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Quasi tutte le grandi Nazionali si ispirano agli show di Clairefontaine

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Se la pausa dei campionati dedicata alle partite delle Nazionali è universalmente considerata una scocciatura, esiste però un aspetto positivo di questo stop forzato, ormai diventato un cliché: osservare le immagini dei calciatori francesi che arrivano a Clairefontaine per rispondere alla chiamata del commissario tecnico Didier Deschamps. Negli ultimi anni è diventato un appuntamento fisso al quale Les Blues si prestano molto volentieri: arrivati in auto al famoso centro di formazione situato a oltre 50 chilometri da Parigi, Kylian Mbappé, Paul Pogba, Antoine Griezmann e compagni vengono immortalati uno ad uno in quella che può considerarsi un’autentica sfilata durante la quale esibire il meglio del loro guardaroba.

Quello che accade sulla passerella di Clairefontaine è paragonabile all’affollata Montée des Marches durante il Festival di Cannes, e fa rapidamente il giro del mondo, anche per stabilire chi ha sfoggiato l’outfit migliore (una competizione che non vede quasi mai la partecipazione di N’Golo Kantè e i suoi look anonimi) e come si comportano le new entry nella Nazionale più cool del mondo. Questa volta ad esempio c’era molta curiosità non solo per vedere l’evoluzione del look dei soliti noti, ma per vedere i debuttanti Jonathan Clauss e William Saliba, il difensore di proprietà dell’Arsenal in prestito all’Olympique Marsiglia chiamato per sostituire Benjamin Pavard. Anche se un po’ a sorpresa, è stato Jules Koundé il calciatore più stiloso ad essere stato fotografato.

L’arrivo dei calciatori della Nazionale francese a Clairefontaine negli ultimi anni ha raggiunto una rilevanza mediatica così importante grazie alla combo “calciatori forti + calciatori che sanno cosa indossare” ed è anche divenuto un format vincente che si è diffuso altrove, dove esistono delle condizioni simili: in Olanda e in Belgio. I calciatori della Nazionale Orange ormai vengono sistematicamente accolti dai fotografi al loro arrivo al KNVB Campus di Zeist, alla periferia est di Utrecht; mentre ai Diables Rouges accade più o meno lo stesso a Tubize, 25 chilometri a sud di Bruxelles, dove sorge il Proximus Basecamp, centro federale della Royal Belgian FA che dal 2020 è sponsorizzato dalla nota compagnia locale di telecomunicazioni.

Nelle scorse ore sia il profilo Instagram della selezione olandese, @onsoranje, che quello del Belgio, @belgianreddevils, alle tradizionali foto degli allenamenti hanno aggiunto dei veri e propri lookbook creati per l’occasione mettendo insieme le diverse combinazioni stilistiche dei convocati, che ormai hanno preso l’abitudine di curare sempre più spesso anche la scelta degli accessori da viaggio come i trolley, senza limitarsi alle sneaker e alle giacche. Il più atteso era forse Memphis Depay, che ha indossato per la prima volta in questo contesto degli abiti firmati dal suo nuovo personal supplier, PUMA, ma il più eccentrico è stato sicuramente il belga Michy Batshuayi, con una vistosa camicia gialla floreale di Loewe.

Ad oggi tutte le altre big sono da meno: sulla scia di Francia, Olanda e Belgio, gli account ufficiali della Selección Española e di quella Argentina, della Seleçao Brasileira e di quella Portuguesa stanno dedicando sempre più attenzione agli outfit dei propri calciatori quando si ritrovano per l’International Break, ma si tratta di attività in certi casi ancora poco strutturate e in altri ancora quasi ai limiti dello sperimentale, ancora un po’ deboli per sfruttare al meglio l’appeal dei loro campioni. Lo stesso discorso può ricomprendere, per certi versi, anche Inghilterra e Germania, in entrambi i casi quasi del tutto carenti nonostante il grande potenziale dei calciatori in questione. E tra le grandi Nazionali tocca ammettere che non c’è traccia della Nazionale italiana, che nella produzione e comunicazione di contenuti off-pitch fashion oriented risulta completamente assente.