylfi Sigurdsson dell’Everton

In continuità con quanto apparso sul negozio ufficiale della MLS, adidas ha deciso di vendere online le maglie a manica lunga di alcuni grossi club europei come il Bayern Monaco, il Real Madrid, il Manchester United e l’Arsenal. Tra le squadre della Premier League anche PUMA, Umbro e Hummel, rispettivamente per Manchester City, West Ham ed Everton, hanno aggiunto la versione long sleeves negli store ufficiali dei club. Ma, come è sottolineato anche in un interessante articolo uscito pochi giorni fa sul Telegraph, sembra comunque ancora un’iniziativa simbolica che non un’inversione di tendenza vera e propria. Probabilmente una trovata che possa accontentare le richieste di qualche collezionista.

Nelle ultime settimane Keita Baldé ha giocato sempre con una maglia a manica lunga.

A parte dunque una piccola fetta del mercato inglese, nel resto d’Europa infatti il ritorno della maglia a manica lunga sui campi da calcio sembra ancora un fenomeno lontano. Ad oggi, Nike non l’ha previsto per nessuno dei suoi top club élite (Barcelona, Liverpool, Paris Saint-Germain, Chelsea, Atletico Madrid, Tottenham, Lipsia, Inter e Roma) salvo che per i portieri. In Italia, oltre a nerazzurri e giallorossi, non esiste l’opzione manica lunga per nessun club, neanche per Milan e soprattutto Juventus, la squadra che si avvicina di più agli standard europei di merchandising. Ma qualche caso isolato esiste, come quello di Keita Baldé della Sampdoria che probabilmente ha chiesto e ottenuto di giocare con una maglia personalizzata ad hoc, come successo già ai tempi di Inter e Lazio.