Fashion

Le migliori collezioni maschili dell’ultima Milano Fashion Week

Articolo di

Marco Marini

Si è conclusa ieri la Milano Fashion Week autunno/inverno 2021/22, un’edizione interamente digitale per il prolungarsi della pandemia, che ha visto i marchi alle prese con sfilate in streaming, lookbook trasferiti sul web o video a mo’ di mini film, oppure ibridi delle tre categorie appena citate.
Un buon numero di brand ha deciso di ricorrere al formato co-ed, presentando insieme le collezioni maschili e femminili, sulla scia di una concezione della moda che tende ormai sempre più a diluire le separazioni tra generi e reference, riunendo nel medesimo “contenitore” l’universo creativo del designer di turno.

Ecco allora un riepilogo delle migliori proposte menswear alternatesi nei giorni scorsi sulle passerelle meneghine.

N°21

Per la prossima stagione fredda, il direttore creativo di N°21 Alessandro Dell’Acqua prende spunto da vecchie polaroid erotiche del poliedrico artista e designer Carlo Mollino, traducendo la sensualità ambigua e artefatta degli scatti in ensemble che rappresentano la quintessenza del guardaroba borghese, attraversato però da note languide ed eccentriche.

Perciò sotto cappotti, caban e overshirt si intravedono magliette in pizzo ricamato, le superfici dalla mano soft vengono ravvivate da stampe maculate e check dégradé e le camicie sono bordate di cristalli, usati anche negli orecchini che brillano sui lobi, così come scolli, trasparenze e tagli strategici non mancano di scoprire ampie porzioni di pelle.

Alle cromie che meglio identificano la cifra della griffe (nude e nero) si sommano stavolta tonalità naïf come lilla, giallo paglierino e verde menta, bilanciate dal carattere deciso delle calzature, stringate in pelle spazzolata dalla para voluminosa.

VÌEN

Vìen, il marchio di Vincenzo Palazzo che fonde attitudine punk e tradizione sartoriale nostrana, svela il guardaroba per l’Autunno-Inverno 2021 con uno short movie che segue la routine, piuttosto alienante, dei due protagonisti, alle prese con le stesse attività (pranzo, passeggiate, skincare ecc.).
Gli outfit sono un’ibridazione di formalwear e utilitarian giocata sui toni neutri del bianco, nero e grigio, per cui il blazer dalle forme squadrate incorpora le maniche in raso del bomber e il suit le bande a contrasto della tuta, gli orli dei bermuda si sdoppiano, le borse bauletto di nylon si agganciano alla vita e il volume della giacca può essere modificato a piacere, grazie alla zip che la taglia a metà.
Completano il quadro trench gommati dall’effetto see-through, piumini bicolor, cappelli e accessori vari con il lettering della griffe, pantaloni straight e derby dal profilo arrotondato.

SALVATORE FERRAGAMO

La collezione A/I 2021 disegnata da Paul Andrew per Ferragamo prende le mosse da film basilari del genere sci-fi come “Gattaca” o “Matrix“: sullo sfondo di grattacieli mastodontici e tunnel luminescenti si muovono figure che esibiscono mise dalle linee nette e allungate, una parata di top accollati, soprabiti rigorosi che scivolano sul corpo, spolverini, parka e cargo pants in pelle resa leggera come un velo.
Il focus è soprattutto sugli accessori, con il motivo Gancini – storico simbolo della maison – ripetuto sulla valigeria e apposto sulle fibbie delle cinture, mentre per quanto riguarda le calzature spiccano stivali con imbottiture da biker e sneakers scuba.

Viene tenuto in grande considerazione il tema della sostenibilità, come dimostrato dall’utilizzo di materiali quali pellami conciati al vegetale, legni di recupero e pvc biodegradabile.
La palette rafforza l’allure futuristica che pervade lo show, spaziando tra robuste dosi di argento, blu elettrico e verdone, nuance lattiginose e finiture shiny.

SUNNEI

Modelle e modelli sono schiacciati su uno schermo invisibile nell’ultima prova di Sunnei, un’allusione alla quotidianità odierna che, specialmente ai tempi del Covid, passa in larga parte dagli schermi dei device. Il senso di pressione e distorsione delle apparenze viene restituito quindi dagli outfit, caratterizzati da volumi ingigantiti e tessuti fortemente tattili, stropicciati e lavorati ad arte, e se le dimensioni delle borse sono ciclopiche, le canotte, i pullover e gli anorak, forniti di enormi tasche frontali, si dilatano fino a tramutarsi in dress lunghi ben oltre il ginocchio.

Trapuntature e lampo che tagliano in diagonale i capi increspano ulteriormente le texture, ai piedi si fanno notare le nuove riletture della 1000CHIODI (scarpa tempestata di borchie cilindriche già tormentone del brand), dallo stivaletto alla slip on, in alternativa ai sabot con platform.

VALENTINO

Severi, quasi marziali nella loro precisione, i look immaginati da Pierpaolo Piccioli per l”Act Collection” di Valentino, ambientata eccezionalmente nel Piccolo Teatro di Milano. Un tentativo (riuscito) di andare dritti al punto mediante abiti concisi, contraddistinti dalla semplificazione delle forme, così da creare un daywear condiviso da lui e lei e graffiato, al solito, dalla vibe punk delle borchie dorate, che ricorrono sugli accessori.
Abbondano i capispalla (cappe, coat, blouson, giubbotti e così via), anche lavorati a rete, indossati su lupetti traforati, golf con intagli geometrici e pantaloni sciolti, da cui spuntano calzature esclusivamente scure, stringate o boots, dalle suole “importanti”.

Il total black è l’opzione cromatica privilegiata, intervallato solo dal bianco e dai bagliori metallici delle suddette Stud, un decoro ormai emblematico della griffe romana.