Fashion

Siamo nell’era della “ragazza strana”

Articolo di

Giorgia Monti

Non stiamo parlando della nostra ex compagna sopra le righe del liceo o del solito conoscente goffo che in un gruppo di amici ricopre il ruolo dello strambo: se oggi parliamo della “weird girl” ci riferiamo ad un’estetica a tutti gli effetti.

Il panorama della moda 2022 ha visto scendere in campo innumerevoli tendenze che si sono trasformate in veri e propri mantra per Millennials e Gen Z grazie alla viralità di TikTok, che per molti oggi rappresenta il social primario per la scoperta di nuovi trend. Ed è di nuovo grazie all’influenza dei social se oggi parliamo della cosiddetta “weird girl aesthetic”, letteralmente “l’estetica della ragazza strana”.

Nonostante il trend predominante dell’anno sia sempre lo stesso (potremmo anche smettere di nominarlo), tutte le micro tendenze che recentemente stanno nascendo alla velocità della luce altro non sono che l’unione di estetiche e mode diverse che per forza di cose sono state costrette ad incontrarsi: Regencycore, Goblincore, Barbiecore, Ravecore, Angelcore. 

Possiamo infatti definire la “weird girl aesthetic” come il rifacimento di stili passati mixati all’attualità che si sono sposati perfettamente con l’ormai tanto ricercato senso di libertà e noncuranza che caratterizza i costumi della nuova società.

Dopo aver passato un periodo dettato da chiusura e minimalismo, fino ad arrivare alla recente fama della “Clean girl aesthetic” su TikTok, adesso a fare da contraltare è uno stile bold, massimalista e identitario. Durante gli anni appena trascorsi ci siamo avvicinati a un look semplice e volto al comfort, dove il minimalismo di Phoebe Philo ha fatto da traino convincendoci che “meno è meglio”. E come risposta è nata la necessità di mostrare di più riprendendosi quella libertà perduta. Il massimalismo diventa quindi una parola chiave nella moda di quest’anno, associato alla stravaganza e all’eccentricità oggi rappresenta l’audacia e la fierezza nella “weird girl aesthetic”.

Alcuni trovano questo approccio all’abbigliamento troppo esagerato, al limite del buon gusto oppure forzato e la domanda, dunque, sorge spontanea: quest’estetica può essere definita anti moda?

Vale la pena notare, innanzitutto, che anche la stranezza rappresenta un concetto estremamente soggettivo e il manifesto di questo stile enuncia metaforicamente che dovremmo semplicemente indossare quello che vogliamo. In molti rifiutano la categorizzazione dello stile a favore di un abbigliamento che ci renda felici, senza andare a ledere la libertà espressiva e stilistica caratterizzante di ogni individuo. Possiamo intendere questo trend come una celebrazione di sé e di tutto ciò che si è superato, un mezzo per comunicare senza paura chi siamo.

Ma cosa indossa una “weird girl”? Di certo la palette dei colori non si risparmia e il caldo non è una preoccupazione: in una rovente giornata estiva l’outfit perfetto potrebbe essere composto da una minigonna da scolara e maglieria bizzarra, accompagnate da scaldamuscoli e cuffie come accessori. Uncinetto, macramè, stampe animalier o grafiche cartoon, potresti riesumare la t-shirt preferita delle elementari, e ancora immancabili cappelli in crochet, colori contrastanti tra loro, accessori effetto peluche, gioielli bold e tie dye. Questo stile è un tripudio di mix and match. Sneakers come le Nike Shox o le adidas Samba, Mary Jane dalla suola chunky o pesanti stivali alti fino alla coscia. 

Il trend, inoltre, prende ispirazione dallo stile Harajuku, nome del distretto di Tokyo nel quale fra gli anni ‘90 e 2000 i suoi sostenitori si vestivano senza seguire norme specifiche, all’insegna della libertà e dell’espressione personale. Un fenomeno di moda guidato da giovani disinibite basato su silhouette femminili e sperimentali. Insomma, immagina una studentessa modello che uscita da scuola si trasforma in una rave girl. 

Questo movimento street style giapponese a sua volta attingeva da diverse sottoculture e da FRUiTS magazine. Oltre ai diversi core e trend del momento, questa moda incorpora dentro di sé tutta una serie di estetiche, quali: Sweet lolita, Gothic lolita, Cosplay ed altre, tutte identificative delle subculture giapponesi. Alla tendenza weird ricordiamoci poi di aggiungere una forte influenza del massimalismo e il gioco è fatto.

I suoi sostenitori fanno spesso leva sull’upcycling e l’utilizzo di capi vintage, il thrifting e il second-hand sono diventati le fonti di ispirazione e riferimento. Eppure, proviamo a immaginare quei look nella vita di tutti i giorni, sfoggiati da noi comuni mortali e non da top model: funzionerebbero?

Il trend ha già trovato online, fra i social più utilizzati come Instagram e TikTok, i suoi maggiori esponenti e ha raccolto la curiosità di diverse modelle e influencer. Questa spinta sui social media combinata con marchi come Collina Strada o Heaven di Marc Jacobs e celebrità come Bella Hadid, ha davvero contribuito ad elevare questo stile bizzarro. Lo street style Harajuku da una piccola nicchia si è volto al massimalismo facendo leva sul nostro bambino interiore.

Oggi la tendenza è cresciuta in modo esponenziale su TikTok con creators come Sara Camposarcone (@saracampz), Clara Perlmutter (@tinyjewishgirl), Anna Golka-Yepez (@annagolkayepez) e Thalia Castro-Vega (@polychrom3), con cui invece è possibile imparare ogni caratteristica del trend massimalista, tramite contenuti di facile approccio per chi inizia ad avvicinarsi allo stile.

L’ascesa di quest’estetica si deve anche alla fama che sta riscontrando il mercato dell’interior design, dato dalla popolarità della rivendita di mobili vintage e video che mostrano come realizzare mobili fai-da-te. Su Facebook Marketplace i pezzi vintage di IKEA sono tra i più gettonati, soprattutto le collezioni bambini – forse non lo sai ma potresti voler comprare una lampada a forma di pane.

E sebbene qualsiasi tendenza possa essere annientata a causa di un dispendio eccessivo di denaro, ad alimentare questo stile ci sono invece sensibilità e sostenibilità a fare da contrasto. Se nel regno degli interni l’estetica Weird si traduce in oggetti buffi e stravaganti, anche nella moda veniamo ricondotti ad una verità innegabile: siamo alla ricerca di leggerezza e libertà, dall’arredamento della nostra cameretta alle t-shirt grafiche che scegliamo di indossare.